UNA PROFESSORESSA AL MUSEO

ticchettato da lanoisette domenica, 08 novembre 2009, alle 16:51
La professoressa varca l'ingresso del Museo di Arte Antica e paga il biglietto ridotto di due euro, rammaricandosi di non aver fatto la giornalista o il militare per entrare aggratis, poi si sdilinquisce sui marmi e sugli affreschi pompeiani, sobbalza davanti agli ori e alle pietre, s'inebria delle essenze di nardo e benzoino - quello di Baudelaire, sì -, stupisce davanti ad un triclinio vero e originale, s'immagina con una torreggiante acconciatura alla Giulia Domna o alla Poppea, beve ad uno ad uno i versi di Marziale e Ovidio che accompagnano il percorso, non perde neppure una riga delle didascalie esplicative delle opere. Poi, all'uscita, siccome è professoressa fin nei tacchi degli stivali (che cominciavano anche a dolerle un po'), sul librone degli ospiti verga con cura Esposizione fantastica, se solo non fosse per i refusi e gli errori di sintassi nei pannelli illustrativi...
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INDOVINELLO DI OGNISSANTI

ticchettato da lanoisette domenica, 01 novembre 2009, alle 20:46
Da cosa si è vestito Barack Obama per festeggiare il suo primo Halloween alla Casa Bianca?
Da uomo nero.
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ODI ET ODI – GIOCHINO LETTERARIO

ticchettato da lanoisette martedì, 06 ottobre 2009, alle 23:14
Negli ultimi tempi ho letto un paio di libri davvero belli: uno di questi, Espiazione, entra direttamente nella mia top ten di tutti i tempi. Ma non è l'argomento del mio post. Il problema (o forse il fascino) di questi due libri è che, annidati lì dentro tra le righe e i capoversi, ho trovato due tra i personaggi più insopportabili in cui mi sia mai capitato di imbattermi nella mia carriera di lettrice, al punto da provare un vero fastidio fisico, fino ad avvertire l'impulso di grattarmi, come per un improvviso attacco di orticaria. Eccoli qui:
Il dicianovenne, bellissimo, Kiyoaki Matsugae è l'unico rampollo di una facoltosa e nobile famiglia. Ha ricevuto un'educazione raffinata che ne ha accentuato i modi distaccati e aristocratici: tutto è per lui imperfetto, volgare e indegno di attenzione. Tutto, tranne lui. Che altro non è che un ragazzetto insicuro ed egoista, In cerca di continue conferme della sua eccezionalità, emotivamente instabile ed incapace, fino alla crudeltà, di considerare i sentimenti di chi lo circonda. E infatti, quando dovrà fare i conti con l'amore, quello vero, lo scontro della passione impetuosa con la fragilità del suo carattere non potrà che condurre a esiti fatali - in Neve di primavera di Yukio Mishima.
La tredicenne Briony Tallis è precocemente baciata dal dono della scrittura, ma è anche assolutamente presuntuosa e piena di sé fino al rigurgito, e contemporaneamente immatura come solo una ragazzina sa esserlo. Il mondo gira intorno a lei, null'altro importa che le sue percezioni e l'idea che essa si è fatta degli altri: esiste un unico punto di vista - il suo - che osserva, scruta, valuta, giudica inesorabile senza dubbio o incertezza, senza possibilità di scampo o redenzione, così convinto dell'assoluta verità che la sua infantile miopia ha costruito da sostituirsi senza esitazione a quello di un vero giudice e scatenando così una serie di dolorosi eventi che la scrittrice in erba si troverà, appunto, a dover espiare per il resto della sua vita – in Espiazione, di Ian McEwan.

Ecco, vi ho detto di loro, ora chiedo a voi: mi raccontate, qui nei commenti o sul vostro blog (per chi ce l'ha, e magari facendomelo sapere), quali sono per voi i due personaggi più odiosi, antipatici, fastidiosi e insopportabili che dimorano sugli scaffali della vostra libreria?
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ALLA FACCIA DI CARRÉ OTIS

ticchettato da lanoisette domenica, 04 ottobre 2009, alle 16:25
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INSEGNANTI AL BIVIO

ticchettato da lanoisette sabato, 26 settembre 2009, alle 16:43


Ovvero: quando ti chiudono per due giorni filati in una villa gestita da religiose per un corso di formazione in cui ti spremono come un limone, le proposte editoriali delle monache acquistano tutto un altro significato.

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SETTEMBRE, ANDIAMO, È TEMPO DI RICOMINCIARE

ticchettato da lanoisette domenica, 20 settembre 2009, alle 19:35
Per quanto il calendario gregoriano-giuliano stabilisca l'inizio dell'anno nuovo al 1 gennaio, è evidente che il vero capodanno del mondo occidentale sia nel mese di settembre: riaprono le scuole, ricominciano le levatacce mattutine, le code in auto per andare al lavoro, le incombenze casa-banca-ufficio postale, si rinnovano le iscrizioni a piscine, palestre e cineforum e la tv ci allieta con le nuove serie dei nostri programmi preferiti. Insomma, dopo la pausa estiva tutto torna come era prima. Anche le trasmissioni di Maria DeFilippi, hélas.
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DIECI COSETTE DI ME POSSON BASTARE?

ticchettato da lanoisette domenica, 06 settembre 2009, alle 18:32
Rubo il giochino a LGO e Ultimoappello, anche se ho pensato che sarà difficile riuscire a scovare qualcosa di me che già non sappiate leggendo questo blog.

UNO. Mi piacciono le capre. Intese come ovini, non come studenti.
DUE. Adoro casa mia, con i suoi vecchi pavimenti in graniglia, i soffitti colorati, le porte in legno bianco e vetri smerigliati, la grande libreria scura all'ingresso. In questi anni di scuole e uomini che andavano e venivano è stato il mio rifugio, il mio riparo, il mio punto fermo.
TRE. Faccio un tiramisù che è la fine del mondo. Chiunque l'abbia assaggiato ha dovuto ammettere che nessun altro regge il confronto. Il mio segreto? Eh eh eh...
QUATTRO. Ho visto in faccia per un caffè, un tè, un pranzo, una cena, almeno sette tra gli amici bloggers che mi leggono.
CINQUE. La prima volta che ho baciato seriamente un uomo ero maggiorenne già da parecchi mesi, tardona che non sono altro.
SEI. Uno dei miei sogni nel cassetto era studiare alla Sorbonne. Impedimenti pratici, cazzi e mazzi non me l'hanno consentito. È uno dei pochissimi rimpianti della mia vita.
SETTE. Quando mi sono laureata, con lode e fuori corso di una sola sessione, i miei si sono incazzati di brutto. Perchè ero fuori corso, ovvio.
OTTO. Fino a ieri, nonostante io viva in questa casa da più di quattro anni, ai lati del mio letto penzolavano due tristi lampadine appese ad un filo. Fino a ieri, appunto, quando il Metallo ha preso in mano situazione e trapano e mi ha montato delle graziosissime appliques che stazionavano nelle loro scatole da almeno sei mesi.
NOVE. Lo confesso, il primo concerto a cui sono andata era di Umberto Tozzi. Avevo quattordici anni, è vero, ma un po' me ne vergogno lo stesso.
DIECI. Riesco a fare il nodo al picciolo di una ciliegia con la lingua.

Adesso tocca a voi, o miei lettori. Nessuno è obbligato, ma io sono una gran curiosona...
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APPUNTI DI ARCHITETTURA SULLA CARTA IGIENICA

ticchettato da lanoisette giovedì, 03 settembre 2009, alle 17:18
Oggi su questo blog non si parla di scuola. Nossignori. Si parla di gabinetti, toilette, ritirate, cessi e affini – che poi, non è che sia tanto differente, eh. Grave e toccante argomento di certo, perché ognuno di noi, almeno un paio di volte nella vita, ha dovuto soffrire le pene dell'inferno attendendo in lunghissima fila l'espletamento del richiamo di madre natura. Ognuno di noi, specialmente se femmina. Già, perché è scientificamente provato che la coda davanti ai bagni delle signore sia sempre infinitamente più lunga di quella degli uomini, ragion per cui talvolta qualche ardita fanciulla s'intrufola a suo rischio e pericolo nella porta di fronte, quella contrassegnata da un omino in pantaloni. Datevi la spiegazione che preferite: abbiamo una migliore filtrazione renale, necessitiamo di una manutenzione più accurata là sotto, specie in certi giorni, siamo sempre dotate di zainetti borsette pochette cinture sciarpine guanti che rallentano il nostro processo di vestizione e svestizione, dobbiamo fare acrobazie da circo per evitare di appoggiarci alla tavoletta lurida mentre cerchiamo di estrarre il fazzolettino di carta che si è infilato sul fondo della borsa, in qualità di mamme ci occupiamo dei bisognini non solo delle figliolette, ma anche dei figliuoli in tenera età (forse che i papà sono inabili o inadatti all'assistenza minzionale dei pargoli?) e quando usciamo, vuoi non darti una sistemata ai capelli e al trucco? Comunque sia, il fatto è lampante ed evidente a tutti. A tutti, tranne ai signori Daniel Liebeskind, Renzo Piano, Arata Isozaki, Norman Forster e compagnia bella, che evidentemente non hanno mai dovuto aspettare sbuffanti la moglie fidanzata figlia sorella nonna zia in coda a un bagno pubblico. Ora, signori miei, quando progettate i vostri meravigliosi, fantasmagorici, avanguardistici aeroporti musei palazzi congressi centri commerciali stazioni cabine del telefono è così difficile pensare ad una diversa ripartizione dello spazio-toilette? Chessò, su dieci p'tit coins, sette per le femminucce e tre per i maschietti, ad esempio. Sarebbe una rivoluzione paragonabile all'invenzione della chiave di volta, dell'arco rampante e del cemento armato e contribuirebbe significativamente alla riduzione dei conflitti di coppia.
Mio padre me lo diceva sempre, che dovevo fare l'architetto. O l'avvocato delle cause perse.
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STEREOTIPI E STEREOTIPE

ticchettato da lanoisette sabato, 22 agosto 2009, alle 17:38
Rubato al Grigio.

 

RICERCA NOTTURNA DI UN PASTORE ERRANTE DELL'ASIA

ticchettato da lanoisette domenica, 16 agosto 2009, alle 20:32
Che sui blog ci arrivi un po' chiunque, digitando le chiavi di ricerca più improbabili, è cosa risaputa, ma non avrei mai pensato che nelle steppe asiatiche qualcuno morisse dalla voglia di leggere la mia – sì sì, proprio la mia, non una qualunque – recensione di Norwegian Wood:



Chi sei tu, sconosciuto amico che, seduto davanti alla tua yurta sorbendo una tazza di latte acido di yak,
nella notte kirghisa non alzi più gli occhi alla volta celeste per rivolgere le tue domande alla silenziosa luna cheffaitulunaincieldimmicheffai?, bensì li abbassi verso lo schermo di un laptop e le digiti su Google, con buona pace del povero Leopardi?
a proposito di:nugae, blogga-mente
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