NOVE NOVEMBRE OTTANTANOVE

ticchettato da lanoisette lunedì, 09 novembre 2009, alle 14:55
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FERRAGOSTO, NOCCIOLETTA MIA NON TI CONOSCO

ticchettato da lanoisette sabato, 15 agosto 2009, alle 14:54
Da ragazzina, sognavo sempre di passare un ferragosto alla Sapore di mare: la mega compagnia di amici, il falò in riva al mare, le chitarre che strimpellano La canzone del sole e Piccolo grande amore e giù a limonare duro avvinghiati sulla sabbia.
C'erano solo due piccoli, insignificanti problemi: primo, i miei genitori amavano passare le vacanze in luoghi stupendi ma desolati, e la bellezza selvaggia del posto era sempre inversamente proporzionale all'affollamento - ricordo quella spiaggia del Peloponneso dove il giorno di ferragosto c'erano solo due ombrelloni, il nostro e, a quattrocento metri, quello di una famigliola greca. La probabilità di fare amicizia con qualcuno era appena superiore a quella di sbancare il jackpot del Superenalotto. Secondo, e ancor più rilevante, era che, se anche m'avessero portato a Rimini o a Forte dei Marmi, a quindici anni non mi si voleva limonare nessuno, cofana com'ero. Quindi, almeno posso dire di essermi goduta in santa pace le calette più nascoste del Mediterraneo. Per consolarmi e far passare il tempo, leggevo. Tantissimo. Ricordo che infilavo nel bagagliaio dell'auto che gemeva sulle sospensioni (non scherzo, avevamo perfino una Canadian 430 gialla caricata sul tetto) uno zaino invicta pieno di libri.
Dunque, oggi che sono qui tutta sola soletta, le amiche fuori città, il Metallo al lavoro nella sua, rispetterò la tradizione: asciugamano, crema solare e libro, inforco la bici e me ne vado al parco, magari con vista sul laghetto, che non sarà proprio l'Egeo, ma tant'è. Buon ferragosto.
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IO MI RAMMENTO, CHE OR VOLGE L'ANNO...

ticchettato da lanoisette venerdì, 24 luglio 2009, alle 10:27
trecentosessantacinque giorni,
cinquantuno settimane
,
duecentoquindici post
,
una ventina di lettori abituali più o meno affezionati e un numero imprecisato di silenti lurkers (uè, fatevi vivi, ogni tanto!)
,
trentamila e rotti accessi a questa pagina
,
più di un'amicizia virtuale finita davanti ad un caffè, un tè, un piatto di spaghetti,

un numero imprecisato di alunni, colleghi, errori, incazzature, risate, desideri, pensieri, libri, racconti, domande e risposte e batticuori, riversati qui dentro...


...giuro, non l'avrei mai immaginato un'estate fa.

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ARTICOLO UNO

ticchettato da lanoisette martedì, 02 giugno 2009, alle 12:13
Art.1: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Oggi è la Festa della Repubblica.
E io sto lavorando.
E sono anche democraticamente malaticcia, con la gola in fiamme, le orecchie ottuse, il bruciore agli occhi, il mal d'ossa, i brividi di freddo e il mal de panza. Non che si dica che io privilegi qualche organo rispetto agli altri.
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CALENDIMAGGIO

ticchettato da lanoisette sabato, 02 maggio 2009, alle 19:44
La mia concezione alquanto pagana delle nazionali festività mi ha fatto optare, per l'inizio del mese mariano (sic!) per un simpatico esperimento culinario.



Pastafrolla morbida (preparata con l'olio anziché con il burro, causa intolleranze) ripiena di pere al rum, uvette e cioccolato. La cavia a cui è stata somministrata pare aver gradito.

A grande richiesta:
LA RICETTA

Avvertenza: io sono solita fare le dosi a occhio, quindi potrebbero non essere precisissime. Inoltre uso, per impastare e cuocere, tovaglietta e teglia di silicone che mi evitano di pulire piastrellina per piastrellina il piano della cucina, di infarinare di continuo iI mattarello e di usare burro, farina o carta forno per evitare disastri nella teglia. Comunque:

Per la farcitura:

Far cuocere per un ventina di minuti in un padellino:

4 pere tagliate a pezzetti;

un cucchiaio di zucchero di canna;

una manciata di uvette precedentemente ammollate;

1/2 bastoncino di cannella sbriciolato;

a fine cottura, aggiungere 1/3 di bicchiere di rum (per gli astemi: l'alcool evapora in cottura!) e quando il composto è freddo, circa 50gr di cioccolato fondente a pezzetti.

Per la frolla:

400 gr. di farina bianca

160 gr. di burro fuso (io uso l'olio di mais, ma la quantità non ve la saprei dire, faccio a occhio, fin quando l'impasto ha raggiunto la giusta consistenza)

100gr. di zucchero

3 rossi d'uovo

1 cucchiaino di lievito

1 pizzico di sale

Impastare prima farina, zucchero, lievito con i tre rossi d'uovo, poi aggiungere il burro fuso e lavorare bene fino a quando l'impasto è uniforme e non si sbriciola troppo. Con i 3/5 dell'impasto stendere la base della torta nella teglia facendo dei bordini rialzati e ricoprirla con la farcitura. Stendere la pasta restante con il mattarello per ottenere una sfoglia sottile con cui ricoprire la base (io mi aiuto con un foglio di carta da forno per il trasporto e il ribaltamento). Chiudere bene i bordi. Infornare nel forno caldo a 190°C per 5 minuti, poi abbassare a 175°C e cuocere altri 30 minuti.

Ottima con un vino liquoroso.

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NELL'UOVO

ticchettato da lanoisette sabato, 11 aprile 2009, alle 23:14
Ventimila visitatori. Uau, chi l'avrebbe mai detto!

Una serena Pasqua a tutti coloro che hanno la ventura di passare di qui, per affetto, per abitudine, per curiosità o per caso.
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SEI GIORNI DI SEPARAZIONE

ticchettato da lanoisette mercoledì, 08 aprile 2009, alle 19:32
Mi aspettano sei giorni di vacanza pasquale da passare davanti allo schermo del pc a preparare la verifica di geografia di prima e l'esercitazione di storia di terza, a rifinire il lavoro per la collaborazione in università che, accidenti, ha accelerato i tempi di consegna, a inventarmi la presentazione in powerpoint sul mio viaggio a Mauthausen e Dachau da mostrare ai ragazzi, a elucubrare sulla tesina e l'autobiografia professionale per la relazione dell'anno di prova... altro che vacanze, ma so che saranno comunque sei giorni bellissimi.

Sei giorni senza senza “Circo, portami libro e quaderno che ti do il lavoro da fare”. Dieci minuti dopo: “Circo, il libro e il quaderno, su, sbrigati!”. Cinque minuti dopo “Allora, ti ho detto di portarmi il libro e il quaderno!”. Dieci minuti dopo: “Ma non questi! Il libro e il quaderno di storia, non di geografia!”. Cinque minuti dopo: “Alloraaa!!! questo librooo e questo quadernooo???”. Dieci minuti dopo: “Circooo!!!”. Cinque minuti dopo: “Eccoli, prof.”. Driiin!!!

Senza Piccolina che Ah, cominci l'Asia? Guarda che la questione dell'Afghanistan coi russi e i talebani e il burka l'ho già fatta io!
Ma veramente io gli avrei preparato delle fotocopie che...
Fammi vedere... Ah, no, io gliel'ho spiegata in modo molto più approfondito!
Beh, allora passo alla questione mediorientale, così mi ricollego a storia...
Come? No, no... la volevo fare io, ci tengo! Gli faccio leggere tutti i brani del libro di antologia e gli articoli di giornale. E poi, quando fai l'ONU, sappi che abbiamo già letto e commentato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Ah,e poi abbiamo già trattato anche del lavoro minorile in India e dei bambini soldato in Africa... e penso che gli leggerò qualcosa anche sull'apartheid e sui desaparcidos.
Ma io...

Senza il Giovane Tamarro che durante la sperimentazione di laboratorio di chimica all'istituto tecnico della nostra città a cui li ho accompagnati così volentieri e di mia spontanea volontà tenta di far esplodere il becco bunsen e di lavarsi le mani con l'acido cloridrico.

Senza Saltelli e Faniente che, di ritorno dallo stesso istituto tecnico, strappano da delle transenne il nastro rosso e bianco e lo usano per legarsi tra di loro mani e piedi ed attraversare così una delle vie più trafficate della città.

Senza il Preside che ah, e da quando c'è una Bozza di Regolamento che dice che la prova Invalsi vale il 15% dell'Esame di Stato?

Senza Ghiaia che Prof posso farle una domanda? Prof ha corretto i compiti? Prof cosa ho preso? Prof oggi facciamo storia o geografia? Prof oggi interroga? Prof mi interroga? Prof se mi interroga mi dice cosa ho preso? Prof ha visto che c'è il sole? Prof posso andare in bagno? Prof posso andare a prendere il ghiaccio? Prof posso andare a prendere lo straccio? Prof...

Si, saranno sei giorni fantastici: noi due da soli, io e il mio pc, nel nostro nido d'ammmore.

OTTO MARZO

ticchettato da lanoisette domenica, 08 marzo 2009, alle 16:10
Povero sesso, con fortuna ria
sempre prodotto, perch'ognor soggetto
e senza libertà sempre si stia!
Né però di noi fu certo il diffetto,
che se ben come l'uom non sem forzate,
come l'uom mente avemo ed intelletto
Né in forza corporal sta la virtute,
ma nel vigor de l'alma e de l'ingegno,
da cui tutte le cose son sapute;
e certa son che in ciò loco men degno
non han le donne, ma d'esser maggiori
degli uomini dato hanno piú d'un segno.
Ma se di voi si reputiam minori,
fors'è perché in modestia ed in sapere
di voi siamo piú facili e migliori.
E che sia 'l ver, voletelo vedere?
Che 'l piú savio ancor sia piú paziente
par ch'a la ragion quadri ed al devere:
del pazzo è proprio l'esser insolente,
ma quel sasso del pozzo il savio tragge,
ch'altri a gettarlo fu vano e imprudente
E cosí noi che siam di voi piú sagge,
per non contender vi portamo in spalla,
com'anco chi ha buon piè porta chi cagge.
Ma la copia degli uomini in ciò falla;
e la donna, perché non segua il male,
s'accomoda e sostien d'esser vassalla.
Ché se mostrar volesse quanto vale
in quanto a la ragion, de l'uom saría
di gran lunga maggiore, e non che eguale.

Veronica Franco (1546-1591), Rime

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LETTERE D'AMORE ovvero POST SANVALENTINESCO

ticchettato da lanoisette sabato, 14 febbraio 2009, alle 12:08
L'anno scorso, quando ancora facevo la prof di lettere e non la tappabuchi, nella mia seconda riscosse un grande successo un tema in cui i ragazzi dovevano scrivere una o più pagine di diario immaginandosi da grandi. La maggior parte dei lavori era davvero carina, ma procedendo nella correzione mi accorgevo sempre più che i maschietti dimostravano scarsa propensione al corteggiamento: ragazze che chiedevano il numero di telefono, fidanzate che facevano proposte di matrimonio et similia.
La settimana successiva, giunta in classe col pacco di compiti corretti, redarguii abbondantemente i pargoli sull'(almeno teorico) Ordine Universale delle Cose e, ligia alle indicazioni ministeriali che mi imponevano di trattare la tipologia testuale "lettera personale" e di affrontare tematiche legate alla cosiddetta "Educazione all'affettività", colsi la palla al balzo. Il giorno dopo entrai in classe, li divisi a gruppetti di 2/3 persone, maschi con maschi e femmine con femmine per evitare imbarazzi e risatine, e assegnai loro questa traccia: Scrivere una lettera d'amore per confessare i propri sentimenti all'amato/a. Nomi di finzione: Gertrude e Asdrubale.
Una... beh, una era LA lettera d'amore:

Amore mio, le tue curve mi hanno colpito da subito.
Ricordo ancora quella sera alla festa, appena ti ho visto sono rimasto senza fiato. Hanno chiamato l'ambulanza e mi hanno rianimato.
Non ti dico le solite cose: i tuoi capelli biondi mi hanno accecato, i tuoi occhi azzurri mi hanno ricordato il cielo, la tua voce è come il canto di un angelo, sei come una rosa in un campo di margherite. Però te le ho dette.
Ti metteresti con me?

Se sì, tanti baci, se no, continuerò a chiedertelo fino al Giudizio Universale.

la tua bestia,

Asdrubale.

Uomini, prendete appunti. Sì, Metallo, anche tu. Soprattutto tu.

MEMORIA

ticchettato da lanoisette martedì, 27 gennaio 2009, alle 00:01
Di questo.

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Ma, chez moi, anche di questa.

1977
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