Sui suoi inseparabili mezzi stivaletti flosci la professoressa FiorìnFiorella caracolla su e giù dalle intricate scale della Schola Horribilis, con il suo metro e settantacinque di donna inguainato in aderentissimi maxipull (che il mio augusto genitore definirebbe giropassera) e ancor più aderenti trasparentique leggings, che nulla lasciano all'immaginazione delle sue cosce taglia quarantaseiquarantotto. Caracolla, appunto, su e giù per le scale, seguita dal suo codazzo di alunni necessitanti sostegno, in cerca di un'aula libera. Già, perché la professoressa FiorìnFiorella sostiene. Almeno, dovrebbe. In particolare, nella mia Secondabamba dovrebbe sostenere il pregevolissimo alunno CalcinQ-dallavitacosavuoidipiù. Nel senso che qualunque optional vorreste per un alunno portatore di handicap, lui ce l'ha. Lo volete pluriripetente? Lui ce l'ha. Lo volete fannullone, casinista, maleducato, presuntuoso, irrispettoso? Lui ce l'ha. Lo volete che frequenti solo quando pare a lui? Idem. Lo volete che non porti una giustificazione, un modulo, una verifica firmata neanche a pagarlo? Pure. Lo volete senza un libro, un quaderno, una biro? Anche. Lo volete con famiglia disastrata? Eccovela lì, sul piatto d'argento. Lo volete alto, biondo, occhioglauco, idolo delle ragazzine e carico di ormoni pronti a decollare, manco fosse una portaerei americana nel Golfo Persico ai tempi di Saddam? Ta-daa!! Insomma, un personaggino per cui pugno di ferro, scudiscio e ginocchia sui ceci sarebbero raccomandati anche dal medico curante.
La professoressa FiorìnFiorella però, evidentemente, ha un metodo tutto suo: quello dell'empatia, del mettersi nei panni dell'altro, dell'adottare la prospettiva del discente. È talmente empatica che entra in classe ruminando puntualmente gomma da masticare, la stessa (cioè, non la-stessa-proprio-quella) che, come ogni giorno, ho appena fatto sputare nel cestino a CalcinQ e a un... du... quatt... ehm... mezza classe. L'altra mezza classe dice: “Prof, però la prof FiorìnFiorella la mastica, e una volta ha fatto anche la bolla!”. Pensate che la professoressa FiorìnFiorella si mette nei panni dell'allievo anche quando mi consegna un foglio sui cui sono stampate una ventina di righe sbilenche e piene di refusi, proclamando trionfante: “Guarda, gli ho fatto fare l'esercizio di scrittura... e poi l'ha copiato al computer!!!” ; difatti mi tocca correggere non solo gli errori di CalcinQ, ma anche i suoi, che ha assegnato la traccia Racconto un episodio di amicizia tra io e un mio compagno. E l'empatia si spinge al punto di immedesimarsi totalmente nel ruolo di alunno: l'altro giorno, mentre nell'aula LIM saltavo da una pagina web all'altra per mostrare caravelle, astrolabi, carte di Paolo DalPozzo Toscanelli, Capi di Buona Speranza e rotte di Magellano, e mentre l'alunno CalcinQ si destreggiava benissimo tra una risata con MagarifosseMutu, un dispetto a GigiLaTrottola e un tentativo di palpeggiamento delle curve di Esplosiva, la professoressa FiorìnFiorella sedeva due file più indietro, in perfetto silenzio, fissando lo schermo luminoso.
No, non prendeva appunti, ma solo perché aveva dimenticato il quaderno a casa.