STEREOTIPI E STEREOTIPE
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Un mio amico ha attualmente per le mani una di quelle fanciulle che nel mio vocabolario personale sono inserite sotto la voce “profumiera” e sono certa - o mio lettore affezionato o casuale – che ne conosci almeno una anche tu.
La profumiera sorride, accavalla le gambe, si struscia, fa le fusa spandendo intorno a sé una dolce scia di feromoni e... e... e basta. Perché la profumiera non si concede, mai. Perlomeno, non a te, maschio italico di aspetto mediamente gradevole, magari intelligente, magari anche simpatico, a cui tutto questo sbattimento di ciglia non ha fatto altro che risvegliare l'atavico e mai sopito istinto della caccia. I tuoi, di feromoni, sono ormai partiti al galoppo: la chiami, le mandi sms, la inviti a prendere un aperitivo in quel localino così trendy, l'accompagni ad una mostra o a fare shopping, fai chilometri e chilometri nel traffico cittadino per passare a prenderla, portarla fuori a cena e riaccompagnarla a casa. Ma quando, da consumato gentiluomo, le apri la portiera e ti avvicini col tuo sorriso migliore, convinto che dopo tante fatiche sia ormai giunto il momento di cogliere il giusto premio – sì, lui: il mezzo metro di lingua – ecco, lei si ritrae. E, mi spiace tanto, sei tu che hai frainteso. Naturalmente non solo tu, ma anche tutto lo stuolo di corteggiatori e pretendenti di cui la profumiera si circonda, perché lei, la soave vanesia egocentrica, ama vedere i maschi incornarsi e scornarsi per le sue grazie come le alci nella stagione degli amori. Lei, adorabilmente altezzosa, guarda e aspetta. Cosa aspetta? Ovvio, il Maschio Dominante (cosa credete, l'istinto atavico ce l'ha anche lei!). Che naturalmente non sei tu, amico mio, che avrai anche il dono dell'ironia ma non quello di un dodici metri a Portofino o di un bilocale a Cortina. Perché lei punta in alto. E tu scivoli sempre più in basso, cosicché quando io – dotata di minor stacco di coscia ma di più cuore&cervello – avrò la ventura di conoscerti, tu sarai stato sufficientemente illuso e disilluso da dirmi che per un po', di donne, non ne vuoi proprio sentir parlare. Non vuoi sentirne neanche l'odore. Nemmeno se usano Chanel n°5.