UNA PROFESSORESSA AL MUSEO

ticchettato da lanoisette domenica, 08 novembre 2009, alle 16:51
La professoressa varca l'ingresso del Museo di Arte Antica e paga il biglietto ridotto di due euro, rammaricandosi di non aver fatto la giornalista o il militare per entrare aggratis, poi si sdilinquisce sui marmi e sugli affreschi pompeiani, sobbalza davanti agli ori e alle pietre, s'inebria delle essenze di nardo e benzoino - quello di Baudelaire, sì -, stupisce davanti ad un triclinio vero e originale, s'immagina con una torreggiante acconciatura alla Giulia Domna o alla Poppea, beve ad uno ad uno i versi di Marziale e Ovidio che accompagnano il percorso, non perde neppure una riga delle didascalie esplicative delle opere. Poi, all'uscita, siccome è professoressa fin nei tacchi degli stivali (che cominciavano anche a dolerle un po'), sul librone degli ospiti verga con cura Esposizione fantastica, se solo non fosse per i refusi e gli errori di sintassi nei pannelli illustrativi...
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IN PARTENZA. POST IMPREVISTO

ticchettato da lanoisette martedì, 25 agosto 2009, alle 21:39
Riparto. Pochi giorni, l'ultimo sprazzo d'estate cercando di non pensare al luogo in cui dovrò essere nemmanco dodici ore dopo l'atterraggio a Malpensa. Comunque. Avrei tanto voluto scrivere un bel post sui vantaggi della vacanza-spezzatino: niente viaggi lunghi, ma una settimana qui e una là, strategicamente disseminate all'inizio, in mezzo e al termine dei famosi due mesi di ferie per avere l'impressione che non finiscano mai. Invece no, non lo scriverò, quel post. Perchè qui è in corso una grave crisi di coppia. Già. Causa bagagli e causa le famose leggi di sicurezza negli aeroporti UE, che hanno mandato in malora tutta la mia sopraffina tecnica di invaligiamento, la quale mi permetteva di inserire il doppio dei vestiti in borse capienti la metà di quelle delle altre donne, suscitando così sguardi e gridolini d'ammirazione tra il pubblico pagante e non. Dunque, mentre io con la perizia di un neurochirurgo sto cercando di adeguare alle nuove norme europee del menga il riempimento del beauty case e l'allineamento di scarpe-magliette-pantaloni-maglioncino-mutande di entrambi, il signor Metallo svaccato sulla poltrona dello studio osserva divertito e butta lì con disinvoltura che non capisce il perché di tutta quella roba, ché ai veri uomini bastano lo spazzolino, il regolabarba e un pezzo di sapone di marsiglia. Io respiro profondo, profondissimo, chiamo a raccolta tutta la mia esperienza di pratica yoga e la mia indole non-violenta: non gli rinfaccio di essersi portato l'intera farmacia sotto casa, no, e non gli rivelo neppure che tanto so benissimo che lui lascerà il sapone di marsiglia intonso sul bidet, preferendo il mio docciaschiuma agli oli essenziali e il mio shampoo delicato - vabbè, cosa c'entra, già che c'è lo uso! replicherebbe lui. Sono paziente, io: sto calma e proseguo nell'ardua operazione. E lui, dopo aver riso sotto i baffi al mio tentativo di infilare in un pertugio qualunque anche quel carinissimo abitino a canotta con le ruches, mi chiede con un sorriso angelico se per caso non ci starebbe anche un fularino per lui, che se c'è freschetto gli viene la cervicale...
Se il fularino non glielo stringo forte forte intorno al collo, che così non occupa nemmeno spazio in valigia, ci rivediamo il 1 settembre. Anche perché avrei un po' di cosette da raccontarvi sulla mia nuova scuola, eh.
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UNA SETTIMANA DI PASSIONE

ticchettato da lanoisette venerdì, 31 luglio 2009, alle 12:43
Stasera parto. Viaggio della speranza treno-treno-taxi-nave-autobus e ritorno per andare a fare una delle cose che amo di più al mondo, e tra una settimana sarò piena di lividi e con l'abbronzatura a strisce, ma chissene: per i grandi amori, questo e altro.
Voi statemi bene, qui a soffrir la caldazza, fate i bravi e non bisticciate sul mio blog, ché tanto vi modero, lo sapete. Prof, ti affido il Metallo: trattamelo bene, tienilo d'occhio, magari nutrimelo, ma... ten giò i man da la mubilia!!!
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ISTANTANEE

ticchettato da lanoisette venerdì, 10 luglio 2009, alle 23:00
Istantanea 1
Primo giorno di mare&sole.
"Metalluccio caro tesoro pallido come la luna, te la sei messa la cremina?"
"Uffa. Siii. Che noia!"
"Anche sui piedini?"
"Eeeeh!!! Ma che palle! Che barba! Mmmm... tutte uguali voi femmine! Caspita, sembri mia madre!"
Dissolvenza. Tramonto. Dal bagno percepisco una serie di mugolii: "Uuuh! Aaah! Ahi... Ohi...!"
Vano tentativo di infilare le scarpe su due melanzane misura quarantatrè.

Istantanea 2
Esco dalla stanza con indosso il mio vestito nero un po' zingara un po' figlia dei fiori.
Sguardo del Metallo: "Ah, il vestito da vedova calabra..."
Pausa. Secondo sguardo: "Bbbëlla...!".

Si informa che il raddoppiamento fonosintattico dell'occlusiva bilabiale sonora e la chiusura della vocale anteriore non dipendono dal prolungato contatto con l'idioma locale, bensì dall'improvviso picco di testosterone registrato.

 Istantanea 3
Al tavolo. Consultazione del ricco menù e ordinazione.
Il Metallo: "So... I'm having... questo, questo, quello and... quell'altro!"
"Ammmooore... ma... non ti sembra di esagerare? Anche ieri sera e l'altroieri ser..."
"Eeeh!!! Ma insomma! Uffa!!! Uno non può neanche mangiare quello che vuole?"
Dissolvenza. Il Metallo osserva gli avanzi presenti nei quattro o cinque piatti giacenti sulla tovaglia tenendosi la panza con entrambe le mani.
"Impediscimelo. Ti prego, la prossima volta impediscimelo".
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AH...

ticchettato da lanoisette giovedì, 09 luglio 2009, alle 19:26
...ne ho già nostalgia!

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PAUSA ORIZZONTALE

ticchettato da lanoisette martedì, 30 giugno 2009, alle 16:11
Bene, le segretarie con gli occhiali sono riuscite a farsi sposare dagli avvocati, gli aerei sono volati in alto tra New York e Mosca, questa notte è ancora nostra e i maledetti esami sono finiti. E dopo aver sentito blaterare pappardelle a memoria e strafalcioni innominabili, aver sentito lo stridore delle unghie sui vetri e aver pizzicato con qualche domandina bastardella i più supponenti, mi sono anche tolta lo sfizio di fare il bastian contrario in sede di scrutinio finale – perchè, santo cielo, se si sono decisi dei criteri in Collegio Docenti, quelli sono e quelli restano, per tutte le classi, non è che chi ha 10 con Piccolina è più bello degli altri... - tanto che la mite presidentessa, dopo un quarto d'ora, ha cominciato a rivolgersi a me ad ogni singolo voto chiedendo "all'unanimità o a maggioranza?". Sono stata sconfitta dalla forza dei numeri, è vero, ma con l'onore delle armi.
Ora però, prima di pensare a che ne sarà di me l'anno prossimo (trasferimento? conferma? utilizzo?), mi ci vuole una pausa: dai voti, dai colleghi, da qualunque essere umano in età scolare, dai registri, dalle circolari, da Mariastella. Quindi, dopo uno strenuo corpo a corpo con il mio nuovo trolley color mandarino che si rifiutava di contenere la fantastica accoppiata pinne/sandali con la zeppa, sono pronta per partire: mi troverete, orizzontale come l'asse delle x, alternativamente su sdraio a bordo piscina, asciugamano sulla battigia, materasso... e ritorno. Otto giorni in cui non farò nulla se non sperimentare ogni possibile forma di orizzontalità. Sì sì, ridacchiate pure, non vado certo sola...

VISTA LAGO

ticchettato da lanoisette domenica, 21 giugno 2009, alle 18:47


Quel ramo del Lago di Como (l'altro, però) dai 1500 metri dell'Alpe Giumello. Subito sotto di voi, Bellano; sul lato opposto Menaggio e alle sue spalle, appena intravisto, uno scorcio di Porlezza e del Lago di Lugano; a sinistra, subito dietro il crinale, la punta di Bellagio dove il lago si biforca. E se aguzzate bene la vista, là in fondo sulla sponda destra, riuscirete a scorgere la villa di George. Basta crederci.
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TRE SU TRE

ticchettato da lanoisette sabato, 16 maggio 2009, alle 16:44
Ho dormito quattro ore a notte
Ho distribuito fazzoletti di carta a destra e a manca
Ne ho trovati diciotto in una camera doppia
Ho tradotto in simultanea dal francese nozioni basilari di falconeria
Ho finto di non accorgermi degli ammiccamenti dell'autista piacione
Ho ammirato un portale gotico con un diavolo che si appendeva alla bilancia delle anime per spostare il bilanciere e un altro che si fregava le mani
Sono riuscita a sonnecchiare sui sedili nonostante la tunztunz a palla a ritmo continuo
In pigiama, scalza e seduta sulla moquette, ho sgranocchiato caramelle all'una di notte insieme a loro
Ho lasciato che un condor delle Ande mi camminasse sulle gambe
Ho architettato una disposizione strategica delle stanze che la linea Maginot al confronto è una bazzecola
Ho accolto in camera sei profughe in mutande e accappatoio rimaste chiuse fuori
Mi sono incantata davanti ad una vetrata in cui il bue strappa il pannicello di dosso al bambin Gesù e san Giuseppe lo prende a bastonate
Li ho visti mangiare uova e bacon a colazione
Ho recuperato alla reception un numero non calcolabile di pass magnetici
Ho infilato nella valigia una quantità massiccia di budini di soia e pane azzimo
Ho asciugato le lacrime versate per Altoriccioebiondo
Ho visto soffiare il vetro e costruire orologi a cucù (e ci mancava solo la dimostrazione della batteria di pentole)
Ho diviso i litiganti
Ho resistito alla tentazione di gettarli nelle cascate di S.
Ho infilato un cappello da cowboy e uno da ballerino hip hop (e spero non ci siano in giro le foto)
Ho spacciato pasticche antivomito
Ho recuperato zaini e felpe dai luoghi più improbabili
Li ho contati e ricontati cento volte, per assicurarmi di non averne perso neanche uno
Tutto questo, per tre giorni. Tre. Tre su tre.
Ma, soprattutto, ho cantato questa. E chi non canta in coro è un matusa. Bella prof!

PRIMA DI PARTIRE PER UN LUNGO VIAGGIO...

ticchettato da lanoisette martedì, 12 maggio 2009, alle 10:41

Una pensa che sia sufficiente

recarsi a fare il proprio onesto dovere e perdere un'ora di geografia (in cui si dovrebbe disperatamente interrogare) datosi che viene il luminare a spiegare ai giovani i misteri della genetica - misteri che resteranno tali, visto che i giovani sono intenti a scopiazzare gli esercizi di matematica, perché quando Ipotenusa fissa una verifica non ce n'è per nessuno;

rincorrere per i corridoi alunni e colleghi a cui dare per la terza volta disposizioni scritte per i lavori da svolgere in tua assenza;

passare dal supermercato per fare scorte alimentari, perché l'agenzia di viaggio ha sentenziato che non si prende la responsabilità di richiedere all'hotel un menù da intolleranti, nonostante certificato medico allegato;

assicurarsi di mettere in valigia il pigiama, lo spazzolino, le ciabatte e tutto il resto;

magari, prima, stirare tutto il resto;

ricevere una telefonata dalla scuola in cui si è tenuta una conferenza in cui ti annunciano che hanno perso i tuoi documenti e quindi se per cortesia li puoi rifare tutti perché altrimenti non vedi una lira;

chiamare invano l'Università per provare a farsi pagare quel dannato progetto a cui collabori da due anni;

dare un paio d'ore di ripetizioni;

scrivere questo post;

terminare uno degli elaborati da mandare al corso online;

rendere umana questa casa.

Invece no.
Perché stamattina, ore otto meno dieci, mi blocca la Vicepreside Ssussiegosa:
“Oh, cercavo proprio te. Sscusssa, ssai, ma dovresti venire quessto pomeriggio alle ssei a presssentare ai genitori l'attività opzionale di latino per l'anno prossimo.”
Ma scusa, proprio io? Domani parto, devo sistemare un po' di cose, ho preso degli impegni, non so nemmeno se l'anno prossimo ci sarà la mia cattedra... Non puoi chiedere a Treanni o a Piccolina?”
Eh, lo sso, lo sso... ma ieri non le ho trovate, tu ssei la prima - pausa - ...E poi, lasscia che te lo dica in tutta ssincerità: ho bisogno di qualcuno che abbia un certo impatto anche esstetico!”
Quindi, scusate, ma scappo a farmi bella per l'impegnativo ruolo: non è cosa da poco essere promossa da tappabuchi solosostoria&geografia-alternativa-mensa-opzionali a ragazza-immagine della scuola. Mi sembra un'ottima referenza per aspirare alla poltrona di Ministro nella prossima legislatura.

Comunque sì, alla fine di tutto ciò, domattina parto per la gita, il viaggio-distruzione di tre giorni. Nei pressi della Linea Maginot.
Se la macchina tritacarne costituita da ore e ore di pullmann-cinquanta preadolescenti in fibrillazione e piena crisi ormonale-nottate in bianco-scarpinate nelle ridenti cittadine del luogo mi vedrà superstite, avrei anche qualcosina da raccontarvi... sì, sì, un po' di gossip. Quando torno. Se torno.

UNA MATTINA AL MUSEO

ticchettato da lanoisette mercoledì, 18 marzo 2009, alle 01:09
Ieri mattina siamo andati qui a vedere questo, che stava appeso alla cintura di quella biondona della regina Teodolinda perché i Longobardi pensavano che nei capelli ci fosse l'anima e le ragazze non potevano tagliarseli fino al matrimonio, - da qui l'espressione lombarda tùsa (intonsa) per indicare una giovane donna nubile. E la Teodolinda doveva proprio esserlo, 'na bèla tusa, se quel vecchiaccio di Autari si era travestito per andare fino in Baviera a guardarsela ben bene prima di sposarla. Ma Autari l'avevano avvelenato dopo pochi mesi di matrimonio, così la giovane vedova si era fatta fare un bel calice al cobalto (irreperibile online!), che si credeva reagisse alla presenza dei veleni cambiando colore, ché prevenire è meglio che curare, e aveva preteso di scegliersi da sola un nuovo marito. Femminista d'antan. E quando si era trovata davanti il bell'Agilulfo  che le faceva il baciamano, l'aveva fatto rialzare dicendogli “Perché mi baciate la mano quando avete il diritto di baciarmi sulle labbra?”. Epperò il fidanzato non si era limitato ad un anellino con pietruzza, ma le aveva regalato addirittura questa. Che, detto per inciso, non si appende ad una catenina.
Mica scema, la ragazza (direbbe Truffaut).
La ragazza intanto aveva sognato una colomba che le indicava dove costruire la chiesa dedicata a San Giovanni Battista: Modo! Etiam, aveva risposto la regina.

Ed eccolo lì, il Duomo di Monza, dove ci hanno incoronato l'Agilulfo, il figliolo Adaloaldo e gli altri re Longobardi, forse con questa,che pare abbia dentro un chiodone della croce,  e sappiamo che poi la robetta in questione è finita sulla testa di Carlo Magno, Carlo V e Napoleone Bonaparte, mica quaquaraquà.

In tutto questo, le belvette di prima sono state brave, si sono interessate e divertite. E la guida gli ha fatto i complimenti per la loro preparazione in storia. E per la loro prof è stato come se gliel'avessero messa in testa, la corona del ferro.