FIORINFIORELLA LA SCUOLA È BELLA

ticchettato da lanoisette martedì, 01 dicembre 2009, alle 18:55
Sui suoi inseparabili mezzi stivaletti flosci la professoressa FiorìnFiorella caracolla su e giù dalle intricate scale della Schola Horribilis, con il suo metro e settantacinque di donna inguainato in aderentissimi maxipull (che il mio augusto genitore definirebbe giropassera) e ancor più aderenti trasparentique leggings, che nulla lasciano all'immaginazione delle sue cosce taglia quarantaseiquarantotto. Caracolla, appunto, su e giù per le scale, seguita dal suo codazzo di alunni necessitanti sostegno, in cerca di un'aula libera. Già, perché la professoressa FiorìnFiorella sostiene. Almeno, dovrebbe. In particolare, nella mia Secondabamba dovrebbe sostenere il pregevolissimo alunno CalcinQ-dallavitacosavuoidipiù. Nel senso che qualunque optional vorreste per un alunno portatore di handicap, lui ce l'ha. Lo volete pluriripetente? Lui ce l'ha. Lo volete fannullone, casinista, maleducato, presuntuoso, irrispettoso? Lui ce l'ha. Lo volete che frequenti solo quando pare a lui? Idem. Lo volete che non porti una giustificazione, un modulo, una verifica firmata neanche a pagarlo? Pure. Lo volete senza un libro, un quaderno, una biro? Anche. Lo volete con famiglia disastrata? Eccovela lì, sul piatto d'argento. Lo volete alto, biondo, occhioglauco, idolo delle ragazzine e carico di ormoni pronti a decollare, manco fosse una portaerei americana nel Golfo Persico ai tempi di Saddam? Ta-daa!! Insomma, un personaggino per cui pugno di ferro, scudiscio e ginocchia sui ceci sarebbero raccomandati anche dal medico curante.
La professoressa FiorìnFiorella però, evidentemente, ha un metodo tutto suo: quello dell'empatia, del mettersi nei panni dell'altro, dell'adottare la prospettiva del discente. È talmente empatica che entra in classe ruminando puntualmente gomma da masticare, la stessa (cioè, non la-stessa-proprio-quella) che, come ogni giorno, ho appena fatto sputare nel cestino a CalcinQ e a un... du... quatt... ehm... mezza classe. L'altra mezza classe dice: “Prof, però la prof FiorìnFiorella la mastica, e una volta ha fatto anche la bolla!”. Pensate che la professoressa FiorìnFiorella si mette nei panni dell'allievo anche quando mi consegna un foglio sui cui sono stampate una ventina di righe sbilenche e piene di refusi, proclamando trionfante: “Guarda, gli ho fatto fare l'esercizio di scrittura... e poi l'ha copiato al computer!!!” ; difatti mi tocca correggere non solo gli errori di CalcinQ, ma anche i suoi, che ha assegnato la traccia Racconto un episodio di amicizia tra io e un mio compagno. E l'empatia si spinge al punto di immedesimarsi totalmente nel ruolo di alunno: l'altro giorno, mentre nell'aula LIM saltavo da una pagina web all'altra per mostrare caravelle, astrolabi, carte di Paolo DalPozzo Toscanelli, Capi di Buona Speranza e rotte di Magellano, e mentre l'alunno CalcinQ si destreggiava benissimo tra una risata con MagarifosseMutu, un dispetto a GigiLaTrottola e un tentativo di palpeggiamento delle curve di Esplosiva, la professoressa FiorìnFiorella sedeva due file più indietro, in perfetto silenzio, fissando lo schermo luminoso.
No, non prendeva appunti, ma solo perché aveva dimenticato il quaderno a casa.
a proposito di:la classe non è acqua, sala prof, bene molto bene
| link | i vostri commenti (30) | il popup dei vostri commenti (30)

UNA, E UNA DUE

ticchettato da lanoisette domenica, 11 ottobre 2009, alle 16:03
Se insegni nella Schola Horribilis alias Il Lazzaretto, non puoi certo fingere di non vedere la professoressa Panzer. Non per la sua mole, screanzati!, oddio, anche per quella, ma perché l'intera scuola è stata costruita col sudore e col sangue del Panzer, di lei, insomma, che lì ci insegna da venticinque anni, e lo ribadisce con voce tonante ad ogni riunione; di lei, che aveva messo su una scuola così bella, così confortevole, così organizzata e colorata e che adesso non c'è più. E anche se adesso (cioè da almeno dieci anni, pare) la sua scuola, la sua scuoletta, è un casino, è triste, è grigia, è tossica più della nube di Chernobyl, lei non chiede il trasferimento, no, il Panzer resiste, resiste su un'immaginaria linea del Lambro (e anche del Seveso e dell'Olona) nonostante l'odio viscerale per il Precisissimo: è una questione di principio, perché il Panzer è una di quelle dure&pure, di quelle che ha fatto gli anni belli, come li chiama lei, con l'eskimo e il pugno alzato, gli anni che hanno cambiato la scuola, ché lei insegna ancora l'ortografia e gli affluenti di destra e di sinistra del Po e i Re di Roma e vorrebbe poterne bocciare sette o otto per classe (ma non erano gli anni del sei politico e un bel calcione nel deretano a tutti, quelli?). Sì, perché la professoressa Panzer è una di quelle insegnanti che vuole la scuola seria, che crede nella scuola pubblica di qualità per tutti. E infatti ha mandato i suoi due figli a studiare dalle suore. E siccome la Gemini ce l'ha tolta, la qualità, perché ci ha tolto i soldi e le ore a disposizione e gli insegnanti, lei la boicotta, sissignori, lei si rifiuta di fare le ore di straordinario per le supplenze, di regalare un servizio alla Ministra, e quindi, se un collega è assente, regala cinque o sei alunni a caso per classe e vualà; però, attenzione, la proposta della professoressa Lanoisette di bloccare le uscite didattiche per un anno, quella no, non le piace, perché poi i genitori vengono a lamentarsi “Ma professoressa... e la gita ... e insomma e blablà” e lei non ci ha mica tempo da perdere, coi blablà. Eh, no, lei odia tutti gli intoppi, tutta questa dannata burocrazia: le firme e i moduli e le programmazioni e i traguardi di competenza, massì, che scemenza, li copiamo dal libretto del Ministero... che lei non ha, ma tanto la professoressa Lanoisette che è sempre così organizzata e precisa, lei sì che ce l'ha, vero? E rivedere gli obiettivi didattici? Oooh!!! che barba, che noia, che barba! Usa gli stessi da cinque lustri, son talmente lustri che andranno ancora bene, no? E i livelli del quadro europeo delle lingue per l'italiano L2? Se l'è cusééé??? Tanto quello lì non parla italiano e non lo parlerà mai!
Insomma, la professoressa Panzer è una personcina pratica e concreta, che – l'avete capito – il tempo non lo vuole sprecare, così, in sciocchezzuole scolastiche, che tanto lei – per la gita, per i libri, per la programmazione, per il caffè alla macchinetta – si è già messa d'accordo, come fa da vent'anni a questa parte, con la sua amica e sodale, la professoressa Maldì, quella professoressa bionda, un po' lamentosa, ma alta e schietta in duplice filar, unica e sola, solinga e solitaria portabandiera in terra lombarda della miglior tradizione del parlar onesto, della shola toshana di Dante e Guittone, ahi lasso, della shola in cui si leggeva Hollodi. Bei tempi, quelli! Quelli che rimembrano insieme, quando farfugliano in conciliabolo durante le riunioni, quando escono da scuola a braccetto come Bibì e Bibò: quella un po' rude e stazzonata e quella sottile e distinta. Che coppia, che effetto... effetto immediato Maldì-Panzer.
a proposito di:sala prof
| link | i vostri commenti (15) | il popup dei vostri commenti (15)

LA FOTOCOPIA: UN SEGNO DI STILE

ticchettato da lanoisette venerdì, 02 ottobre 2009, alle 16:33
Dopo la pre-circolare sul limite al numero delle fotocopie, blocco in sala professori DeReferenz, il referente di plesso, anch'egli collega di lettere:

Ciao, senti, ho visto circolare che hai mandato... volevo capire... va bene il limite, ma se ad esempio io un mese faccio meno fotocopie di quelle che mi spettano, il mese dopo posso avere una specie di bonus?

   Ah... non so, bisognerà deciderlo... per me, io sono contrario: in fondo stiamo usando soldi pubblici, tutto ciò che si risparmia è benvenuto!
Sì, ho capito ma [tralasciamo il fatto che quei soldi sono anche miei, ndr] magari un mese ho bisogno di farne di più per un'attività particolare, il mese dopo di meno... dipende dalla didattica, no?

   Appunto. Secondo me noi di lettere dovremmo averne meno bisogno, quelli di arte o tecnologia, invece...

No, scusa, in che senso? Ma se noi ci smazziamo anche Cittadinanza e Costituzione senza avere il libro di testo!

   Eh, va beh, ma lì usi il fascicoletto del libro di storia!

Ho capito, ma non c'è tutto quello che dobbiamo fare: è ancora Moratti-ediscion, quella roba delle Educazioni!

   Ehhh... suuu! Cerchi un po' di materiale in rete! Puoi fare anche senza...

No, guarda, il problema non è mio, io non ho nessuna difficoltà a fare lezione senza libro di testo, ma i ragazzi, senza nulla di scritto...

   Ohhh, vabbè, io li faccio scrivere!

Sì, anch'io, ma... non si può sempre dettare dettare dettare: quest'anno abbiamo anche meno ore!

   Eh, io sì, io detto e loro scrivono.

D'accordo ma... le verifiche? Cioè, io ho fatto il conto, in pratica solo con le verifiche mi gioco il mio numero di fotocopie.

   Eh, lo so. E infatti io ne faccio il meno possibile.

Ah. Eh. Ehm. Bene, io invece... comunque, a parte le verifiche, ci sono magari dei materiali di supporto o di approfondimento...

   Nooo, io uso il libro: devono usare il libro come strumento di lavoro!

Sì, anch'io faccio usare il libro come strumento di lavoro, però dai, qualche approfondimento, qualche stimolo, un'esercitazione aggiuntiva... altrimenti ci limitiamo a leggere il libro in classe, far fare gli esercizi e bon.

   E io infatti leggo il libro in classe!

Ah. Ecco... Vedi... appunto... magari... più che una questione di numero di fotocopie per disciplina... forse... è una questione di stile d'insegnamento?

   Nooo! Ma io non stavo criticando il tuo stile d'insegnamento, cos'hai capito?

Eccimancherebbe altro!!!

a proposito di:sala prof, ascuolaeinguerratuttoèlecito, carte e scartoffie
| link | i vostri commenti (18) | il popup dei vostri commenti (18)

OFFELÉ, FA EL TÒ MESTÉ

ticchettato da lanoisette venerdì, 18 settembre 2009, alle 17:13
Dalla sua relazione finale era chiaro che l'anno scorso avesse proposto alla classe un percorso di laboratorio di scrittura piuttosto strutturato, inoltre i colleghi mi avevano riferito con un po' di deferenza che la sua professione principale è quella di Giornalistaescrittore. Quindi già mi fregavo le mani perché mi aspettavo una seconda non dico di romanzieri in erba, ma almeno di studenti in grado di mettere in fila quattro periodi sensati e senza errori madornali.
Poi ho ritirato un paio a testa degli otto temi che aveva assegnato per le vacanze. Li ho corretti. Tutti. Ho appoggiato sulla scrivania la penna rossa e ho respirato con calma, con mooolta calma. Poi ho inserito in zio Google il nome del mio predecessore Giornalistaescrittore. Ho trovato il suo sito: c'era una pagina dedicata alla sua autobiografia. L'ho letta con attenzione. E ho capito perché in uno dei temi c'era scritto "LODISSEA È DIVERSA DA LIL'LIADE PERCHÉ NON C'È L'INSPIRAZIONE ALLA MUSA”.
Qui serve urgentemente una Professoressa. Una vera.
a proposito di:sala prof, errori&orrori, ascuolaeinguerratuttoèlecito
| link | i vostri commenti (20) | il popup dei vostri commenti (20)

ARRUOLATA!

ticchettato da lanoisette giovedì, 25 giugno 2009, alle 13:10
Martedì 23 giugno, con un'ora e mezza di ritardo sulla tabella di marcia (l'Esimio era fuori a pranzo, vorrete mica fargli fretta!), la professoressa Lanoisette, a seguito della discussione della propria monumentale tesina, è stata confermata in ruolo dal Comitato di Valutazione. Ovvero: ora la comoda sedia del contratto a tempo indeterminato ce l'ho sotto le chiappe e guai a chi me la tocca. A sancire l'evento, un vassoio di paste per i colleghi, un libro per la mia splendida tutor, un nuovo taglio&colore di capelli per me (su cui il B.T. Ha abbondantemente sbavato, facendomi rischiare l'effetto-crespo causa umidità). E centocinquantacinque chilometri, un'ora netta da casello a casello, per andare a cena col Metallo. Non solo a cena, eh.
(contenta, Prof? :P)

TENTACOLARE

ticchettato da lanoisette sabato, 20 giugno 2009, alle 12:47
Le tracce dei temi le ha scelte lei, anche se io sostenevo che quelle argomentative non erano argomentative per nulla. Ed infatti si è visto: uno sciorinamento di nozioni sui bambini sfruttati nel mondo e tanto buonismo nelle riflessioni personali.
Le valutazioni le ha date come cavolo voleva lei, perchè ha anche chiesto il mio parere, ma poi se n'è altamente fregata: perchè nella relazione sulla gita Polemico ha messo troppi fatti e troppo poco di sé (scusa cara, ma la relazione è un testo espositivo oggettivo, no?) e Sensibile di solito fa dei temi molto meglio di così (sì, ma se questo è penoso, perchè devi darle comunque sette?) e i voti sono schizzati su e giù ad minchiam.
La correzione della prova Invalsi è diventata una tregenda grazie a lei, che era rimasta indietro, aveva sbagliato a segnare i punteggi, aveva invertito le risposte, non sapeva fare le somme senza calcolatrice né le percentuali senza foglio excel preparatogli dal maritino.
I primi orali di ieri sono stati interamente monopolizzati da lei, che tanto aveva fatto tutto: l'Afghanistan, il conflitto israelo-palestinese, Emergency, i diritti dell'uomo, i problemi dell'adolescenza. E nemmeno si accorgeva dei ragazzini che cambiavano espressione quando si rivolgevano a lei invece che a qualche altro insegnante che, intrepido, provava a interrompere la sua fiumana di parole.
Quindi - so che non si dovrebbe - ad un certo punto, per non esplodere, sono uscita dall'aula e sono andata a bermi un cocacolino coi ragazzi assiepati fuori e a fare due chiacchiere con loro, un po' anche per tranquillizzare i prossimi malcapitati. E mi sono sentita dire: "Prof, se ci avesse insegnato italiano lei..", "Prof, comunque lei è una grande, è la mia prof preferita", "Prof – ragazzino dell'altra classe che però ha fatto con me latino – viene a vedere il mio orale?". Sarà pure piaggeria, ma uno zuccherino ogni tanto serve proprio.

GARDEN PARTY

ticchettato da lanoisette martedì, 16 giugno 2009, alle 13:24
Stasera, nel giardino di casa Ipotenusa, cena con la colleganza al completo per festeggiare il prossimo pensionamento di Sorridente. Diciamo che me ne sarei stata volentieri a casa mia, ma siccome proprio non posso esimermi e mi toccherà pure essere cortese con Piccolina e ABacchetta, è mio dovere imprescindibile essere la più gnocca della serata - non che sia difficile, con quel contorno di caramp... ehm, distinte signore di mezz'età. Comunque, armata della mia insalata di farro, incederò regale sui miei nuovi sandali zeppati, infilata nell'abito nero un po' zingaresco con scollatura omerale (per i non addetti: di quelli che lasciano le spalle nude) che ho comprato sabato al mercato mentre facevo la spesa col Metallo. Il quale ha detto che se il B.T. sguardona troppo o prova solo ad allungare un dito, gli svita la testa come a una boccetta di shampoo.

MEZZOGIORNO DI FUOCO

ticchettato da lanoisette lunedì, 08 giugno 2009, alle 19:29
Gliele chiedevo da un mese e finalmente oggi, penultimo giorno di scuola, i ragazzi di terza mi hanno portato le mappe con i percorsi d'esame. Le leggo una ad una, li invito a riflettere, elimino scempiaggini e collegamenti del tipo “Porto un brano antologico su Gandhi e in geografia l'indipendenza dell'India che collego alle lotte di liberazione in generale così faccio la Resistenza per storia, poi leggo una poesia di Quasimodo e infine commento un quadro di Franz Marc che è di quel periodo lì”, rivedo, suggerisco previa consultazione dei programmi d'esame delle altre discipline, offro materiali di approfondimento in fotocopia. Poi mi viene qualche considerazione generale sui lavori di tutti e faccio notare che mi sembrano un po' sbilanciati: troppi argomenti legati ad italiano, quando nel colloquio si dovrebbe invece dare più spazio alle discipline che non hanno la prova scritta.
Commento ingenuo di Occhioni: “Eh, la prof Piccolina ha detto che non abbiamo fatto abbastanza argomenti di storia e geografia!”.
Sbarro gli occhi. In un nanosecondo riavvolgo il film di quest'anno scolastico: i libri del cavolo che mi ritrovo, adottati da lei, le ore perse per progetti che lei riteneva essenziali, il lavoro di sgrossamento su ragazzi abituati a studiare solo ed esclusivamente a memoria, gli schemi, le tabelle e le mappe alla lavagna, sul quaderno e al pc, i materiali di approfondimento messi sul blog-fatto-apposta-per-quello... Respiro. Respiro. Ma i ragazzi devono aver notato il filo di fumo che mi esce dal naso e dalle orecchie, perché qualcuno prova a metterci una toppa: “No, prof, non lei, noi non abbiamo fatto abbastanza...”
Sentenzio gelida: “Gradirei che i colleghi non esprimessero giudizi sul mio lavoro così come io non ne esprimo sul loro. Anche se a questo punto qualcosa da dire ce l'avrei.”
Suona la campanella, raccolgo le mie cose ed esco, sperando per l'incolumità di Piccolina di non incrociarla. È mezzogiorno e il corridoio è deserto come le strade di un pueblo messicano prima del duello. Per oggi passi, ma domani è giornata di scrutini e non so se basteranno la pentola di camomilla che mi sto preparando e la dozzina di pillole di valeriana che mi aspettano sul comodino. Ho già i colpi in canna.

METALLO RESTYLING

ticchettato da lanoisette giovedì, 04 giugno 2009, alle 17:20
Nonostante le apparenze e la mia tendenza ad accompagnarmi ad individui scioperati, disoccupati e squattrinati, il Metallo ha un lavoro da persona normale. Un mestiere sobrio, onesto, dignitoso. Non uno da giacca&cravatta, ma nemmeno da chiodo con le borchie, jeans a brandelli e magliette col teschio reduci dal Gods of Metal del 1989. Dunque, da brava fanciulla, mi sono fatta carico dell'oneroso compito di rivestirlo da capo a piedi (chitarra compresa)e l'ho portato in un simpatico aulet che vende abbigliamento sportivo. Gli ho fatto spendere un po' di soldini, è vero (neanche più di tanti, poi: sono un po' genovese inside, io), ma coi ginsetti nuovi di zecca e le polo a righe è proprio carino. Con una soprattutto, di un bel viola a righine sottili bianche, che tra l'altro s'intona alla perfezione col mio costume ciclamino. E anche con la maglia quasi identica che il B.T. indossava stamattina.
Oddio, forse ho esagerato col restyling.
a proposito di:nugae, metallo, sala prof, giralamoda
| link | i vostri commenti (19) | il popup dei vostri commenti (19)

SINCERITÀ-AH-À

ticchettato da lanoisette lunedì, 25 maggio 2009, alle 13:09
L’ufficio scolastico regionale, per monitorare il percorso di formazione di noi docenti neoimmessi, ci obbliga a compilare un Diario di bordo relativo all’andamento non solo del corso ma ti tutto l’anno scolastico, chiedendoci di evidenziare anche i punti di criticità.
Voilà:
Piccolina è una viscida arpìa, l’Esimio non c’è mai perché impegnato nella sua parallela attività politica, quando c’è se ne lava le mani delle patate bollenti che la Mariastella ci mette in mano (eh, non può dire che son vaccate), non ha mai indetto la riunione di materia per decidere obiettivi e contenuti di Cittadinanza e Costituzione perché gli interessa solo che la casellina sulla pagella sia riempita per fare bella figura coi genitori, mi hanno fatto fare da tappabuchi per tutto l’anno salvo poi venire a chiedermi di fare la ragazza-immagine della scuola, la Kapòsegretaria è un'acida burocrate gonfiata dal suo piccolo potere, la didattica differenziata sul sostegno è roba da pre-Legge Basaglia, il lavoro in team e la programmazione comune qui non si sa nemmeno cosa siano, il laboratorio di informatica è praticamente inutilizzabile, la maggior parte dei colleghi sono gerontoprofie che si trincerano dietro la loro trentennale esperienza e non contemplano nel loro vocabolario i termini “collaborazione” e “condivisione”, nei verbali dei collegi docenti sta scritto che si è deliberato su questioni su cui non si è neppure votato, voglio scappare e sto pregando Jahvé, Allah, Buddha, Odino e Quetzalcoatl che mi diano il trasferimento...
Naturalmente, siccome alla faccia della serietà del monitoraggio, dell'anonimato e della privacy, dovrò inserire il mio bel Diariuccio di bordo nella tesina che presenterò al Comitato di valutazione della scuola e all’Esimio, non scriverò proprio nulla di tutto ciò. Del resto, la sincerità non è “un elemento imprescindibile per una professione stabile”.