AMMAZZASETTE

ticchettato da lanoisette martedì, 20 ottobre 2009, alle 13:27
Due anni fa, Eigiò era un alunno della mia classe del cuore, uno di quegli alunni che i colleghi ti presentano come il classico fannullone non particolarmente dotato: biondino, carino, con un piede sul pallone e un occhio alle ragazze. Io non lo vedevo così. Eigiò faceva poco o niente, è vero: scena muta nelle interrogazioni, i compiti una volta ogni morte di papa, bocca chiusa anche quando gli chiedevo un semplice parere su un brano letto. Ma, non so come, avevo intuito che i silenzi e i fogli bianchi erano uno schermo dietro a cui celare l'insicurezza, il senso di inadeguatezza e la scarsa autostima. E allora dai, a tentar di scalfire quel muro a furia di su, provaci... non aver paura di chiedere... Eigiò, facciamoci due chiacchiere... almeno un tentativo... cos'hai detto? Ti ho sentito, era giusto... e, piano piano, i primi timidi frutti: la mano che ogni tanto si alzava, la voce un po' più alta e sicura. Ricordo come se fosse ieri il momento in cui ho capito che la barriera era crollata: prof, ho provato a fare gli esercizi di grammatica che non avevo fatto per ieri, ma non sono sicuro: posso provare a correggerli? Da lì, un salto triplo dalle insufficienze del primo quadrimestre verso una pagella non brillante, ma di cui esser fieri, una pagella che non ha delegato ai genitori come i suoi compagni – corsi in piscina o al parco ai primi caldi di giugno – ma che è venuto a ritirare lui di persona Per ringraziarla, prof, per quello che ha fatto per me – Io non ho fatto nulla, Eigiò, è farina del tuo sacco, hai fatto tutto tu. E, quell'estate, incontrare la sua mamma dopo aver saputo che non avrei potuto portarli in terza perché quella cattedra mi era sfuggita di mano per gli strani giochi della burocrazia, Professoressa, Eigiò ha pianto. Dice che senza di lei a settembre non vuole più andare a scuola – Gli dica di non fare scemenze, che ha tutte le capacità per camminare con le sue gambe, anche senza di me. Lo scorso novembre, una lucina verde sul mio contatto msn: Prof, sono Eigiò... stiamo facendo orientamento... secondo lei lo posso fare il liceo tecnologico? - Eigiò, sarò sincera: secondo me hai ancora tanta strada davanti, ma l'anno scorso hai dimostrato che se t'impegni a fondo puoi farcela. Io ho fiducia in te – Grazie, prof.
Ieri, il contatore della mia inbox su Facebook segnava (1), un contatto che non ho tra i miei friends: salve prof, sono Eigiò. Adesso faccio il liceo scientifico tecnologico e ho preso il primo sette in grammatica. E se è vero che per stabilire quanto in alto sei arrivato devi considerare non solo la pendenza del cammino, ma soprattutto da dove sei partito, beh, questo sette per me vale come un dieci.

RITORNI E RIVELAZIONI

ticchettato da lanoisette domenica, 27 settembre 2009, alle 17:29
Da un paesino della Locride a mezza collina tra il mare e la montagna, con un'assegnazione provvisoria sul sostegno nella scuola in cui ci siamo conosciuti, è tornato Paco.
È passato di qui ieri, per le solite interminabili chiacchiere annaffiate di rum in veranda, con un pacchetto di dolci delle sue parti e la notizia di un progetto di convivenza con una donna di cui non mi aveva mai detto nulla, ma che è stata il mio alter ego nell'ambiguo tiraemolla sentimentale di questi cinque anni: io il modello ideale, lei la concretezza, io il momento sbagliato, lei quello giusto. È buffo sapere di essere stata per l'ennesima volta, anche se solo platonicamente, l'Altra. Ci abbiamo riso su.
È bello aver ritrovato un amico.

PS - Inutile dirvi che qualcuno è geloso...
a proposito di:me medesima, friends will be friends, spaccacuore, cuor contento
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SCUFFIATA&CONTENTA

ticchettato da lanoisette martedì, 11 agosto 2009, alle 08:58
a proposito di:click, me medesima, bolina, cuor contento
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AH...

ticchettato da lanoisette giovedì, 09 luglio 2009, alle 19:26
...ne ho già nostalgia!

a proposito di:click, iter itineris, cuor contento
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STIAMO LAVORANDO PER NOI

ticchettato da lanoisette lunedì, 18 maggio 2009, alle 13:14
Sì, ci sono lavori in corso. Sentimentali. Però non aspettatevi grandi rivelazioni, qualcosina arriverà, eh, ma col contagocce. Colpa di questo diavolo di blog che finora ha giocato a fare il bastian contrario: scrivevo un post tutta convinta, lo pubblicavo e... zac! mi ritrovavo a provare tutt'altro.
Invece qui ci vogliono calma e gesso e piedi di piombo, perché errare è umano, non c'è due senza tre, la terza è quella buona, rosso di sera bel tempo si spera, donna pelosa donna virtuosa, la pazienza è la virtù dei forti... ma qualche volta anche i Metalli s'incazzano, no?
a proposito di:all you need is love, metallo, me medesima, cuor contento
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MIRACOLO A MILANO?

ticchettato da lanoisette lunedì, 23 marzo 2009, alle 12:36
Ve la ricordate la verifica di storia della secondabbestia sul Seicento, Galileo e la Monarchia assoluta e la Rivoluzione Inglese? Quella che ho dovuto spostare a causa dei venti problemi di punizione gentilmente concessi dalla collega Ipotenusa, ve la ricordate, sì?
L'hanno fatta. Tra mormorii sbigottiti “ma io a questa domanda so rispondere... anch'io... anch'io...” e persone che hanno consegnato in anticipo le tre facciate di cronologie, schemi, esercizi di associazione, domande aperte, vero e falso da correggere. Il Giovane Tamarro, Saltelli, MimmoMammola, Diporto, Cernia e Faniente l'hanno fatta in versione facilitata: stessa verifica degli altri, ma dieci minuti per leggerla con attenzione, via il foglio, fuori il libro e il quaderno, un quarto d'ora di consultazione, via libro e quaderno, foglio sul banco e pedalare.
Morale: su ventiquattro, due sole insufficienze (cinque a MimmoMammola e Faniente) e ben dodici persone sopra l'otto. Sì, ha preso sei anche il Giovane Tamarro, quello che dice che è inutile studiare storia perché sono tutti morti.
Se nei prossimi giorni nevica, è colpa mia, anzi, loro.
a proposito di:la classe non è acqua, al voto al voto, cuor contento
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UNA MATTINA AL MUSEO

ticchettato da lanoisette mercoledì, 18 marzo 2009, alle 01:09
Ieri mattina siamo andati qui a vedere questo, che stava appeso alla cintura di quella biondona della regina Teodolinda perché i Longobardi pensavano che nei capelli ci fosse l'anima e le ragazze non potevano tagliarseli fino al matrimonio, - da qui l'espressione lombarda tùsa (intonsa) per indicare una giovane donna nubile. E la Teodolinda doveva proprio esserlo, 'na bèla tusa, se quel vecchiaccio di Autari si era travestito per andare fino in Baviera a guardarsela ben bene prima di sposarla. Ma Autari l'avevano avvelenato dopo pochi mesi di matrimonio, così la giovane vedova si era fatta fare un bel calice al cobalto (irreperibile online!), che si credeva reagisse alla presenza dei veleni cambiando colore, ché prevenire è meglio che curare, e aveva preteso di scegliersi da sola un nuovo marito. Femminista d'antan. E quando si era trovata davanti il bell'Agilulfo  che le faceva il baciamano, l'aveva fatto rialzare dicendogli “Perché mi baciate la mano quando avete il diritto di baciarmi sulle labbra?”. Epperò il fidanzato non si era limitato ad un anellino con pietruzza, ma le aveva regalato addirittura questa. Che, detto per inciso, non si appende ad una catenina.
Mica scema, la ragazza (direbbe Truffaut).
La ragazza intanto aveva sognato una colomba che le indicava dove costruire la chiesa dedicata a San Giovanni Battista: Modo! Etiam, aveva risposto la regina.

Ed eccolo lì, il Duomo di Monza, dove ci hanno incoronato l'Agilulfo, il figliolo Adaloaldo e gli altri re Longobardi, forse con questa,che pare abbia dentro un chiodone della croce,  e sappiamo che poi la robetta in questione è finita sulla testa di Carlo Magno, Carlo V e Napoleone Bonaparte, mica quaquaraquà.

In tutto questo, le belvette di prima sono state brave, si sono interessate e divertite. E la guida gli ha fatto i complimenti per la loro preparazione in storia. E per la loro prof è stato come se gliel'avessero messa in testa, la corona del ferro.