LAVORO ARRETRATO

ticchettato da lanoisette sabato, 31 ottobre 2009, alle 18:09
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QUANDO LA PROF È IN VACANZA

ticchettato da lanoisette mercoledì, 15 luglio 2009, alle 13:44
Abolisce le ore del giorno precedenti le otto (diciamo le nove, vè...) antimeridiane.
Ispeziona mercati rionali e mercatini dell'usato, dove trova abitini a meno di quindici euro e autentiche chicche editoriali a meno di dieci.

Legge tanto e veleggia per blog.

Attende responsi dalla segreteria della scuola e dall'USP.

Si infila i sandali con le zeppe e va con le amiche a scatenarsi al ritmo di immortali hit come questa o questa.

Medita esperimenti culinari, ma il caldo torrido congiura contro l'ipotesi di una torta di farro con pesche e cioccolato.

Contempla con soddisfazione il suo ibisco arancio ancora una volta redivivo, domandandosi se abbia sette vite come i gatti.

Si rinfresca l'abbronzatura in riva al lago, di lunedì – goduria.

Gironzola in casa in sottoveste, scalza e col mollettone fra le chiome.

Sbircia su Feisbuc le foto del matrimonio del Mago (suo storico ex) e ringrazia il cielo di non essere lei, quella vestita di bianco.
Fa, con tre mesi di ritardo, le pulizie di Pasqua: finiti vetri, cassettoni e tapparelle, oggi pomeriggio si attacca con le librerie, poi tocca a piastrelle, lampadari, armadi ed armadietti.

Insomma, bisognerà pure occuparli con qualcosa, questi famigerati due mesi di vacanze!
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SCENE DA UN MATRIMONIO

ticchettato da lanoisette domenica, 10 maggio 2009, alle 16:09
Pranzo domenicale dai miei.
Mia madre a mio padre: “Io servo il carpaccio, tu pensa alla verdura.”
Nulla.
Occhiataccia di mia madre a mio padre che, serafico e meditativo, risponde: “Ci sto pensando intensamente”.
Vanno avanti così dal '74.
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CALENDIMAGGIO

ticchettato da lanoisette sabato, 02 maggio 2009, alle 19:44
La mia concezione alquanto pagana delle nazionali festività mi ha fatto optare, per l'inizio del mese mariano (sic!) per un simpatico esperimento culinario.



Pastafrolla morbida (preparata con l'olio anziché con il burro, causa intolleranze) ripiena di pere al rum, uvette e cioccolato. La cavia a cui è stata somministrata pare aver gradito.

A grande richiesta:
LA RICETTA

Avvertenza: io sono solita fare le dosi a occhio, quindi potrebbero non essere precisissime. Inoltre uso, per impastare e cuocere, tovaglietta e teglia di silicone che mi evitano di pulire piastrellina per piastrellina il piano della cucina, di infarinare di continuo iI mattarello e di usare burro, farina o carta forno per evitare disastri nella teglia. Comunque:

Per la farcitura:

Far cuocere per un ventina di minuti in un padellino:

4 pere tagliate a pezzetti;

un cucchiaio di zucchero di canna;

una manciata di uvette precedentemente ammollate;

1/2 bastoncino di cannella sbriciolato;

a fine cottura, aggiungere 1/3 di bicchiere di rum (per gli astemi: l'alcool evapora in cottura!) e quando il composto è freddo, circa 50gr di cioccolato fondente a pezzetti.

Per la frolla:

400 gr. di farina bianca

160 gr. di burro fuso (io uso l'olio di mais, ma la quantità non ve la saprei dire, faccio a occhio, fin quando l'impasto ha raggiunto la giusta consistenza)

100gr. di zucchero

3 rossi d'uovo

1 cucchiaino di lievito

1 pizzico di sale

Impastare prima farina, zucchero, lievito con i tre rossi d'uovo, poi aggiungere il burro fuso e lavorare bene fino a quando l'impasto è uniforme e non si sbriciola troppo. Con i 3/5 dell'impasto stendere la base della torta nella teglia facendo dei bordini rialzati e ricoprirla con la farcitura. Stendere la pasta restante con il mattarello per ottenere una sfoglia sottile con cui ricoprire la base (io mi aiuto con un foglio di carta da forno per il trasporto e il ribaltamento). Chiudere bene i bordi. Infornare nel forno caldo a 190°C per 5 minuti, poi abbassare a 175°C e cuocere altri 30 minuti.

Ottima con un vino liquoroso.

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POMERIGGIO MUSICALE

ticchettato da lanoisette sabato, 18 aprile 2009, alle 17:11
Siamo praticamente coetanee e lei (la canzone, non Patti) compie gli anni proprio in questi giorni, ma, nonostante i sessant'anni abbondanti in due, riusciamo ancora a rendere rock perfino una passata di straccio al pavimento.

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SEI GIORNI DI SEPARAZIONE

ticchettato da lanoisette mercoledì, 08 aprile 2009, alle 19:32
Mi aspettano sei giorni di vacanza pasquale da passare davanti allo schermo del pc a preparare la verifica di geografia di prima e l'esercitazione di storia di terza, a rifinire il lavoro per la collaborazione in università che, accidenti, ha accelerato i tempi di consegna, a inventarmi la presentazione in powerpoint sul mio viaggio a Mauthausen e Dachau da mostrare ai ragazzi, a elucubrare sulla tesina e l'autobiografia professionale per la relazione dell'anno di prova... altro che vacanze, ma so che saranno comunque sei giorni bellissimi.

Sei giorni senza senza “Circo, portami libro e quaderno che ti do il lavoro da fare”. Dieci minuti dopo: “Circo, il libro e il quaderno, su, sbrigati!”. Cinque minuti dopo “Allora, ti ho detto di portarmi il libro e il quaderno!”. Dieci minuti dopo: “Ma non questi! Il libro e il quaderno di storia, non di geografia!”. Cinque minuti dopo: “Alloraaa!!! questo librooo e questo quadernooo???”. Dieci minuti dopo: “Circooo!!!”. Cinque minuti dopo: “Eccoli, prof.”. Driiin!!!

Senza Piccolina che Ah, cominci l'Asia? Guarda che la questione dell'Afghanistan coi russi e i talebani e il burka l'ho già fatta io!
Ma veramente io gli avrei preparato delle fotocopie che...
Fammi vedere... Ah, no, io gliel'ho spiegata in modo molto più approfondito!
Beh, allora passo alla questione mediorientale, così mi ricollego a storia...
Come? No, no... la volevo fare io, ci tengo! Gli faccio leggere tutti i brani del libro di antologia e gli articoli di giornale. E poi, quando fai l'ONU, sappi che abbiamo già letto e commentato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Ah,e poi abbiamo già trattato anche del lavoro minorile in India e dei bambini soldato in Africa... e penso che gli leggerò qualcosa anche sull'apartheid e sui desaparcidos.
Ma io...

Senza il Giovane Tamarro che durante la sperimentazione di laboratorio di chimica all'istituto tecnico della nostra città a cui li ho accompagnati così volentieri e di mia spontanea volontà tenta di far esplodere il becco bunsen e di lavarsi le mani con l'acido cloridrico.

Senza Saltelli e Faniente che, di ritorno dallo stesso istituto tecnico, strappano da delle transenne il nastro rosso e bianco e lo usano per legarsi tra di loro mani e piedi ed attraversare così una delle vie più trafficate della città.

Senza il Preside che ah, e da quando c'è una Bozza di Regolamento che dice che la prova Invalsi vale il 15% dell'Esame di Stato?

Senza Ghiaia che Prof posso farle una domanda? Prof ha corretto i compiti? Prof cosa ho preso? Prof oggi facciamo storia o geografia? Prof oggi interroga? Prof mi interroga? Prof se mi interroga mi dice cosa ho preso? Prof ha visto che c'è il sole? Prof posso andare in bagno? Prof posso andare a prendere il ghiaccio? Prof posso andare a prendere lo straccio? Prof...

Si, saranno sei giorni fantastici: noi due da soli, io e il mio pc, nel nostro nido d'ammmore.

IL TRIANGOLO NO

ticchettato da lanoisette sabato, 21 marzo 2009, alle 11:01
Entra in casa mia e comincia a curiosare dappertutto: rovista tra le mie scarpe, negli armadietti della cucina, tra i vestiti ammonticchiati sulla spalliera del letto. Si impossessa del divano e mangia a tradimento i miei biscotti ai cereali e il mio latte di soja. Fa l'offesa col Metallo quando lui non le dà retta, sgrana gli occhioni per reclamare attenzioni e coccole, poi gli salta letteralmente addosso e lo bacia con la lingua. Lui la lascia fare e la chiama “Amore mio” e “Bibi”; la porta fuori, le compra leccornìe, si preoccupa per lei e le prepara il letto col lenzuolo ben tirato.

A tutte le donne capita prima o poi di avere una rivale, lo so. Nessuna l'adora, questo è certo – soprattutto se lei pesa una quindicina di chili in meno di noi. Io invece sì, ma solo perché ha il naso umido, le orecchie molli e quattro zampe.
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ENTROPIA

ticchettato da lanoisette martedì, 11 novembre 2008, alle 10:28
Il letto è sfatto, i vestiti sono ammucchiati sulla spalliera, la borsa della piscina staziona sul pavimento del bagno, il costume è appeso alla doccetta e il phon ancora attaccato alla presa, i piatti si accatastano nel lavandino, tazza, cucchiaio e caffettiera campeggiano sul tavolo, il cesto della biancheria rigurgita, lo stendibiancheria ha tutti i fili occupati, fogli e libri invadono la scrivania. È solo martedì, e non può che aumentare.

Aggiornamento delle ore 11.05: Ho dimenticato sul fornello il pentolino con l'acqua per il tè. Si è fuso il pomello del coperchio. Aumenta ad una velocità vertiginosa...
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THURSDAY BLOODY THURSDAY

ticchettato da lanoisette giovedì, 25 settembre 2008, alle 21:00
Secondo l'orario definitivo, la professoressa Lanoisette il giovedì è a scuola orario continuato ore 8,00 – 16,30. Embé - direte voi - è l'orario normale di un lavoratore qualunque! Ma di cosa vi lamentate voi insegnanti che lavorate mezza giornata, avete tre mesi di ferie d'estate e Pasqua e Natale e... e... Già, però io non credo che un lavoratore qualunque oggi:

  • dopo sole due ore di lavoro fosse ricoperto dalla testa ai piedi di polvere di gessetti colorati a furia di schemini e schemetti alla lavagna sull'Età delle Rivoluzioni;
  • abbia dovuto combattere una strenua battaglia con la stampante della sala prof che si ostinava a stampare le mie schede sulle etimologie una riga sì e una no in un grazioso color azzurrino;
  • abbia dovuto concordare l'adozione del libercolo per il corso di latino con la collega Treanni che la guardava con l'occhio sbarrato e faceva sì sì con la testa;
  • abbia dovuto lottare contro le tenebre della superstizione religiosa riportando la luce della Ragione nelle menti di venticinque undicenni;
  • abbia dovuto subire il fuoco di fila delle domande di Lopenso che cominciano sempre con “Prof, volevo chiederle una cosa, anzi due... no, tre. È tutta la lezione che ci penso... ci ho pensato molto bene, sa, prof, e sono quasi sicuro di aver pensato la cosa giusta. Però prof, anche se ci ho pensato molto bene - sa, ci penso da tutta l'ora - volevo chiederle una cosa, anzi due... no, tre”;
  • abbia dovuto apporre quattro firme in settuplice copia per un totale di ventotto firme - alla faccia della semplificazione amministrativa – sull'agognato contratto a tempo indeterminato dopo una congrua anticamera in segreteria;
  • sia andato a prelevare dalla classe secondaics la ragazzina russa che non si avvale dell'ora di religione cattolica, scoprendo però che le ragazzine che non si avvalgono sono in realtà due, ma che la collega Religiotta non vuole far uscire la seconda perché dalla segreteria non le hanno dato nessuna comunicazione in merito;
  • abbia dovuto cercare la Vicaria di Plesso su e giù per tutta la scuola, perché senza un permesso scritto della Vicaria di Plesso non c'era verso di convincere la collega Religiotta che se la ragazzina è egiziana e sta facendo il Ramadan, beh, ecco, è abbastanza logico che non si avvalga dell'ora di religione e che magari c'è stato un disguido in segreteria;
  • abbia dovuto pranzare nella bolgia infernale della mensa scolastica accanto a Ceruleo che si applicava alle gengive i denti del Conte Dracula fatti con la mollica di pane;
  • abbia provato invano a convincere la Generalessa che l'obiettivo “Descrive i paesaggi naturali e antropici utilizzando carte, grafici e immagini” forse andrebbe inserito sotto la voce Uso degli strumenti e non sotto quella Conoscenze;
  • abbia dovuto constatare con un ululato di avere urgentemente bisogno di un caffè doppio, magari corretto grappa, ma di non avere moneta;
  • abbia dovuto sedare l'ilarità di quattordici aspiranti latinisti a cui aveva imprudentemente spiegato che mutand(a)e significa “cose che devono essere cambiate”.

E poi non credo che un lavoratore qualunque abbia aggiunto a tutto ciò:

  • il tragitto in bicicletta in una zona sperduta della città dove esiste via John Lennon e dove una rotonda immette a sorpresa sulla superstrada su cui sfrecciano i tir;
  • un'ora di lezione privata di latino in cui tentare di salvare Ifigenia dal coltello acuminato di Calcante e dalle insidie della perifrastica attiva e dell'ablativo assoluto;
  • una madre che, venti secondi netti dopo che la sottoscritta è entrata in casa e si è sfilata le scarpe, ha citofonato tutta giuliva munita di filmino del matrimonio della sorella della sottoscritta da sistemare, visionare e masterizzare;
  • le tazze della colazione ancora nel lavandino;
  • il letto sfatto;
  • un cesto della biancheria straripante;
  • due lezioni di geografia da preparare per domani...
... e la cena non è pronta.

Ecco, io non credo.
L'unica cosa in cui credo è che mancano ancora trentaquattro stramaledettissimi giovedì alla fine della scuola.


ODE ALLA CAROTA

ticchettato da lanoisette lunedì, 01 settembre 2008, alle 19:43
Di colore allegro e ricca di molteplici proprietà nutritive, favorisce l'abbronzatura e giova alla vista. Intera, è pratica da sgranocchiare anche fuori casa – per un picnic o una merenda leggera e veloce -, tagliata a julienne arricchisce zuppe e insalate; cruda o cotta, è indispensabile per innumerevoli ricette sane e gustose e, last but not least, ha pochissime calorie.
Ma, soprattutto, dura a lungo ed è resistente agli sbalzi d'umore e di temperatura.
Già, perché che si fa quando si torna a casa affamate, pregustando una gustosa ratatouille e si scopre che il proprio frigo ha avuto una crisi d'identità e ha deciso di improvvisarsi congelatore? Quando si apre lo sportello e si verifica con sconcerto che tutte le verdurine comprate con cura e amore al mercato, che attendevano solo di essere tagliate a tocchetti e messe in pentola con un soffritto di cipolla, salsa di pomodoro e abbondante basilico sono state decimate dalla pseudoglaciazione? Tutte, indistintamente: melanzane, peperoni, zucchine... tutte ibernate come Oetzi, l'uomo del Similaun. Si è salvata soltanto lei, l'Higlander della Valle degli Orti, l'Edmund Hillary dello scomparto inferiore, la rubente carota.
Che si fa, dunque? Semplice: ci si arma di pelaverdure e buoni incisivi - Bugs Bunny non era mica stupido.
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