SONNO RISTORATORE?

ticchettato da lanoisette venerdì, 23 ottobre 2009, alle 01:02
Se volete davvero avere un'idea di quello che sta per succedere (o per non succedere) nella martoriata scuola superiore e che campeggia sulle prime pagine dei quotidiani, leggete qui e poi dormiteci sopra. Io (che ho anche dato un occhio alle tabelle che prevedono una netta riduzione delle discipline che avrei voluto insegnare tra qualche anno) non so mica se ci riesco, eh.
a proposito di:ordinaria amministrazione, bene molto bene, carte e scartoffie
| link | i vostri commenti (9) | il popup dei vostri commenti (9)

TOTOGRADUATORIA

ticchettato da lanoisette lunedì, 19 ottobre 2009, alle 15:23
Non oso immaginare quale confusione regni sovrana nelle segreterie delle patrie scuole, se negli ultimi dieci giorni la sottoscritta, al secondo anno di ruolo e con solo una manciata di punticini racimolati anni addietro nella classe di concorso A050, ha ricevuto almeno tre chiamate per supplenze fino al 30 giugno negli Istituti tecnici del circondario.
a proposito di:ordinaria amministrazione, carte e scartoffie
| link | i vostri commenti (10) | il popup dei vostri commenti (10)

CHI NON HA LIBRO NON ASPETTI LIBRO

ticchettato da lanoisette venerdì, 09 ottobre 2009, alle 00:22
L'avevo accennato qui, vero, che la mia seconda ha un piccolissimo problema col libro di geografia e che, per farla breve, dovrò affrontare argomenti fondamentali senza che i fanciulli abbiano un testo sotto agli occhi? Dunque  oggi, dopo sei ore a scuola, di cui una a scriver verbali e compilar scartoffie, l'altra volata via salendo e scendendo da un piano all'altro e infilandomi in ogni aula dell'edificio scolastico, brandendo una chiavetta usb in mano, alla vana ricerca di un pc e di una stampante contemporaneamente funzionanti, e dopo una trasferta su e giù dai mezzi pubblici e imbottigliata nel traffico dell'hinterland per partecipare ad un seminario sull'educazione linguistica, ebbene, oggi - o meglio, stasera - ho valutato che se devo attendere i ritmi della fotocopiatrice d'istituto faccio prima ad affittarmi un amanuense dell'abbazia di Bobbio, e visto che domattina ho giusto giusto due ore di geografia, il librino – scansiona, copia, incolla, uichipedia, gugoleggia, scrivi - me lo costruisco da me (un pezzettino alla volta, eh!). E già che son qui al pc ve lo presto anche, se vi serve. Eccolo là.

geo_lezione climaNOTA TECNICA: ho caricato nuovamente il file: spero che ora si apra correttamente ( me basta un clic). Avrei voluto condividerlo utilizzando lo stesso programma gratuito di Acrobat che uso sul blog "serio" dove infilo il materiale per i ragazzi (e dove, chi ne conosce l'url, può reperirlo). Purtroppo - nonostante i miei  ripetuti tentativi e in modo incomprensibile - Acrobat non mi permette di entrare con un nuovo account: il problema è che lì sono registrata col mio nome&cognome che, comprenderete, vorrei evitare di seminare ai quattro venti in giro per i blog.

LA FOTOCOPIA: UN SEGNO DI STILE

ticchettato da lanoisette venerdì, 02 ottobre 2009, alle 16:33
Dopo la pre-circolare sul limite al numero delle fotocopie, blocco in sala professori DeReferenz, il referente di plesso, anch'egli collega di lettere:

Ciao, senti, ho visto circolare che hai mandato... volevo capire... va bene il limite, ma se ad esempio io un mese faccio meno fotocopie di quelle che mi spettano, il mese dopo posso avere una specie di bonus?

   Ah... non so, bisognerà deciderlo... per me, io sono contrario: in fondo stiamo usando soldi pubblici, tutto ciò che si risparmia è benvenuto!
Sì, ho capito ma [tralasciamo il fatto che quei soldi sono anche miei, ndr] magari un mese ho bisogno di farne di più per un'attività particolare, il mese dopo di meno... dipende dalla didattica, no?

   Appunto. Secondo me noi di lettere dovremmo averne meno bisogno, quelli di arte o tecnologia, invece...

No, scusa, in che senso? Ma se noi ci smazziamo anche Cittadinanza e Costituzione senza avere il libro di testo!

   Eh, va beh, ma lì usi il fascicoletto del libro di storia!

Ho capito, ma non c'è tutto quello che dobbiamo fare: è ancora Moratti-ediscion, quella roba delle Educazioni!

   Ehhh... suuu! Cerchi un po' di materiale in rete! Puoi fare anche senza...

No, guarda, il problema non è mio, io non ho nessuna difficoltà a fare lezione senza libro di testo, ma i ragazzi, senza nulla di scritto...

   Ohhh, vabbè, io li faccio scrivere!

Sì, anch'io, ma... non si può sempre dettare dettare dettare: quest'anno abbiamo anche meno ore!

   Eh, io sì, io detto e loro scrivono.

D'accordo ma... le verifiche? Cioè, io ho fatto il conto, in pratica solo con le verifiche mi gioco il mio numero di fotocopie.

   Eh, lo so. E infatti io ne faccio il meno possibile.

Ah. Eh. Ehm. Bene, io invece... comunque, a parte le verifiche, ci sono magari dei materiali di supporto o di approfondimento...

   Nooo, io uso il libro: devono usare il libro come strumento di lavoro!

Sì, anch'io faccio usare il libro come strumento di lavoro, però dai, qualche approfondimento, qualche stimolo, un'esercitazione aggiuntiva... altrimenti ci limitiamo a leggere il libro in classe, far fare gli esercizi e bon.

   E io infatti leggo il libro in classe!

Ah. Ecco... Vedi... appunto... magari... più che una questione di numero di fotocopie per disciplina... forse... è una questione di stile d'insegnamento?

   Nooo! Ma io non stavo criticando il tuo stile d'insegnamento, cos'hai capito?

Eccimancherebbe altro!!!

a proposito di:sala prof, ascuolaeinguerratuttoèlecito, carte e scartoffie
| link | i vostri commenti (18) | il popup dei vostri commenti (18)

DISADOTTATI

ticchettato da lanoisette giovedì, 01 ottobre 2009, alle 17:01
Sapete tutti che la Mariastella ha detto no al colesterolo e anche all'adozione ad minchiam dei libri di testo: basta con questi professori che arrivano a settembre, guardano il libro in adozione e dicono "ah, schifezza orrenda schifezza" e lo cambiano così, su due piedi, solo per il gusto perverso di avere l'edizione con le figure a colori! Una bella circolare, facciamo le cose serie: vi scegliete un libro e ve lo tenete sei anni, ohibò, e occhio ai tetti di spesa fissati dal Ministero, guai a voi a chi li supera, bacchettate sulle dita e niente merenda! Che poi sarebbe stato più semplice vietare alle case editrici di sputar fuori nuove edizioni ad ogni chiar di luna e fissare un limite massimo al prezzo dei libri, ma siccome le case editrici hanno i dané e se s'arrabbiano son mazzi e i professori invece chissene, rompiamo le scatole ai professori e se qualcosa non va diamo la colpa a loro.
Fatto sta che l'anno scorso, al momento dell'approvazione delle adozioni – perché io scelgo un libro di Storia, ad esempio, ma se il Collegio Docenti, con tutte le maestrine e i professori di ginnastica e quelli di matematica, non vuole quel libro lì, beh, io non posso adottarlo e bon – ci si è accorti che la mia seconda, che ancora non era la mia seconda ma una prima, avrebbe sforato il tetto di spesa. Cosa facciamo? A qualcuno è venuta in mente l'ideona, la gabola: mettiamo vicino al testo di Religione la parolina consigliato – Ma si può fare? Sì che si può, significa che formalmente i ragazzi potrebbero anche non comprarlo, così salviamo il tetto di spesa, ma che praticamente glielo facciamo comprare ugualmente. Il libro di Religione solo consigliato? Ma che, siamo matti? E la pari dignità delle discipline? E poi cosa dicono il parroco, il Papa e Padre Pio? Quindi, niente da fare. Altra ideona: cambiamo il libro di geografia, tanto geografia poi alle superiori non la fanno più. Ecco, appunto, quindi sarebbe anche il caso che ora la studiassero bene, no? Oh, su, su, quanti problemi, cambiamo, cambiamo! Ma così, in corsa? In prima un libro e in seconda un altro? Massì, massì, guarda, c'è quell'edizione lì, con stampato su, in copertina, bello grande Lowcost (come le compagnie aeree, che poi si sa che la fregatura c'è sempre...). Prendiamo quello. Ma... ma... Niente ma, tutti d'accordo? Approvato? Sì, approvato.
Tutto questo, a maggio.
Bene, poi a settembre arriva la professoressa Lanoisette che si accorge di un unico, piccolo, ininfluente dettaglio: il libro adottato in prima segue una scansione diversa degli argomenti rispetto a quello nuovo e quindi tutta una serie di questioni di nessunissima importanza come i climi d'Europa e i settori produttivi son sul libro di seconda, ma la nuova, fantastica edizione Lowcost (e dopo aver visto le foto virate in rosso molto 70's capirete senz'altro perché si chiama Lowcost) li mette in quello di prima, mentre il secondo volume parte sparato con la Francia, la Germania e la Bielorussia. La professoressa Lanoisette effettivamente è un po' scocciata per il disguido, ma le passerà. È vero, bisogna anche aggiungere che già nei primi giorni di scuola si era resa conto con un certo fastidio che benché Cittadinanza e Costituzione sia diventata, tra gli squilli di tromba dei lacchè ministeriali, una materia obbligatoria a tutti gli effetti, non è stato adottato nessun libro di testo. Rimembrando ciò, la professoressa Lanoisette comincia ad alterarsi un pochetto, ma siccome è una donna coi piedi per terra, cerca un rimedio. Orbene, in una scuola normale sarebbe scattata la Soluzione Universale ai Problemi Didattici, altresì detta La Fotocopia Selvaggia. Nella Schola Horribilis no, nella Schola Horribilis c'è un tetto per le fotocopie: al mese, per materia, per alunno, il tutto calcolato con un algoritmo degno di Archimede Pitagorico; poi, per una maggiore efficienza, le fotocopie vanno richieste con almeno cinque giorni di anticipo perché non si fanno in proprio, nossignori, si mandano alla sede centrale dove ci deve essere un esercito di Umpalumpa addetto all'unica fotocopiatrice a ciclo continuo che stampa per tutti e i cinque i plessi.
Pausa. Lunga pausa. La professoressa Lanoisette, con un lievissimo nervosismo, realizza di dover insegnare non una ma ben due materie (o almeno, una e mezza) senza libri di testo, senza fotocopie, senza nulla - già che ci siamo, magari togliamo anche la lavagna e i gessetti, eh? E fin lì, siccome in fondo la professoressa Lanoisette è anche una prof piuttosto figa, pensa che con un po' di sbattimento, cerca di qui, scartabella di là, inventati qualcosa, ce la può anche fare. Ha solo qualche dubbio che i ragazzi studino due materie senza libri di testo. Nonostante tutto, riesce a controllarsi e quasi ad essere moderatamente fiduciosa, ma quando le comunicano che c'è stato un piccolissimo errore nell'approvazione delle adozioni e nella stesura degli elenchi dei libri di testo e che quindi i ragazzi hanno già acquistato il libro di informatica, materia che piaceva tanto alla Mestizia Moratti ma che la Gelmy ha eliminato con un tratto di penna, e che quindi non si farà più, ecco, a questo punto la professoressa Lanoisette comprende finalmente le profonde motivazioni umane, morali e giuridiche di coloro che ogni tanto, in questa o quell'altra parte del mondo, varcano il portone della scuola col mitra in cartella.

50.000 LETTI A CASTELLO

ticchettato da lanoisette sabato, 12 settembre 2009, alle 16:26
Se i titoli di tutti i giornali nazionali sbandierassero il potenziamento del reparto di pediatria dell'Ospedale Taldeitali, voi cosa pensereste? Che il reparto è stato ampliato per ospitare più pazienti, che sono stati assunti medici, infermieri e personale sanitario per offrire un servizio migliore, che sono stati acquistati nuovi arredi e nuovi macchinari, giusto? Beh, e allora perché quando ieri ho letto su più di un quotidiano le dichiarazioni della Marystar sul potenziamento dei tempo pieno per 50.000 bambini in più mi è venuto qualche dubbio? Perché sono tendenziosamente malfidente, di sinistra e antiberlusconiana, dirà qualcuno. O forse perché, lavorando nella scuola, so per esperienza diretta che, ad esempio, le disposizioni ministeriali per le medie impedivano di creare nuove classi a TP per questo anno scolastico e ho visto con i miei occhi i tabulati dell'organico della mia scuola che tagliavano un bel po' di posti (primi fra tutti, quelli dei docenti specializzati nell'insegnamento di una delle tre "i", l'inglese tanto caro all'ex ministro Mestizia Moratti)? Un sospetto l'avevo, ma volevo dei dati certi. Così, Google alla mano, ho scartabellato un po' qua e là. E, nel sito dell'USR Lombardia, lì in alto a destra, ho trovato il documento ufficiale che registra i dati della scuola lombarda che, in ogni ordine e grado, è storicamente una delle più affezionate al tempo pieno. Vi invito ad andare a curiosare, ne troverete delle belle. Io mi limito a citare solo le pagine 45 e 46 in cui si legge che, rispetto all'anno scorso, gli alunni della scuola primaria in Lombardia crescono in organico di fatto di 4.878 unità, (pari al 1,19%); le classi aumentano di 22 unità (0,10%); i posti diminuiscono del 3,26% o anche che la scuola secondaria di primo grado, in organico di fatto cresce rispetto allo scorso anno di 6.699 alunni, (pari al 2,79%); le classi aumentano di 154 unità (1,39%). A fronte di tale aumento, e per effetto di una razionalizzazione delle risorse, i posti in organico di diritto diminuiscono dell’11,05%. Ed ecco svelato il mistero: tempo pieno, sì, ma con meno insegnanti (niente compresenze, ad esempio) e più bambini per classe. Come dire: 50.000 posti in più in reparto, ma in letti a castello. E la febbre ve la misura la mamma.

CALCOLI (BILIARI)

ticchettato da lanoisette mercoledì, 02 settembre 2009, alle 14:55
Problema:
In una scuola ci sono dodici classi. In ogni classe, a seguito della gradita riforma del Ministro della D-istruzione Mariastella Gelmini, dovranno essere svolte 10 ore di lettere così suddivise: 5 ore di italiano, 2 ore di storia, 2 ore di geografia e 1 di "approfondimento" alias cittadinanza e costituzione. Nella scuola insegnaranno sette docenti di lettere, di cui sei con cattedra completa di 18 ore già affidate a docenti di ruolo o nominati dal Provveditorato, più uno spezzone di 12 ore ancora da assegnare.

Quesito:
Assegna gli insegnanti di lettere alle rispettive classi, evitando di:
  • spezzettare tra più di due docenti le 10 ore totali di lettere per ciascuna classe
  • interrompere la continuità didattica
  • creare sperequazioni tra i docenti (es.: qualcuno con due sole classi e qualcun altro con tre o quattro)
  • creare sperequazioni tra le classi (qualcuna con un solo insegnante per tutto, qualcun'altra con due o tre, qualcuna con tutti insegnanti di ruolo, qualcun'altra con tutti insegnanti nuovi)
  • assegnare al misero tapino spezzonista tutte le 12 ore di approfondimento
  • chiedere ad ogni insegnante di fare 2 ore di straordinario retribuito a testa, pena l'accusa di congiura ai danni del precariato e di sostegno occulto al Ministro
  • farti venire un attacco di ulcera e magone
  • mandare affanculo i colleghi al secondo giorno di lavoro

TEMPI TECNICI

ticchettato da lanoisette mercoledì, 29 luglio 2009, alle 15:44
Premessa 1: per l'antefatto, andare qui.
Premessa 2: ho resistito alla tentazione di intitolare questo post Vincere! E vinceremo! oppure Spezzeremo le reni alla Segretaria. Sapevatelo.

Venti minuti per andare a scuola in bicicletta sotto il solleone,
quindici di anticamera davanti all'ufficio di NervosettaSegretariaPerfetta,
dieci di alterco con dialoghi degni di Ionesco quali:

"Mi scusi, ma io ho presentato questa richiesta a fine maggio, siamo a fine luglio e ancora il problema non è risolto?"
"Insomma, lei lo sa quanto lavoro abbiamo per la fine dell'anno scolastico? Io devo parlare con l'EsimioPreside! Lo sa, lei, quanto è impegnato l'Esimio?"
"Sì, d'accordo, però se la richiesta non andava bene, avreste potuto almeno farmelo sapere, io ero tranquilla..."
"È colpa sua, che non è venuta a informarsi prima e ha aspettato fino ad ora!"


cinque di attesa che l'Esimio terminasse una telefonata,
tre per spiegargli la situazione,
uno perchè l'Esimio aggiungesse di suo pugno un paio di righe in fondo alla mia domanda di autorizzazione.
Il documento vien pronto venerdì in mattinata.

DELL'UNIVERSITÀ, DELLE COLLABORAZIONI, DELLE SEGRETARIE

ticchettato da lanoisette lunedì, 27 luglio 2009, alle 11:50
Immaginate che uno dei vostri professori della SSIS un giorno vi chiami e vi dica "Ah, dottoressa – i professori universitari hanno l'esclusiva del titolo "professore", tutti gli altri son dottori – qui ci ricordiamo tutti di lei... ci sarebbe un gruppo che sta lavorando ad un progetto così e cosà, ma si è un po' impantanato, lei ci sembra la persona giusta per dargli una mano... se volesse collaborare... per il pagamento, beh, sì, cercheremo di trovarle qualcosa, almeno un rimborso spese...". Immaginiamo che accettiate, un po' perché il progetto vi interessa (roba fina, c'è di mezzo quell'Istituto che manda alle scuole quelle famose Prove nazionali, ecco), un po' perché tenere un piede in università non fa mica schifo e non si sa mai. Immaginiamo che per otto mesi vi sobbarchiate le trasferte in università a vostre spese e produciate una certa quantità di materiali, di quelli che il gruppo di lavoro – pagato – vi dice: "Oh, bellini... li teniamo a modello per i nostri che sì, avremmo già dovuto finire, però sai com'è...". Immaginiamo che ci siano un paio di presentazioni ufficiali del progetto, presentazioni in cui altre persone si accaparrino i meriti di quello che avete scritto voi. Immaginiamo che il progetto venga temporaneamente sospeso perchè il Ministero ha chiuso i rubinetti e voi non abbiate visto una lira anche se le vostre relazioni le hanno lette a destra e a manca. Immaginiamo che, dopo una pausa di un anno, i rubinetti si riaprano e il vostro professore vi inviti a terminare il progetto. Stavolta niente gruppi di lavoro-zavorra, solo voi e professoroni universitari. Immaginiamo che voi produciate una quantità di scartoffie equivalente al doppio di quella che producono i professoroni – che, si sa, hano tanto da fare, in università – il tutto senza vedere un centesimo. Immaginiamo che ci sia poi una bella conferenza-stampa conclusiva, in cui voi relazionate di fronte ai luminosi luminari della didattica dell'italiano mentre loro annuiscono benevoli nei vostri confronti.
Immaginiamo che a questo punto, toh, salti fuori la possibilità di avere un compenso. Forfettario, ridicolo, in ritenuta d'acconto, ma pur sempre un compenso. E che quindi vi propongano un contrattino, un po' farlocco, in cui risulta che voi avete lavorato due mesi invece che un anno e mezzo, ma giusto per far quadrare i conti e mettere tutto in regola. Ecco. Il punto è che voi, dipendenti del Ministero, dovete chiedere un'autorizzazione al vostro EsimioPreside per svolgere attività di collaborazione esterna alla scuola, senza la quale non possono farvi il contratto, ma senza il quale contratto il Preside non può rilasciarvi l'autorizzazione. Molto bene. Immaginiamo che le scuole di solito s'aggiustino senza troppi problemi: se si retrodatano assegni, verbali, comunicazioni varie e chi più ne ha più ne metta, se l'Università ha retrodatato la proposta di contratto, che problema c'è? E invece il problema c'è, perchè voi avete a che fare con NervosettaSegretariaPerfetta che prima vi fa una scenata in corridoio – come avete osato, voi, che state all'infimo grado della scala sociale und lavorativa, collaborare fino ad ora con l'università (aggratis) senza che io vi abbia autorizzato con tutti i timbri? - e poi fa sparire in qualche cassetto la seconda versione della domanda di autorizzazione, quella a cui avevate allegato copia della commessa di lavoro, giusto per chiarire. Immaginamo inoltre che l'EsimioPreside sia sempre in mille faccende affaccendato e che poi ci siano gli esami, la fine della scuola, e bla bla bla e che NervosettaSegretariaPerfetta vada in ferie. Immaginiamo che telefoniate a scuola a fine luglio, quando lei è tornata felice e abbronzata e la vostra domanda giace in qualche waste land segretariale, senza risposta, da fine maggio. Immaginiamo che telefoniate, così, per sapere, per risolvere tutto, così siete in regola, l'Università vi paga, voi pagate il 20%di ritenuta d'acconto su quella miseria che vi danno e bon.
Immaginiamo tutto questo. E immaginiamo anche che NervosettaSegretariaPerfetta vi risponda che lei boh che lei non sa, che ha un sacco di lavoro, che deve cercare tra le sue carte e che deve parlare con l'Esimio. E che comunque, se voi avete terminato il vostro periodo di collaborazione, lei non può aggiustare le date sulla domanda e quindi non se ne fa niente e voi potete anche metterveli in quel posto, i vostri mesi di collaborazione con l'Università e la pubblicazione del lavoro e quei quattro soldi che vi avrebbero dato. Eggià.
Avete immaginato tutto? Bene, ora non chiedetemi perché i professori diano ripetizioni in nero.

TRAVELLING TEACHER

ticchettato da lanoisette venerdì, 17 luglio 2009, alle 08:26
Sono in attesa che il cervellone informatico del Ministero metta online il file con i trasferimenti. In attesa di sapere dove sarò il primo di settembre. In attesa come sempre in questo periodo, dal giorno dell'abilitazione a questa parte. E se i primi anni mi lasciavo prendere dall'ansia, calcolavo strategicamente ogni variabile ed ogni possibilità, oggi non è più così: ho imparato a prenderla un po' come viene, forse ad essere un po' più fatalista, anche perchè l'esperienza mi ha insegnato che non sempre la meta agognata si rivela essere quel luogo di delizie che sognavamo.
Alle spalle ho otto anni di peregrinazioni e una molteplicità di esperienze e situazioni vissute: ricchezza inestimabile, ma anche tanta fatica – di adattarsi anno dopo anno a organizzazioni, alunni, colleghi, genitori diversi, di dover prendere le classi in corsa e mettere pezze qua e là, di non vedere mai davvero i frutti del mio lavoro, di dover spezzare rapporti costruiti talvolta a caro prezzo. Adesso però basta col turnover: fatto l'anno di prova, ecco la sede definitiva, vualà, il posto fisso, nel senso più ampio del termine. E invece mi sento ancora precaria, ancora in viaggio. Un po' perché, se le cose non cambiano, la scure dei tagli continuerà ad abbattersi ancora per i prossimi due anni sulle nostre teste ed è probabile che ciò che è conquistato oggi sia rimesso in discussione domani; un po' perché il desiderio grande, quello vero, è di insegnare al liceo, e l'anno prossimo potrò il chiedere il passaggio alle superiori; un po' perché forse tra un anno sarà più importante dove e con chi sarò, piuttosto che in quale scuola insegnerò.
Ora dunque mi metto qui e aspetto, aspetto senza aspettative. Se da viaggiare ancora ci sarà, non sarà un problema: ho buone gambe, nello zaino ho messo tutto ciò che penso mi potrebbe servire e c'è ancora spazio per quello che di prezioso troverò sulla mia strada - che, forse, come dice qualcuno, è più importante della meta.
a proposito di:pensatoio, me medesima, prof inside, carte e scartoffie
| link | i vostri commenti (13) | il popup dei vostri commenti (13)