PRATICHE DI ADOZIONE

ticchettato da lanoisette mercoledì, 01 aprile 2009, alle 15:08
Due settimane fa abbiamo fatto una riunione di materia senza ordine del giorno, durata un'ora e mezzo in più del previsto, da cui non abbiamo cavato un ragno dal buco e dove l'unica cosa che si è capita è che nessuno aveva mai adottato gli obbrobri di storia e geografia che ho attualmente in uso io e che Piccolina si asteneva dall'indicare testi per la nuova primabbestia perché tanto fa ancora un anno e poi va in pensione.
Ho analizzato libri su libri, portando a casa chilate di carta patinata nel cestino della bici.
Ho chiesto ai ragazzi di guardarli per benino anche loro, compilando un' apposita griglia di osservazione.
Ho fatto fotocopie un po' da questo e un po' da quello, distribuendole in classe e poi chiedendo ai virgulti come si erano trovati a studiare lì sopra.
Ho preparato le stesse lezioni su tre o quattro libri diversi, per avere dei termini di paragone più sicuri.
Ho preso accordi con Biondissima che probabilmente avrà la prima l'anno prossimo per scegliere, tra la rosa dei papabili, quelli a lei più graditi.
Ho informato i genitori in Consiglio di Classe. I genitori hanno approvato.
Ho chiamato personalmente i rappresentanti delle case editrici per avere le relazioni per l'adozione e sono venuti a portarmele, tutti giulivi per la bella notizia.
Ho compilato gli appositi moduli con codici e codicilli.
Poi, ieri mattina, Piccolina entra in sala professori e mi fa:
Ah, sai nel weekend ho guardato quell'altro testo di geografia, quello che vuole adottare Figliolanza, e mi sembra molto meglio di quello che vuoi adottare tu...”
Beh, veramente l'ho già detto: se io dovessi scegliere solo per me, ne prenderei un altro, ma visto che l'anno prossimo non so se ci sarò e che probabilmente Biondissima rientrerà sul corso, ho preferito fare così e adeguarmi a lei, sia per storia che per geografia.”
Eh, sì, però... ah, ma tanto non li puoi mica cambiare, perché i libri che ci sono, sono in adozione solo da due anni!”
Ma... ma... ma come? Ma se io li uso in terza!”
Eh, sì, ma sai... li ho adottati io l'anno scorso, quando loro erano in seconda. L'avevo anche detto... alla Generalessa.”

P.S.: questa volta non ce l'ho fatta a trattenermi e ho fatto una scena madre in sala prof. Ora vengano pure a dirmi che ho un caratteraccio.
Poi sono arrivata a casa (due ore più tardi del previsto, per sistemare il pandemonio), mi sono sfogata scrivendo il post e invece di pranzare ho steso due brevi e puntuali relazioncine in cui ho indicato tutti gli obbrobri contenuti nei testi di cui sopra per motivare l'adozione anticipata. Se le vogliono, che le usino, io ormai mi chiamo fuori.
E la prossima volta che mi dicono di adottare qualcosa che non sia per me, è meglio che stiano bene attenti alle procedure, o rischiano di trovarsi un piccolo alligatore in classe.

a proposito di:sala prof, didattichese
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ANTICRISI

ticchettato da lanoisette lunedì, 16 marzo 2009, alle 13:08
C'è grossa crisi, lo sappiamo tutti. Anche nella scuola: le insufficienze fioccano, lo dice la Mariastella, lo scrivono i giornali. Però, lei, la ministra, ha già la soluzione: ci finanzia i corsi di recupero. Ah, che meraviglia, che efficienza!
La circolare interna annuncia l'arrivo dei fondi generosamente stanziati per i suddetti corsi, di italiano e matematica – si vede che in inglese, spagnolo, storia e scienze e tecnologia sono tutti bravissimi. Calcolatrice alla mano, dividiamo la sommetta, che non  pare malvagissima, per il compenso orario, poco più di quarantacinque eurini lordi, che sembrano tanti, ma – santiddio – ne ho appena dati quattrocentoventi al fabbro che mi ha sostituto la serratura, perché l'altra sera son rimasta bloccata in casa e l'ho dovuto chiamare d'urgenza... la prossima volta faccio venire i pompieri che mi sfondano la porta e per la stessa cifra ne compro una nuova (e poi di solito i pompieri sono bonazzi). Ma non divaghiamo. Dicevo: dividiamo la sommetta per il compenso orario, poi per il numero delle classi, poi per due (ore equamente divise tra italiano e matematica, ci mancherebbe!). Totale... uno! Sì, avete capito bene, uno, un'ora di recupero per classe. No, scusate, diamo a Cesare quel che è di Cesare: due, due ore a classe: una di italiano, una di matematica, appunto.
C'è grossa crisi, ci mancava solo quella di risa. O di pianto, a scelta.

POSSIBILITÀ

ticchettato da lanoisette martedì, 10 febbraio 2009, alle 19:04
...potrei raccontarvi dell'OpenDay dell'imbonimento, in cui ai genitori è stata presentata una scuola che non sappiamo nemmeno noi come sarà organizzata, ma fa tanto brutto dire che non sappiamo che pesci pigliare;
...potrei raccontarvi del Collegio Docenti dei lunghi coltelli, in cui ci si è scannati sul nuovo modello orario dell'anno prossimo da rivedere in base alle indicazioni del Regolamento (provvisorio) della Mariastella – ma il nuovo modello orario non l'abbiamo già presentato sabato ai genitori? Sì, no, beh, ecco...;
...potrei raccontarvi della Consegna delle Pagelle Rivedute&Corrette e della mamma impellicciata di Faniente che ha ritirato con gesto schizzinoso quella di suo figlio, compiaciuta per il tre in storia magicamente lievitato a quattro in ottemperanza alle delibere dell'ultimo Collegio Docenti;
...potrei...
E invece no.
Perché cosa sia successo posso solo immaginarmelo, dall'alto del mio piumone, della mia vestaglia di pile e delle mie tachipirine. Mai influenza fu più benvenuta.
a proposito di:ordinaria amministrazione, prof inside, didattichese
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COSTITUZIONALE

ticchettato da lanoisette mercoledì, 28 gennaio 2009, alle 23:53
La Mariastella l'ha istituita facendola passare per una grande novità anche se ogni professore di lettere e storia degno di questo nome l'ha sempre insegnata. E le ha anche trovato un posticino nell'area storico-geografica e storico-sociale (naturalmente, senza assegnarle neanche un'oretta in più a settimana), ma non ci ha spiegato in che cosa consista la nuova disciplina, né quali siano gli obiettivi, le conoscenze e le competenze da valutare. Inoltre ha detto che avrebbe avviato apposite azioni di sensibilizzazione e formazione ma al momento non se n'è vista mezza; ha aggiunto che le scuole avrebbero potuto istituire delle sperimentazioni ad hoc in base alla legge sull'autonomia, ma la mia attuale non l'ha fatto.
Nel frattempo, i Dirigenti della mia città si sono accordati per un modello comune di scheda di valutazione che prevede anche la sua bella casellina; quindi, ieri in Collegio Docenti il mio Dirigente ha stabilito che nel prossimo quadrimestre dovrà essere valutata, perché la casellina c'è, e cosa diciamo ai genitori se la lasciamo vuota? E naturalmente mettere il voto a fine quadrimestre spetta all'insegnante di storia e geografia, a cui quindi toccherà scorporare quella parte dalla valutazione complessiva di storia.

...Però, del resto, qui si tratta di conoscenze e competenze trasversali e in fondo anche altri colleghi fanno tante belle attività a riguardo e quindi l'insegnante di storia e geografia alla fine del quadrimestre dovrà andare in giro a raccogliere i foglietti su cui i colleghi avranno scritto le loro valutazioni (e mi raccomando, professoressa, le inserisca nel suo registro perché si deve do-cu-men-ta-re tutto!) e mettere tutto insieme ma non si sa bene come, perché chi lo dice che la verifica su stato assoluto e parlamentare debba contare di più della discussione guidata sui bambini africani che che muoiono di fame e sulla guerra, che sono cose tanto brutte, si sa – soprattutto nella secondabbestia dove non studiano un'acca e scrivono ho l'asciato ma secondo la mia collega Piccolina “sono tanto sensibili ai problemi del mondo”.
Ma intanto, mi raccomando, voi di lettere (ma non erano cose traversali?) fate una bella riunioncina aggiuntiva e decidete quali attività vanno svolte, mica che una classe ne faccia sette o otto e un'altra solo una o due, ci mancherebbe, così all'opendei lo diciamo ai genitori.

Ma... ma... come? Devo valutare qualcosa che ho sempre fatto, ma a parte (come diceva Meg Ryan in Harry, ti presento Sally) perché ora è un'altra cosa, ma nessuno mi ha spiegato come è cambiata e poi devo dare io il voto ma chiedendo il permesso ai colleghi?

Eh sì, professoressa Lanoisette, deve proprio fare così, perché lo dice la legge!

E così, dopo un collegio docenti terminato ieri alle sette passate e aggiornato a domani (dopo le mie solite nove ore di scuola del giovedì), dopo sei ore di scuola, le ripetizioni, la preparazione delle lezioni e imbottita di tachipirina, ho passato mezzo pomeriggio a scartabellare leggi, leggine, decreti, bozze di regolamenti, POF et alia sulla valutazione e l'autonomia e i curricoli disciplinari. Perché io mi assumo onori ed oneri dei voti che do sul registro e in pagella, ma se pensano di farmi valutare in questo modo la fantomatica “Cittadinanza e Costituzione”, stanno freschi. E se a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo, nessuno è innocente, allora lo vedremo, chi è più azzeccagarbugli.


29 gennaio 2009, ore 22.03

AGGIORNAMENTO

Il collegio è finito un paio d'ore fa.

L'ho aperto io, sostenendo che, a rigor di legge, non ci sono i fondamenti né per fare né tantomeno per valutare separatamente “Cittadinanza e Costituzione”. Il Dirigente mi ha praticamente aggredita dicendo che io non lo voglio assumermi l'onere di questa valutazione e che comunque ieri il Collegio ha approvato (non c'è stata nemmeno una votazione formale) la “sperimentazione” per il II quadrimestre. Io ho ribadito di non avere nessun problema, perché sono cose che faccio già, ma che secondo me la sperimentazione è una cosa seria. Lui ha risposto che lo stavo accusando di fare le cose in modo poco serio e ha troncato il discorso.

Nessun collega, nonostante ne avessi parlato oggi a più d'uno, ha detto una parola.

Alla fine del Collegio, il Dirigente ha convocato gli insegnanti di storia e geografia e in sintesi ha detto “La casella sulla scheda c'è, se la lasciamo vuota i genitori cosa dicono? Riunitevi e buttate giù quattro obiettivi e contenuti. Mettendo dentro le varie attività che rientravano nelle Educazioni”.

Ho un po' di nausea...

RIGORE MARZIALE

ticchettato da lanoisette martedì, 20 gennaio 2009, alle 13:46
Attenzione: questo post contiene turpiloquio. Perché quando ci vuole ci vuole.

"Oh, finalmente!" abbiamo pensato tutti quando lei, la nostra Mariastella nazionale, già dai primissimi giorni del suo insediamento sugli scranni di viale Trastevere, ha tuonato contro i bulli, i maleducati e i facinorosi che popolano le scuole del Regno. Basta con i frizzi e lazzi! Mollaccioni! Mezze seghe! Debosciati! Ordine! Rigore! Disciplina! Avanti, marsch! E voi ditelo, maschietti, che l'idea della Ministra severissima educatrice aveva scatenato i vostri istinti primordiali e già v'immaginavate in ginocchio sui ceci imploranti la Gelmy di pelle vestita e con frustino&stivaloni. Provate a negarlo.
Insomma, con la Mariastella bisogna comportarsi bene, altrimenti son cazzi. Amarissimi. E infatti, zacchete, subito subito, nel famoso D.M. 137, art. 2 (quello del maestro unico, dei voti in decimi et cetera) ci serve su un piatto d'argento il caro buon vecchio voto in condotta che, se inferiore al sei, provoca l'istantanea decimazione (leggi bocciatura) del plotone. Con riserva. Sì, perché l'articolo di cui sopra, al comma 3, dice più o meno: mumènt, fatemi fare un apposito decreto che ve lo spiego io come quando dove e come dare il cinque in condotta, che di voi non mi fido mica, professori impreparati, comunisti e fannulloni!
E, col solito ampio margine a cui la Nostra ci ha abituato, eccolo lì, il D.M. 5, datato 16 gennaio 2009 – sì, vabbè, alcune scuole i prescrutini li hanno già fatti, ma la Mariastella, poverina, cosa ne sa lei dei tempi che regolano l'italica scuola, fa il Ministro, mica l'insegnante, no?
E sul sito del MIUR il comunicato ufficiale sbandiera:
Basta con i comportamenti violenti e con il bullismo. D’ora in avanti a scuola chi prenderà meno di 6 in condotta sarà bocciato. [...] Più serietà e più rigore sono fondamentali per il miglioramento della scuola. [...] Atteggiamenti violenti e bullismo sono fenomeni contro cui è necessario trovare rimedio. Il ripristino del voto in condotta è un procedimento che va in questa direzione. Oh, bello! Fico!! Grandioso!!! Mi sento un po' il braccio violento della legge a pensare di poter sparare raffiche di cinque in condotta a Faniente, Saltelli e al Giovane Tamarro. Zang tumb tumb. Cinque in condotta sola igiene del mondo. Alè! Ecco, così si fa.
Poi una va a leggerselo, il decreto. Per benino (fannullona impreparata sarà lei, tra l'altro, miss MaryStar). E all'articolo 4 ci trova questo:
[...] la valutazione insufficiente del comportamento, soprattutto in sede di scrutinio finale, deve scaturire da un attento e meditato giudizio del Consiglio di classe [e qui siamo tutti d'accordo], esclusivamente in presenza di comportamenti di particolare gravità riconducibili alle fattispecie per le quali lo Statuto delle studentesse e degli studenti [...] nonché i regolamenti di istituto prevedano l’irrogazione di sanzioni disciplinari che comportino l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per periodi superiori a quindici giorni.
Cinque in condotta se e solo se un ragazzo ha avuto almeno
quindici giorni di sospensione??? Ma stiamo scherzando? Ma chi devo avere in classe per sospenderlo quindici giorni? La banda della Magliana? Pietro Pacciani? L'intero clan dei Casalesi? E poi, sospensione tutta in una botta sola o anche in comode rate da scontarsi tre o quattro giorni alla volta, magari in concomitanza dei ponti?
Che poi, la professoressa fannullona è andata a spulciarsi lo 
Statuto delle studentesse e degli studenti (sì, le professoresse fannullone fanno anche questo) che all'articolo 7 dice testualmente: Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori ai quindici giorni. Cioè: gli do cinque solo se il delinquente è stato sospeso per più di quindici giorni, ma per più di quindici giorni non lo posso sospendere, com'è 'sta storia? Ah, è vero, c'è sempre la soluzione rateizzata e poi c'è l'eccezione che conferma la regola (articolo 9 dello Statuto), ma solo se lo studente ha commesso reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone. Beh, certo, se uno ha la disgrazia di insegnare a Charlie Manson in persona allora può anche pesare di sospenderlo, chessò, per un mesetto. In attesa che per lui si spalanchino le porte delle patrie galere.
Va bene, dice il Ministro, se hai Charlie Manson in classe passi, però attenzione, prima di dare 'sto benedetto cinque bisogna accertare che il reprobo s
uccessivamente alla irrogazione delle sanzioni di natura educativa e riparatoria previste dal sistema disciplinare, non abbia dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento (D.M. 5, art.5, comma 2b). Quindi, se il malfattore sospeso cinque o sei volte si è pentito, la Mariastella, smessa la divisa e il frustino da dominatrix e trasformatasi in novella Maestrina dalla Penna Rossa, gli dà un buffetto sulla guancia e gli dice, “Su, su, dai, non fare così, se prometti di fare il bravo e di non mettere più le puntine sulla sedia ai compagni e le lucertole morte nel registro di classe, per questa volta non ti bocciamo”. Ah.
Ma... ma allora così non cambia nulla rispetto a prima, quando magari un alunno sospeso un paio di volte per quattro giorni lo si bocciava senza tanti giri di parole? Anzi, forse era meglio prima. E dunque? L'ordine? Il rigore? La severità? La disciplina? Fianco-o destr?

Ora, non so voi, ma io mi sento
leggermente presa per il culo.

LOGICA, ORDINE E RAZIONALITÀ

ticchettato da lanoisette lunedì, 19 gennaio 2009, alle 12:12

Martedì 20 gennaio: Consigli di Classe.

Ordine del giorno: prescrutini e valutazione della condotta degli alunni.

Martedì 27 gennaio: Collegio Docenti.

Ordine del giorno: accordi per la valutazione della condotta degli alunni.

Ah, beh.

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THURSDAY BLOODY THURSDAY

ticchettato da lanoisette giovedì, 25 settembre 2008, alle 21:00
Secondo l'orario definitivo, la professoressa Lanoisette il giovedì è a scuola orario continuato ore 8,00 – 16,30. Embé - direte voi - è l'orario normale di un lavoratore qualunque! Ma di cosa vi lamentate voi insegnanti che lavorate mezza giornata, avete tre mesi di ferie d'estate e Pasqua e Natale e... e... Già, però io non credo che un lavoratore qualunque oggi:

  • dopo sole due ore di lavoro fosse ricoperto dalla testa ai piedi di polvere di gessetti colorati a furia di schemini e schemetti alla lavagna sull'Età delle Rivoluzioni;
  • abbia dovuto combattere una strenua battaglia con la stampante della sala prof che si ostinava a stampare le mie schede sulle etimologie una riga sì e una no in un grazioso color azzurrino;
  • abbia dovuto concordare l'adozione del libercolo per il corso di latino con la collega Treanni che la guardava con l'occhio sbarrato e faceva sì sì con la testa;
  • abbia dovuto lottare contro le tenebre della superstizione religiosa riportando la luce della Ragione nelle menti di venticinque undicenni;
  • abbia dovuto subire il fuoco di fila delle domande di Lopenso che cominciano sempre con “Prof, volevo chiederle una cosa, anzi due... no, tre. È tutta la lezione che ci penso... ci ho pensato molto bene, sa, prof, e sono quasi sicuro di aver pensato la cosa giusta. Però prof, anche se ci ho pensato molto bene - sa, ci penso da tutta l'ora - volevo chiederle una cosa, anzi due... no, tre”;
  • abbia dovuto apporre quattro firme in settuplice copia per un totale di ventotto firme - alla faccia della semplificazione amministrativa – sull'agognato contratto a tempo indeterminato dopo una congrua anticamera in segreteria;
  • sia andato a prelevare dalla classe secondaics la ragazzina russa che non si avvale dell'ora di religione cattolica, scoprendo però che le ragazzine che non si avvalgono sono in realtà due, ma che la collega Religiotta non vuole far uscire la seconda perché dalla segreteria non le hanno dato nessuna comunicazione in merito;
  • abbia dovuto cercare la Vicaria di Plesso su e giù per tutta la scuola, perché senza un permesso scritto della Vicaria di Plesso non c'era verso di convincere la collega Religiotta che se la ragazzina è egiziana e sta facendo il Ramadan, beh, ecco, è abbastanza logico che non si avvalga dell'ora di religione e che magari c'è stato un disguido in segreteria;
  • abbia dovuto pranzare nella bolgia infernale della mensa scolastica accanto a Ceruleo che si applicava alle gengive i denti del Conte Dracula fatti con la mollica di pane;
  • abbia provato invano a convincere la Generalessa che l'obiettivo “Descrive i paesaggi naturali e antropici utilizzando carte, grafici e immagini” forse andrebbe inserito sotto la voce Uso degli strumenti e non sotto quella Conoscenze;
  • abbia dovuto constatare con un ululato di avere urgentemente bisogno di un caffè doppio, magari corretto grappa, ma di non avere moneta;
  • abbia dovuto sedare l'ilarità di quattordici aspiranti latinisti a cui aveva imprudentemente spiegato che mutand(a)e significa “cose che devono essere cambiate”.

E poi non credo che un lavoratore qualunque abbia aggiunto a tutto ciò:

  • il tragitto in bicicletta in una zona sperduta della città dove esiste via John Lennon e dove una rotonda immette a sorpresa sulla superstrada su cui sfrecciano i tir;
  • un'ora di lezione privata di latino in cui tentare di salvare Ifigenia dal coltello acuminato di Calcante e dalle insidie della perifrastica attiva e dell'ablativo assoluto;
  • una madre che, venti secondi netti dopo che la sottoscritta è entrata in casa e si è sfilata le scarpe, ha citofonato tutta giuliva munita di filmino del matrimonio della sorella della sottoscritta da sistemare, visionare e masterizzare;
  • le tazze della colazione ancora nel lavandino;
  • il letto sfatto;
  • un cesto della biancheria straripante;
  • due lezioni di geografia da preparare per domani...
... e la cena non è pronta.

Ecco, io non credo.
L'unica cosa in cui credo è che mancano ancora trentaquattro stramaledettissimi giovedì alla fine della scuola.


MISSION

ticchettato da lanoisette giovedì, 04 settembre 2008, alle 21:25
Tutte le scuole degne di tal nome oggi hanno una mission: la dichiarazione d'intenti, l'obiettivo, la finalità, il proposito, il progetto generale della scuola rispetto all'educazione dei ragazzi. Ma tutte queste parole – dichiarazione d'intenti, obiettivo, finalità, proposito, progetto – non vanno bene. Mission è più trendy, più up-to-date, à la page.
Anche la mia nuova scuola ha una mission, che mi dà il benvenuto a pagina quattro del POF.
Ecco, io con questa parola avrei qualche problema. Ma non posso dire né al Preside né al Collegio Docenti che Mission per me è solo e soltanto Robert de Niro, con la barba lunga e di saio vestito, che si fa largo nella foresta pluviale. E io - in tutta sincerità - non mi sento neanche un po' tagliata per l'evangelizzazione degli indios dell'Amazzonia, non ancora. L'afabetizzazione delle giovani menti italiche mi sembra un compito già sufficientemente improbo.


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DIAMO I NUMERI

ticchettato da lanoisette domenica, 31 agosto 2008, alle 16:16
Da quest'anno scolastico, l'ha detto la Mariastella, si torna ai voti in tutte le scuole del regno, di ogni ordine e grado.
Forse perché nella mia carriera precaria ho dovuto usare di volta in volta giudizi sintetici, giudizi analitici, giudizi distinti per i singoli obiettivi o globali per ogni prova di verifica, simboli, lettere, lettere che dovevano essere convertite in giudizi, simboli che si trasformavano in lettere, tabelle, tabelloni e quant'altro... beh, a me i numeri piacciono: semplici, essenziali – quasi eleganti – e soprattutto chiari. E i ragazzi hanno fame di chiarezza, nelle valutazioni.
Certo, la chiarezza e l'equità vanno a farsi benedire quando trovi qualche collega che dice chiaramente che lei – per principio, si badi bene – non dà mai l'insufficienza nel tema di italiano.
Ma è meglio che mi fermi qui, perché potrei scriverci un blog intero sulla questione della valutazione, con tanto di dotte citazioni accademiche ed esempi – a volte tristi, a volte buffi – di vita vissuta. Invece devo risparmiare le energie: domani ho il primo Collegio Docenti nella nuova scuola e so già che invece di capire qualcosa del funzionamento di tutto l'ambaradan finirò invischiata in un'aspra polemica tra “numeristi” e “antinumeristi”. Che, detta così, sembra anche roba seria, da disputa filosofica medievale. E io ho sempre avuto un debole per il rasoio di Ockham.
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