L’ufficio scolastico regionale, per monitorare il percorso di formazione di noi docenti neoimmessi, ci obbliga a compilare un Diario di bordo relativo all’andamento non solo del corso ma ti tutto l’anno scolastico, chiedendoci di evidenziare anche i punti di criticità.
Voilà:
Piccolina è una viscida arpìa, l’Esimio non c’è mai perché impegnato nella sua parallela attività politica, quando c’è se ne lava le mani delle patate bollenti che la Mariastella ci mette in mano (eh, non può dire che son vaccate), non ha mai indetto la riunione di materia per decidere obiettivi e contenuti di Cittadinanza e Costituzione perché gli interessa solo che la casellina sulla pagella sia riempita per fare bella figura coi genitori, mi hanno fatto fare da tappabuchi per tutto l’anno salvo poi venire a chiedermi di fare la ragazza-immagine della scuola, la Kapòsegretaria è un'acida burocrate gonfiata dal suo piccolo potere, la didattica differenziata sul sostegno è roba da pre-Legge Basaglia, il lavoro in team e la programmazione comune qui non si sa nemmeno cosa siano, il laboratorio di informatica è praticamente inutilizzabile, la maggior parte dei colleghi sono gerontoprofie che si trincerano dietro la loro trentennale esperienza e non contemplano nel loro vocabolario i termini “collaborazione” e “condivisione”, nei verbali dei collegi docenti sta scritto che si è deliberato su questioni su cui non si è neppure votato, voglio scappare e sto pregando Jahvé, Allah, Buddha, Odino e Quetzalcoatl che mi diano il trasferimento...
Naturalmente, siccome alla faccia della serietà del monitoraggio, dell'anonimato e della privacy, dovrò inserire il mio bel Diariuccio di bordo nella tesina che presenterò al Comitato di valutazione della scuola e all’Esimio, non scriverò proprio nulla di tutto ciò. Del resto, la sincerità non è “un elemento imprescindibile per una professione stabile”.