FRUTTA E DESSERT

ticchettato da lanoisette domenica, 20 dicembre 2009, alle 15:31
Lo so, i primi tre mesi di scuola sono sempre i più duri: nuovo ambiente, nuovi colleghi, nuovi alunni e genitori, impegni collegiali a gogò perché bisogna programmare progetti, uscite e amenità varie, pochissime interruzioni. Però, mai come quest'anno sono arrivata agli sgoccioli in riserva di energia, pazienza e motivazione: ho davanti ancora due giorni e mi sembra che siano due mesi. La sveglia suona fissa alle 6,30 e io ormai non la sento più. Preparo le lezioni per domani e mi chiedo cui prodest? Sarà la Schola Horribilis, sarà la Secondabamba, sarò io, ma fatto sta che sono alla frutta: colorito smorto, chioma indomabile nonostante il recente taglio, occhiaie e apparato gastrointestinale in subbuglio. Insomma, mi faccio abbastanza schifo, da qualunque parte mi guardi. In una situazione estrema come questa sono poche le cose che possano tirar su di morale una donna: un paio di scarpe o della biancheria maiala. Magari anche tutte e due.
Oggi i negozi sono aperti anche se è domenica, vero?
a proposito di:me medesima, quello che le donne, bene molto bene
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GRAFFI

ticchettato da lanoisette venerdì, 11 dicembre 2009, alle 23:49
Quando è successo la prima volta, un mesetto fa, non ho voluto prendere in considerazione la possibilità che fosse stato qualcuno di loro. In fondo - mi son detta - me ne sono accorta solo la sera, dopo una giornata pazza a correre di qui e di là, sarà stato qualche balordo al parcheggio del super o alla fermata della metro. Ma oggi, quando, dopo aver riconsegnato una valanga di quattro in geografia, averli accompagnati all'uscita e aver sistemato i registri nell'armadietto nuovo, sono arrivata alla macchina e ho visto le sottili righe bianche ancora fresche, con la polvere metalizzata che a toccarla mi imbiancava i polpastrelli, non ho più potuto tener lontana quell'idea. E me li sento stampati dentro, quei lunghi segni paralleli, come se la punta della chiave l'avessero passata su di me, e non sulle fiancate della mia auto.
a proposito di:seriamente, prof inside, bene molto bene
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FIORINFIORELLA LA SCUOLA È BELLA

ticchettato da lanoisette martedì, 01 dicembre 2009, alle 18:55
Sui suoi inseparabili mezzi stivaletti flosci la professoressa FiorìnFiorella caracolla su e giù dalle intricate scale della Schola Horribilis, con il suo metro e settantacinque di donna inguainato in aderentissimi maxipull (che il mio augusto genitore definirebbe giropassera) e ancor più aderenti trasparentique leggings, che nulla lasciano all'immaginazione delle sue cosce taglia quarantaseiquarantotto. Caracolla, appunto, su e giù per le scale, seguita dal suo codazzo di alunni necessitanti sostegno, in cerca di un'aula libera. Già, perché la professoressa FiorìnFiorella sostiene. Almeno, dovrebbe. In particolare, nella mia Secondabamba dovrebbe sostenere il pregevolissimo alunno CalcinQ-dallavitacosavuoidipiù. Nel senso che qualunque optional vorreste per un alunno portatore di handicap, lui ce l'ha. Lo volete pluriripetente? Lui ce l'ha. Lo volete fannullone, casinista, maleducato, presuntuoso, irrispettoso? Lui ce l'ha. Lo volete che frequenti solo quando pare a lui? Idem. Lo volete che non porti una giustificazione, un modulo, una verifica firmata neanche a pagarlo? Pure. Lo volete senza un libro, un quaderno, una biro? Anche. Lo volete con famiglia disastrata? Eccovela lì, sul piatto d'argento. Lo volete alto, biondo, occhioglauco, idolo delle ragazzine e carico di ormoni pronti a decollare, manco fosse una portaerei americana nel Golfo Persico ai tempi di Saddam? Ta-daa!! Insomma, un personaggino per cui pugno di ferro, scudiscio e ginocchia sui ceci sarebbero raccomandati anche dal medico curante.
La professoressa FiorìnFiorella però, evidentemente, ha un metodo tutto suo: quello dell'empatia, del mettersi nei panni dell'altro, dell'adottare la prospettiva del discente. È talmente empatica che entra in classe ruminando puntualmente gomma da masticare, la stessa (cioè, non la-stessa-proprio-quella) che, come ogni giorno, ho appena fatto sputare nel cestino a CalcinQ e a un... du... quatt... ehm... mezza classe. L'altra mezza classe dice: “Prof, però la prof FiorìnFiorella la mastica, e una volta ha fatto anche la bolla!”. Pensate che la professoressa FiorìnFiorella si mette nei panni dell'allievo anche quando mi consegna un foglio sui cui sono stampate una ventina di righe sbilenche e piene di refusi, proclamando trionfante: “Guarda, gli ho fatto fare l'esercizio di scrittura... e poi l'ha copiato al computer!!!” ; difatti mi tocca correggere non solo gli errori di CalcinQ, ma anche i suoi, che ha assegnato la traccia Racconto un episodio di amicizia tra io e un mio compagno. E l'empatia si spinge al punto di immedesimarsi totalmente nel ruolo di alunno: l'altro giorno, mentre nell'aula LIM saltavo da una pagina web all'altra per mostrare caravelle, astrolabi, carte di Paolo DalPozzo Toscanelli, Capi di Buona Speranza e rotte di Magellano, e mentre l'alunno CalcinQ si destreggiava benissimo tra una risata con MagarifosseMutu, un dispetto a GigiLaTrottola e un tentativo di palpeggiamento delle curve di Esplosiva, la professoressa FiorìnFiorella sedeva due file più indietro, in perfetto silenzio, fissando lo schermo luminoso.
No, non prendeva appunti, ma solo perché aveva dimenticato il quaderno a casa.
a proposito di:la classe non è acqua, sala prof, bene molto bene
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PREFICHE

ticchettato da lanoisette martedì, 10 novembre 2009, alle 00:06
La Mariastella si lamenta dei professori. Che sono impreparati, fannulloni e svogliati. Le mamme della secondabamba si lamentano dei professori. Ah, se si lamentano! Si lamentano che l'anno scorso i loro figli erano così bravi e quest'anno, invece, guarda te che votacci. Si lamentano che i virgulti hanno così tanto da studiare. Si lamentano di me, in particolare, che costringo i loro pargoli (e loro) a sbattersi un po' con file e stampanti per recuperare i materiali di geografia che autoproduco(che tanto, lei li scarica da Uipedia e li mette lì, mi hanno detto) per fargli avere quattro carte tematiche e due grafici a colori senza fargli spendere 20euro per un altro libro, salvando anche il bilancio della scuola che non può fare troppe fotocopie (il mio limite è di 7 al mese per alunno: mi bastano per le verifiche e poco più) e di certo non a colori, parando il c*** ai colleghi che hanno fatto la genialata del cambio di adozione in corsa e lasciando intatta la reputazione del Precisissimo che l'ha sottoscritto. Si lamentano di me che sistemo su file gli appunti di Cittadinanza e Costituzione – per cui non è stato previsto un libro di testo – che ho precedentemente spiegato in classe. Che, addirittura, inserisco sul blog, spedisco via mail, carico su chiavette, materiali di sintesi e approfondimento. Che, diononvoglia, pretendo che studino persino gli schemi fatti alla lavagna e le regole di grammatica.
Solo tre cose: rabbia, frustrazione e vomito.
a proposito di:ordinaria amministrazione, bene molto bene, talis pater
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L'ORA X

ticchettato da lanoisette giovedì, 29 ottobre 2009, alle 18:51
Ore 9.00 – Suona la campanella.
Ore 9.02 – Esco dalla prima ed entro in secondabamba, con l'allettante programma di interrogare un paio di persone sulla crisi del Trecento e di incominciare a spiegare Umanesimo e Rinascimento.
Ore 9.03 – Billino alza la mano e chiede: "Prof, io ero assente, non ho capito, mi può rispiegare?"
Io: "Dimmi, cosa non hai capito?"
Billino: "Tutto."
Ore 9.06 – Dico: "Vi ricordate che nello schema sul quaderno abbiamo scritto che...". Facce attonite e bocche spalancate. Insisto: "Su, lo schema dell'alltra volta, quello che dovevate studiare per oggi...". Bocche chiuse, occhi lucidi e tremuli. Indago imperiosa: "Alzino la mano quelli che hanno studiato lo schema". Una classe di monchi.
Ore 9.11 – Passo tra i banchi: nessuno ha sottolineato/evidenziato/appuntato sul libro una sola riga delle tre o quattro paginette che avevo assegnato giovedì scorso.
Ore 9.13 – Inizia. Lei. L'ovvia, necessaria, imprescindibile, imperterrita cazziata totale globale.
Testimoni affermano di avermi sentito dalle scale in fondo al corridoio. E domani, verifica a sorpresa.

SONNO RISTORATORE?

ticchettato da lanoisette venerdì, 23 ottobre 2009, alle 01:02
Se volete davvero avere un'idea di quello che sta per succedere (o per non succedere) nella martoriata scuola superiore e che campeggia sulle prime pagine dei quotidiani, leggete qui e poi dormiteci sopra. Io (che ho anche dato un occhio alle tabelle che prevedono una netta riduzione delle discipline che avrei voluto insegnare tra qualche anno) non so mica se ci riesco, eh.
a proposito di:ordinaria amministrazione, bene molto bene, carte e scartoffie
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LE PAROLE CHE CI AVETE DETTO

ticchettato da lanoisette martedì, 13 ottobre 2009, alle 00:08
Noi donne moderne siamo romantiche ma disincantate, sognatrici ma coi piedi (coi tacchi) ben piantati per terra: sbaviamo sulle dichiarazioni d'amore da copione ma siamo consapevoli che l'educazione sentimentale di molti maschietti (che per parecchi si limita a io Tarzan-tu Jane e patapìm e patapèm) è carente soprattutto sotto l'aspetto linguistico. E se per l'uomo medio già non è scontato mettere insieme quattro parole decenti per dirti che gli piaci, figuriamoci quando ti deve comunicare che non c'è trippa per gatti. Dunque, ogni donna ha dovuto fare i conti con capolavori di tempismo, tatto e arte retorica (tutti documentati) che vanno dal crudo, ma sensato non è scattato quello che doveva scattare, al metafisico io vorrei guardare avanti, ma il passato, ironia della sorte, non è ancora passato, allo sveviano io so cosa dovrei fare per riconquistarti, ma non so come farlo, allo scaricabarile se vuoi andiamo a bere qualcosa, ma non è che io ne abbia molta voglia, al freudiano non posso venire a letto con te perché ti stimo troppo. Così una incassa, si stende sul letto a fissare il soffitto il soffitto per un tempo variabile dalle quattro ore ai quattro mesi nei casi più gravi, mette l'ennesima toppa all'autostima – naturalmente con l'aiuto delle amiche, che per raccogliere uno a uno i pezzi son costrette a lucidare il cucchiaino del servizio buono – e poi riparte. Però a tutto c'è un limite, insomma. Dunque chiedo a voi: a quale tortura medievale dovrebbe essere sottoposto l'uomo che, dopo languidi sguardi, battutine ammiccanti e un tiraemolla di parecchi mesi (e sono fidanzato – e l'ho lasciata ma sono triste – e non sono più triste ma siamo colleghi), complice una trasferta di lavoro, coglie la palla al balzo con la mia amica Incarriera e la mattina seguente le serve sul vassoio della colazione, condito con la migliore faccia da cane bastonato che si ricordi un “beh, sì, è stato abbastanza carino... comunque, non come mi aspettavo”?

DISADOTTATI

ticchettato da lanoisette giovedì, 01 ottobre 2009, alle 17:01
Sapete tutti che la Mariastella ha detto no al colesterolo e anche all'adozione ad minchiam dei libri di testo: basta con questi professori che arrivano a settembre, guardano il libro in adozione e dicono "ah, schifezza orrenda schifezza" e lo cambiano così, su due piedi, solo per il gusto perverso di avere l'edizione con le figure a colori! Una bella circolare, facciamo le cose serie: vi scegliete un libro e ve lo tenete sei anni, ohibò, e occhio ai tetti di spesa fissati dal Ministero, guai a voi a chi li supera, bacchettate sulle dita e niente merenda! Che poi sarebbe stato più semplice vietare alle case editrici di sputar fuori nuove edizioni ad ogni chiar di luna e fissare un limite massimo al prezzo dei libri, ma siccome le case editrici hanno i dané e se s'arrabbiano son mazzi e i professori invece chissene, rompiamo le scatole ai professori e se qualcosa non va diamo la colpa a loro.
Fatto sta che l'anno scorso, al momento dell'approvazione delle adozioni – perché io scelgo un libro di Storia, ad esempio, ma se il Collegio Docenti, con tutte le maestrine e i professori di ginnastica e quelli di matematica, non vuole quel libro lì, beh, io non posso adottarlo e bon – ci si è accorti che la mia seconda, che ancora non era la mia seconda ma una prima, avrebbe sforato il tetto di spesa. Cosa facciamo? A qualcuno è venuta in mente l'ideona, la gabola: mettiamo vicino al testo di Religione la parolina consigliato – Ma si può fare? Sì che si può, significa che formalmente i ragazzi potrebbero anche non comprarlo, così salviamo il tetto di spesa, ma che praticamente glielo facciamo comprare ugualmente. Il libro di Religione solo consigliato? Ma che, siamo matti? E la pari dignità delle discipline? E poi cosa dicono il parroco, il Papa e Padre Pio? Quindi, niente da fare. Altra ideona: cambiamo il libro di geografia, tanto geografia poi alle superiori non la fanno più. Ecco, appunto, quindi sarebbe anche il caso che ora la studiassero bene, no? Oh, su, su, quanti problemi, cambiamo, cambiamo! Ma così, in corsa? In prima un libro e in seconda un altro? Massì, massì, guarda, c'è quell'edizione lì, con stampato su, in copertina, bello grande Lowcost (come le compagnie aeree, che poi si sa che la fregatura c'è sempre...). Prendiamo quello. Ma... ma... Niente ma, tutti d'accordo? Approvato? Sì, approvato.
Tutto questo, a maggio.
Bene, poi a settembre arriva la professoressa Lanoisette che si accorge di un unico, piccolo, ininfluente dettaglio: il libro adottato in prima segue una scansione diversa degli argomenti rispetto a quello nuovo e quindi tutta una serie di questioni di nessunissima importanza come i climi d'Europa e i settori produttivi son sul libro di seconda, ma la nuova, fantastica edizione Lowcost (e dopo aver visto le foto virate in rosso molto 70's capirete senz'altro perché si chiama Lowcost) li mette in quello di prima, mentre il secondo volume parte sparato con la Francia, la Germania e la Bielorussia. La professoressa Lanoisette effettivamente è un po' scocciata per il disguido, ma le passerà. È vero, bisogna anche aggiungere che già nei primi giorni di scuola si era resa conto con un certo fastidio che benché Cittadinanza e Costituzione sia diventata, tra gli squilli di tromba dei lacchè ministeriali, una materia obbligatoria a tutti gli effetti, non è stato adottato nessun libro di testo. Rimembrando ciò, la professoressa Lanoisette comincia ad alterarsi un pochetto, ma siccome è una donna coi piedi per terra, cerca un rimedio. Orbene, in una scuola normale sarebbe scattata la Soluzione Universale ai Problemi Didattici, altresì detta La Fotocopia Selvaggia. Nella Schola Horribilis no, nella Schola Horribilis c'è un tetto per le fotocopie: al mese, per materia, per alunno, il tutto calcolato con un algoritmo degno di Archimede Pitagorico; poi, per una maggiore efficienza, le fotocopie vanno richieste con almeno cinque giorni di anticipo perché non si fanno in proprio, nossignori, si mandano alla sede centrale dove ci deve essere un esercito di Umpalumpa addetto all'unica fotocopiatrice a ciclo continuo che stampa per tutti e i cinque i plessi.
Pausa. Lunga pausa. La professoressa Lanoisette, con un lievissimo nervosismo, realizza di dover insegnare non una ma ben due materie (o almeno, una e mezza) senza libri di testo, senza fotocopie, senza nulla - già che ci siamo, magari togliamo anche la lavagna e i gessetti, eh? E fin lì, siccome in fondo la professoressa Lanoisette è anche una prof piuttosto figa, pensa che con un po' di sbattimento, cerca di qui, scartabella di là, inventati qualcosa, ce la può anche fare. Ha solo qualche dubbio che i ragazzi studino due materie senza libri di testo. Nonostante tutto, riesce a controllarsi e quasi ad essere moderatamente fiduciosa, ma quando le comunicano che c'è stato un piccolissimo errore nell'approvazione delle adozioni e nella stesura degli elenchi dei libri di testo e che quindi i ragazzi hanno già acquistato il libro di informatica, materia che piaceva tanto alla Mestizia Moratti ma che la Gelmy ha eliminato con un tratto di penna, e che quindi non si farà più, ecco, a questo punto la professoressa Lanoisette comprende finalmente le profonde motivazioni umane, morali e giuridiche di coloro che ogni tanto, in questa o quell'altra parte del mondo, varcano il portone della scuola col mitra in cartella.

CENTRALINISMI

ticchettato da lanoisette giovedì, 17 settembre 2009, alle 19:09
Ora, è vulgata comune che i lavoratori dipendenti siano generalmente propensi ad utilizzare di straforo il telefono aziendale per qualche chiamata personale; è vulgata ancor più comune che tra i lavoratori i pubblici dipendenti siano esageratamente dediti a tali attività e che tra i pubblici dipendenti la categoria dei docenti sia ormai ritenuta tra le più nullafacenti, sprecone del pubblico denaro e dedite ad ogni sorta di vizio... però che Stordella la Bidella sia stata incaricata dal Precisissimo di digitare personalmente i numeri telefonici e solo dopo di passarci il ricevitore, con l'esplicita finalità di evitare usi impropri dell'apparecchio, posto su un tavolo nell'intimo e riservato atrio della scuola - luogo notoriamente favorevolissimo alle conversazioni private, magari anche un po' osé - ecco, non è un po' troppo?
a proposito di:ordinaria amministrazione, bene molto bene
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50.000 LETTI A CASTELLO

ticchettato da lanoisette sabato, 12 settembre 2009, alle 16:26
Se i titoli di tutti i giornali nazionali sbandierassero il potenziamento del reparto di pediatria dell'Ospedale Taldeitali, voi cosa pensereste? Che il reparto è stato ampliato per ospitare più pazienti, che sono stati assunti medici, infermieri e personale sanitario per offrire un servizio migliore, che sono stati acquistati nuovi arredi e nuovi macchinari, giusto? Beh, e allora perché quando ieri ho letto su più di un quotidiano le dichiarazioni della Marystar sul potenziamento dei tempo pieno per 50.000 bambini in più mi è venuto qualche dubbio? Perché sono tendenziosamente malfidente, di sinistra e antiberlusconiana, dirà qualcuno. O forse perché, lavorando nella scuola, so per esperienza diretta che, ad esempio, le disposizioni ministeriali per le medie impedivano di creare nuove classi a TP per questo anno scolastico e ho visto con i miei occhi i tabulati dell'organico della mia scuola che tagliavano un bel po' di posti (primi fra tutti, quelli dei docenti specializzati nell'insegnamento di una delle tre "i", l'inglese tanto caro all'ex ministro Mestizia Moratti)? Un sospetto l'avevo, ma volevo dei dati certi. Così, Google alla mano, ho scartabellato un po' qua e là. E, nel sito dell'USR Lombardia, lì in alto a destra, ho trovato il documento ufficiale che registra i dati della scuola lombarda che, in ogni ordine e grado, è storicamente una delle più affezionate al tempo pieno. Vi invito ad andare a curiosare, ne troverete delle belle. Io mi limito a citare solo le pagine 45 e 46 in cui si legge che, rispetto all'anno scorso, gli alunni della scuola primaria in Lombardia crescono in organico di fatto di 4.878 unità, (pari al 1,19%); le classi aumentano di 22 unità (0,10%); i posti diminuiscono del 3,26% o anche che la scuola secondaria di primo grado, in organico di fatto cresce rispetto allo scorso anno di 6.699 alunni, (pari al 2,79%); le classi aumentano di 154 unità (1,39%). A fronte di tale aumento, e per effetto di una razionalizzazione delle risorse, i posti in organico di diritto diminuiscono dell’11,05%. Ed ecco svelato il mistero: tempo pieno, sì, ma con meno insegnanti (niente compresenze, ad esempio) e più bambini per classe. Come dire: 50.000 posti in più in reparto, ma in letti a castello. E la febbre ve la misura la mamma.