NON RACCONTIAMOCI STORIE

ticchettato da lanoisette giovedì, 05 novembre 2009, alle 10:13
Una riflessione su ciò che è cambiato nell'insegnamento della storia (e della geografia), qui.
a proposito di:seriamente, pensatoio, solostoriaegeografia, me tra i mille
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AAAHSIA

ticchettato da lanoisette lunedì, 04 maggio 2009, alle 12:36


Israele è uno dei principali produttori di petrolio al mondo, in esso è diffuso il fondamentalismo islamico ed è uno stato insulare.
L'Afghanistas è uno dei principali produttori di petrolio al mondo, pratica sistemi di controllo delle nascite e la sua economia è in forte crescita.
L'Arabia Saudita ha conquistato l'indipendenza grazie a Ghandi e la sua economia è in transito dal sistema pianificato a quello di mercato.
L'Iraq e la Russia hanno subito l'invasione sovietica nel 1979.
L'Islam e il Giappone hanno vissuto una lunga guerra civile in cui sono intervenuti gli USA.
L'Iran è un paese in cui convivono fedi diverse.
Il Tibet fa parte di Mumbai.
a proposito di:la classe non è acqua, errori&orrori, solostoriaegeografia
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UNA MATTINA AL MUSEO

ticchettato da lanoisette mercoledì, 18 marzo 2009, alle 01:09
Ieri mattina siamo andati qui a vedere questo, che stava appeso alla cintura di quella biondona della regina Teodolinda perché i Longobardi pensavano che nei capelli ci fosse l'anima e le ragazze non potevano tagliarseli fino al matrimonio, - da qui l'espressione lombarda tùsa (intonsa) per indicare una giovane donna nubile. E la Teodolinda doveva proprio esserlo, 'na bèla tusa, se quel vecchiaccio di Autari si era travestito per andare fino in Baviera a guardarsela ben bene prima di sposarla. Ma Autari l'avevano avvelenato dopo pochi mesi di matrimonio, così la giovane vedova si era fatta fare un bel calice al cobalto (irreperibile online!), che si credeva reagisse alla presenza dei veleni cambiando colore, ché prevenire è meglio che curare, e aveva preteso di scegliersi da sola un nuovo marito. Femminista d'antan. E quando si era trovata davanti il bell'Agilulfo  che le faceva il baciamano, l'aveva fatto rialzare dicendogli “Perché mi baciate la mano quando avete il diritto di baciarmi sulle labbra?”. Epperò il fidanzato non si era limitato ad un anellino con pietruzza, ma le aveva regalato addirittura questa. Che, detto per inciso, non si appende ad una catenina.
Mica scema, la ragazza (direbbe Truffaut).
La ragazza intanto aveva sognato una colomba che le indicava dove costruire la chiesa dedicata a San Giovanni Battista: Modo! Etiam, aveva risposto la regina.

Ed eccolo lì, il Duomo di Monza, dove ci hanno incoronato l'Agilulfo, il figliolo Adaloaldo e gli altri re Longobardi, forse con questa,che pare abbia dentro un chiodone della croce,  e sappiamo che poi la robetta in questione è finita sulla testa di Carlo Magno, Carlo V e Napoleone Bonaparte, mica quaquaraquà.

In tutto questo, le belvette di prima sono state brave, si sono interessate e divertite. E la guida gli ha fatto i complimenti per la loro preparazione in storia. E per la loro prof è stato come se gliel'avessero messa in testa, la corona del ferro.

ANS(i)E

ticchettato da lanoisette mercoledì, 25 febbraio 2009, alle 20:03
reno

Il Reno a Sud di Mainz (Deutschland)

Ovvero: tentativo di lezione di geografia multimediale con ventiquattro alunni e sei computer (quasi) funzionanti.

INTUITO MASCHILE

ticchettato da lanoisette lunedì, 23 febbraio 2009, alle 13:00
Venerdì mattina, prima che inizino le lezioni, faccio un salto in terza per restituire i quaderni di storia e geografia che ho ritirato per correggere gli schemi sulla I Guerra Mondiale.
La collega Piccolina non è ancora arrivata.
Entro in classe e appoggio la pila di quadernoni sulla cattedra.

Coro di voci bianche: “Manca la prof Piccolina??? Viene lei???”

No, ragazzi, sono venuta solo a riportarvi i quaderni. Ve li richiederò dopo Carnevale per mettere le valutazioni, ma così lunedì e martedì potete studiare ugualmente”.

Neuronico: “Prof, ma perché non resta lei al posto della prof Piccolina?”

In quest'ora? Non posso, ho lezione in prima e poi la prof Piccolina c'è, l'ho vista giù...”

Neuronico: “No, prof, perché non resta lei sempre al posto della prof Piccolina. Lascia storia e geografia in seconda, che li può fare la prof Piccolina, e viene da noi a fare tutto, anche italiano.”

Lo sapevo: questo ragazzo avrà un futuro da seduttore, perché se riesce a far sciogliere una donna indovinandone così bene i desideri più reconditi...

COMPRO UNA VOCALE

ticchettato da lanoisette venerdì, 30 gennaio 2009, alle 10:57
Interrogazione di recupero in prima: selva di mani alzate per offrirsi. Ricordo alla classe che io sono disponibile a sentire tutti, ma che qualcuno ha una valutazione già molto chiara e che quindi una sufficienza stiracchiata non cambierebbe di molto la situazione.

Giuliva: “Ma prof, io sono pronta da nove!”

Lopenso: “Anch’io, anch’io!”

Va bene.

Allora, parliamo della divisione del Sacro Romano Impero”

Giuliva: “Sì, allora, i figli di Carlo Magno si dividono…”

Io: “Ehm, no, non sono proprio i figli di Carlo Magno…”

Giuliva: “Ah, sì giusto, prof, di Pipino!”

Io: “Nooo, Pipino era il padre di Carlo, questi qui sono i… i… n… ni…nip…”

Giuliva: “I nipoti!!!”

Io: “Sì, bene, allora, chi sono questi nipoti?”

Giuliva: “Allora, eh…. Beh, veramente i nomi non li ho studiati benissimo…”

Io: “Ma come? Sei pronta da nove e non sai i nomi?”

Giuliva: “No, no, prof, adesso li so! Uno è è…!”

Io: “L… L…”

Giuliva: “Luigi!”

Io: “Ma nooo!!! Ma quale Luigi??? Lotario! Lotario e Ludovico!”

Giuliva: “Eh, su, prof, la L c’era!!!”

Che la dinastia dei Carolingi mi perdoni, riusciamo ad assegnare ai poveri Lotario, Ludovico e Carlo il Calvo i rispettivi territori, poi chiedo se questa divisione è stata pacifica o no.

Giuliva: “Ah, no, prof, due di loro hanno fatto un giuramento contro l'altro... mmh... a Stra…”

Io: “Sììì…”

Giuliva: “A StraMburgo!!!”

Io: “Ma come StraMburgo??? StraSburgo, StraSburgo!”

Giuliva: “Eh, prof, su, c’ero quasi…”


[...]

Io: “Lopenso, tu dimmi i cinque pilastri dell’Islam”

Lopenso: “Allora, lo so, eh, prof, dunque, sì, uno, lo so, è La Mecca”

Io: “In che senso?”

Lopenso: “Sì, prof, lo so, ecco, andare in pellegrinaggio a La Mecca, lo so, eh!”

Io: “Sì, bene, poi?”

Lopenso: “Quell’altro, prof, lo so eh, solo che non mi viene la parola, dunque sì, lo so, come si dice, quella parola là, ma la so, l’e…”

Io: “L’e… e…”

Lopenso: “L’eucarestia!!!”

Io: “l’EUCARESTIAAA???”

Lopenso: “No, no, scusi prof, ho sbagliato, lo so, lo so: la CARESTIA!”


Lo confesso: ho dato sei ad entrambi, perché non ho mai riso così tanto durante un'interrogazione.

CHE STORIA!

ticchettato da lanoisette giovedì, 13 novembre 2008, alle 19:05
Dalle verifiche di storia della sua classe prima, la professoressa Lanoisette presenta:

FATICA SPRECATA: Costantino trasferì la capitale dell’Impero a Roma.
UN DEMOCRATICO ANTE LITTERAM: Teodorico emanò un referendum per regolare i rapporti tra barbari e romani.
DIGIUNO E PENITENZE DEBILITANO: Gli anacoreti sono portatori di handicap.
CASI DI OMONIMIA: Romolo Augustolo è ricordato dalla storia perché a salvarli è stato un animale.
GRANDEUR: La Chiesa diventa un punto di riferimento anche politico perché il sacerdote diventa un semi-imperatore.
ACCIDENTI ALL’ETIMOLOGIA: Federati = quelli che avevano la fede e credevano in Cristo.
PAPY, SEI IL MIO EROE: Il papà riesce a far andar via Attila.
BEATI GLI INVITATI ALLA MENSA DEL SIGNORE: Eresia = monaci che vivono di carestia.

Ma, soprattutto: le soccetà palazziali.
Embè, direte voi? Due erroracci ortografici e niente più, dovresti essere abituata a ben di peggio. Già, ma solitamente sono abituata a vederlo sui quaderni e sulle verifiche dei mie alunni, non sul registro di classe, accanto alla firma del collega, nella colonna “Argomento della lezione”.
a proposito di:errori&orrori, solostoriaegeografia
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NOVANT'ANNI FA...

ticchettato da lanoisette martedì, 04 novembre 2008, alle 11:01
Due cose che farò vedere ai ragazzi. Per discuterne insieme.
Il generale Armando Diaz - l'annuncio della vittoria:


Mario Monicelli e Nino Rota - la quotidianità della trincea:
 
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SOVRANITÀ

ticchettato da lanoisette lunedì, 06 ottobre 2008, alle 10:49
Prima ora, lezione di geografia in seconda. Leggo il Preambolo alla Costituzione Europea: “...ispirandosi alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, e dello Stato di diritto...”; si alza una mano dal fondo: “Come, prof, democrazia? Ma se in Inghilterra c'è la regina!”.
Seconda ora, lezione di storia in prima: crisi dell'Impero Romano. Parlo degli Imperatori per adozione e chiedo: “Prima di questo momento, come si diventava imperatori?”. Risponde all'unisono la quasi totalità della classe: “Si veniva eletti!”.
È proprio il caso di dirlo: la confusione regna sovrana.
a proposito di:civitas, la classe non è acqua, solostoriaegeografia
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THURSDAY BLOODY THURSDAY

ticchettato da lanoisette giovedì, 25 settembre 2008, alle 21:00
Secondo l'orario definitivo, la professoressa Lanoisette il giovedì è a scuola orario continuato ore 8,00 – 16,30. Embé - direte voi - è l'orario normale di un lavoratore qualunque! Ma di cosa vi lamentate voi insegnanti che lavorate mezza giornata, avete tre mesi di ferie d'estate e Pasqua e Natale e... e... Già, però io non credo che un lavoratore qualunque oggi:

  • dopo sole due ore di lavoro fosse ricoperto dalla testa ai piedi di polvere di gessetti colorati a furia di schemini e schemetti alla lavagna sull'Età delle Rivoluzioni;
  • abbia dovuto combattere una strenua battaglia con la stampante della sala prof che si ostinava a stampare le mie schede sulle etimologie una riga sì e una no in un grazioso color azzurrino;
  • abbia dovuto concordare l'adozione del libercolo per il corso di latino con la collega Treanni che la guardava con l'occhio sbarrato e faceva sì sì con la testa;
  • abbia dovuto lottare contro le tenebre della superstizione religiosa riportando la luce della Ragione nelle menti di venticinque undicenni;
  • abbia dovuto subire il fuoco di fila delle domande di Lopenso che cominciano sempre con “Prof, volevo chiederle una cosa, anzi due... no, tre. È tutta la lezione che ci penso... ci ho pensato molto bene, sa, prof, e sono quasi sicuro di aver pensato la cosa giusta. Però prof, anche se ci ho pensato molto bene - sa, ci penso da tutta l'ora - volevo chiederle una cosa, anzi due... no, tre”;
  • abbia dovuto apporre quattro firme in settuplice copia per un totale di ventotto firme - alla faccia della semplificazione amministrativa – sull'agognato contratto a tempo indeterminato dopo una congrua anticamera in segreteria;
  • sia andato a prelevare dalla classe secondaics la ragazzina russa che non si avvale dell'ora di religione cattolica, scoprendo però che le ragazzine che non si avvalgono sono in realtà due, ma che la collega Religiotta non vuole far uscire la seconda perché dalla segreteria non le hanno dato nessuna comunicazione in merito;
  • abbia dovuto cercare la Vicaria di Plesso su e giù per tutta la scuola, perché senza un permesso scritto della Vicaria di Plesso non c'era verso di convincere la collega Religiotta che se la ragazzina è egiziana e sta facendo il Ramadan, beh, ecco, è abbastanza logico che non si avvalga dell'ora di religione e che magari c'è stato un disguido in segreteria;
  • abbia dovuto pranzare nella bolgia infernale della mensa scolastica accanto a Ceruleo che si applicava alle gengive i denti del Conte Dracula fatti con la mollica di pane;
  • abbia provato invano a convincere la Generalessa che l'obiettivo “Descrive i paesaggi naturali e antropici utilizzando carte, grafici e immagini” forse andrebbe inserito sotto la voce Uso degli strumenti e non sotto quella Conoscenze;
  • abbia dovuto constatare con un ululato di avere urgentemente bisogno di un caffè doppio, magari corretto grappa, ma di non avere moneta;
  • abbia dovuto sedare l'ilarità di quattordici aspiranti latinisti a cui aveva imprudentemente spiegato che mutand(a)e significa “cose che devono essere cambiate”.

E poi non credo che un lavoratore qualunque abbia aggiunto a tutto ciò:

  • il tragitto in bicicletta in una zona sperduta della città dove esiste via John Lennon e dove una rotonda immette a sorpresa sulla superstrada su cui sfrecciano i tir;
  • un'ora di lezione privata di latino in cui tentare di salvare Ifigenia dal coltello acuminato di Calcante e dalle insidie della perifrastica attiva e dell'ablativo assoluto;
  • una madre che, venti secondi netti dopo che la sottoscritta è entrata in casa e si è sfilata le scarpe, ha citofonato tutta giuliva munita di filmino del matrimonio della sorella della sottoscritta da sistemare, visionare e masterizzare;
  • le tazze della colazione ancora nel lavandino;
  • il letto sfatto;
  • un cesto della biancheria straripante;
  • due lezioni di geografia da preparare per domani...
... e la cena non è pronta.

Ecco, io non credo.
L'unica cosa in cui credo è che mancano ancora trentaquattro stramaledettissimi giovedì alla fine della scuola.