BARLUMI

ticchettato da lanoisette mercoledì, 11 novembre 2009, alle 16:46
Sono entrata in classe col pacco di fogli corretti, ho fatto tirar fuori i diari e dettato che solo sei persone su ventiquattro avevano svolto l'esercitazione in modo completo e secondo le consegne. Domani voglio le firme - che a casa sappiano, prima di scendere in strada con badili e forconi. Poi ho parlato con loro. Della fatica necessaria a raggiungere gli obiettivi, della soddisfazione che viene dalla consapevolezza di averci provato fino in fondo e di aver fatto bene il proprio lavoro anche quando questo non piace. Ho detto che mi ha ferito sentire che secondo alcuni genitori i quattro in grammatica derivano dal fatto che io non ho legato con loro, perché ero convinta di aver creato una relazione di fiducia e un clima sereno e che vorrei che me lo dicessero, se con me hanno problemi o difficoltà. Ho guardato quelle ventiquattro facce, stupite, assorte, svagate, preoccupate, assonnate, perplesse. E ho capito che se voglio uscire da questo marasma ho un solo alleato: loro, i miei alunni. Ho aperto il libro e ho incominciato la lezione.
a proposito di:prof inside, ascuolaeinguerratuttoèlecito
| link | i vostri commenti (15) | il popup dei vostri commenti (15)

L'ORA X

ticchettato da lanoisette giovedì, 29 ottobre 2009, alle 18:51
Ore 9.00 – Suona la campanella.
Ore 9.02 – Esco dalla prima ed entro in secondabamba, con l'allettante programma di interrogare un paio di persone sulla crisi del Trecento e di incominciare a spiegare Umanesimo e Rinascimento.
Ore 9.03 – Billino alza la mano e chiede: "Prof, io ero assente, non ho capito, mi può rispiegare?"
Io: "Dimmi, cosa non hai capito?"
Billino: "Tutto."
Ore 9.06 – Dico: "Vi ricordate che nello schema sul quaderno abbiamo scritto che...". Facce attonite e bocche spalancate. Insisto: "Su, lo schema dell'alltra volta, quello che dovevate studiare per oggi...". Bocche chiuse, occhi lucidi e tremuli. Indago imperiosa: "Alzino la mano quelli che hanno studiato lo schema". Una classe di monchi.
Ore 9.11 – Passo tra i banchi: nessuno ha sottolineato/evidenziato/appuntato sul libro una sola riga delle tre o quattro paginette che avevo assegnato giovedì scorso.
Ore 9.13 – Inizia. Lei. L'ovvia, necessaria, imprescindibile, imperterrita cazziata totale globale.
Testimoni affermano di avermi sentito dalle scale in fondo al corridoio. E domani, verifica a sorpresa.

CHI NON HA LIBRO NON ASPETTI LIBRO

ticchettato da lanoisette venerdì, 09 ottobre 2009, alle 00:22
L'avevo accennato qui, vero, che la mia seconda ha un piccolissimo problema col libro di geografia e che, per farla breve, dovrò affrontare argomenti fondamentali senza che i fanciulli abbiano un testo sotto agli occhi? Dunque  oggi, dopo sei ore a scuola, di cui una a scriver verbali e compilar scartoffie, l'altra volata via salendo e scendendo da un piano all'altro e infilandomi in ogni aula dell'edificio scolastico, brandendo una chiavetta usb in mano, alla vana ricerca di un pc e di una stampante contemporaneamente funzionanti, e dopo una trasferta su e giù dai mezzi pubblici e imbottigliata nel traffico dell'hinterland per partecipare ad un seminario sull'educazione linguistica, ebbene, oggi - o meglio, stasera - ho valutato che se devo attendere i ritmi della fotocopiatrice d'istituto faccio prima ad affittarmi un amanuense dell'abbazia di Bobbio, e visto che domattina ho giusto giusto due ore di geografia, il librino – scansiona, copia, incolla, uichipedia, gugoleggia, scrivi - me lo costruisco da me (un pezzettino alla volta, eh!). E già che son qui al pc ve lo presto anche, se vi serve. Eccolo là.

geo_lezione climaNOTA TECNICA: ho caricato nuovamente il file: spero che ora si apra correttamente ( me basta un clic). Avrei voluto condividerlo utilizzando lo stesso programma gratuito di Acrobat che uso sul blog "serio" dove infilo il materiale per i ragazzi (e dove, chi ne conosce l'url, può reperirlo). Purtroppo - nonostante i miei  ripetuti tentativi e in modo incomprensibile - Acrobat non mi permette di entrare con un nuovo account: il problema è che lì sono registrata col mio nome&cognome che, comprenderete, vorrei evitare di seminare ai quattro venti in giro per i blog.

LA FOTOCOPIA: UN SEGNO DI STILE

ticchettato da lanoisette venerdì, 02 ottobre 2009, alle 16:33
Dopo la pre-circolare sul limite al numero delle fotocopie, blocco in sala professori DeReferenz, il referente di plesso, anch'egli collega di lettere:

Ciao, senti, ho visto circolare che hai mandato... volevo capire... va bene il limite, ma se ad esempio io un mese faccio meno fotocopie di quelle che mi spettano, il mese dopo posso avere una specie di bonus?

   Ah... non so, bisognerà deciderlo... per me, io sono contrario: in fondo stiamo usando soldi pubblici, tutto ciò che si risparmia è benvenuto!
Sì, ho capito ma [tralasciamo il fatto che quei soldi sono anche miei, ndr] magari un mese ho bisogno di farne di più per un'attività particolare, il mese dopo di meno... dipende dalla didattica, no?

   Appunto. Secondo me noi di lettere dovremmo averne meno bisogno, quelli di arte o tecnologia, invece...

No, scusa, in che senso? Ma se noi ci smazziamo anche Cittadinanza e Costituzione senza avere il libro di testo!

   Eh, va beh, ma lì usi il fascicoletto del libro di storia!

Ho capito, ma non c'è tutto quello che dobbiamo fare: è ancora Moratti-ediscion, quella roba delle Educazioni!

   Ehhh... suuu! Cerchi un po' di materiale in rete! Puoi fare anche senza...

No, guarda, il problema non è mio, io non ho nessuna difficoltà a fare lezione senza libro di testo, ma i ragazzi, senza nulla di scritto...

   Ohhh, vabbè, io li faccio scrivere!

Sì, anch'io, ma... non si può sempre dettare dettare dettare: quest'anno abbiamo anche meno ore!

   Eh, io sì, io detto e loro scrivono.

D'accordo ma... le verifiche? Cioè, io ho fatto il conto, in pratica solo con le verifiche mi gioco il mio numero di fotocopie.

   Eh, lo so. E infatti io ne faccio il meno possibile.

Ah. Eh. Ehm. Bene, io invece... comunque, a parte le verifiche, ci sono magari dei materiali di supporto o di approfondimento...

   Nooo, io uso il libro: devono usare il libro come strumento di lavoro!

Sì, anch'io faccio usare il libro come strumento di lavoro, però dai, qualche approfondimento, qualche stimolo, un'esercitazione aggiuntiva... altrimenti ci limitiamo a leggere il libro in classe, far fare gli esercizi e bon.

   E io infatti leggo il libro in classe!

Ah. Ecco... Vedi... appunto... magari... più che una questione di numero di fotocopie per disciplina... forse... è una questione di stile d'insegnamento?

   Nooo! Ma io non stavo criticando il tuo stile d'insegnamento, cos'hai capito?

Eccimancherebbe altro!!!

a proposito di:sala prof, ascuolaeinguerratuttoèlecito, carte e scartoffie
| link | i vostri commenti (18) | il popup dei vostri commenti (18)

DISADOTTATI

ticchettato da lanoisette giovedì, 01 ottobre 2009, alle 17:01
Sapete tutti che la Mariastella ha detto no al colesterolo e anche all'adozione ad minchiam dei libri di testo: basta con questi professori che arrivano a settembre, guardano il libro in adozione e dicono "ah, schifezza orrenda schifezza" e lo cambiano così, su due piedi, solo per il gusto perverso di avere l'edizione con le figure a colori! Una bella circolare, facciamo le cose serie: vi scegliete un libro e ve lo tenete sei anni, ohibò, e occhio ai tetti di spesa fissati dal Ministero, guai a voi a chi li supera, bacchettate sulle dita e niente merenda! Che poi sarebbe stato più semplice vietare alle case editrici di sputar fuori nuove edizioni ad ogni chiar di luna e fissare un limite massimo al prezzo dei libri, ma siccome le case editrici hanno i dané e se s'arrabbiano son mazzi e i professori invece chissene, rompiamo le scatole ai professori e se qualcosa non va diamo la colpa a loro.
Fatto sta che l'anno scorso, al momento dell'approvazione delle adozioni – perché io scelgo un libro di Storia, ad esempio, ma se il Collegio Docenti, con tutte le maestrine e i professori di ginnastica e quelli di matematica, non vuole quel libro lì, beh, io non posso adottarlo e bon – ci si è accorti che la mia seconda, che ancora non era la mia seconda ma una prima, avrebbe sforato il tetto di spesa. Cosa facciamo? A qualcuno è venuta in mente l'ideona, la gabola: mettiamo vicino al testo di Religione la parolina consigliato – Ma si può fare? Sì che si può, significa che formalmente i ragazzi potrebbero anche non comprarlo, così salviamo il tetto di spesa, ma che praticamente glielo facciamo comprare ugualmente. Il libro di Religione solo consigliato? Ma che, siamo matti? E la pari dignità delle discipline? E poi cosa dicono il parroco, il Papa e Padre Pio? Quindi, niente da fare. Altra ideona: cambiamo il libro di geografia, tanto geografia poi alle superiori non la fanno più. Ecco, appunto, quindi sarebbe anche il caso che ora la studiassero bene, no? Oh, su, su, quanti problemi, cambiamo, cambiamo! Ma così, in corsa? In prima un libro e in seconda un altro? Massì, massì, guarda, c'è quell'edizione lì, con stampato su, in copertina, bello grande Lowcost (come le compagnie aeree, che poi si sa che la fregatura c'è sempre...). Prendiamo quello. Ma... ma... Niente ma, tutti d'accordo? Approvato? Sì, approvato.
Tutto questo, a maggio.
Bene, poi a settembre arriva la professoressa Lanoisette che si accorge di un unico, piccolo, ininfluente dettaglio: il libro adottato in prima segue una scansione diversa degli argomenti rispetto a quello nuovo e quindi tutta una serie di questioni di nessunissima importanza come i climi d'Europa e i settori produttivi son sul libro di seconda, ma la nuova, fantastica edizione Lowcost (e dopo aver visto le foto virate in rosso molto 70's capirete senz'altro perché si chiama Lowcost) li mette in quello di prima, mentre il secondo volume parte sparato con la Francia, la Germania e la Bielorussia. La professoressa Lanoisette effettivamente è un po' scocciata per il disguido, ma le passerà. È vero, bisogna anche aggiungere che già nei primi giorni di scuola si era resa conto con un certo fastidio che benché Cittadinanza e Costituzione sia diventata, tra gli squilli di tromba dei lacchè ministeriali, una materia obbligatoria a tutti gli effetti, non è stato adottato nessun libro di testo. Rimembrando ciò, la professoressa Lanoisette comincia ad alterarsi un pochetto, ma siccome è una donna coi piedi per terra, cerca un rimedio. Orbene, in una scuola normale sarebbe scattata la Soluzione Universale ai Problemi Didattici, altresì detta La Fotocopia Selvaggia. Nella Schola Horribilis no, nella Schola Horribilis c'è un tetto per le fotocopie: al mese, per materia, per alunno, il tutto calcolato con un algoritmo degno di Archimede Pitagorico; poi, per una maggiore efficienza, le fotocopie vanno richieste con almeno cinque giorni di anticipo perché non si fanno in proprio, nossignori, si mandano alla sede centrale dove ci deve essere un esercito di Umpalumpa addetto all'unica fotocopiatrice a ciclo continuo che stampa per tutti e i cinque i plessi.
Pausa. Lunga pausa. La professoressa Lanoisette, con un lievissimo nervosismo, realizza di dover insegnare non una ma ben due materie (o almeno, una e mezza) senza libri di testo, senza fotocopie, senza nulla - già che ci siamo, magari togliamo anche la lavagna e i gessetti, eh? E fin lì, siccome in fondo la professoressa Lanoisette è anche una prof piuttosto figa, pensa che con un po' di sbattimento, cerca di qui, scartabella di là, inventati qualcosa, ce la può anche fare. Ha solo qualche dubbio che i ragazzi studino due materie senza libri di testo. Nonostante tutto, riesce a controllarsi e quasi ad essere moderatamente fiduciosa, ma quando le comunicano che c'è stato un piccolissimo errore nell'approvazione delle adozioni e nella stesura degli elenchi dei libri di testo e che quindi i ragazzi hanno già acquistato il libro di informatica, materia che piaceva tanto alla Mestizia Moratti ma che la Gelmy ha eliminato con un tratto di penna, e che quindi non si farà più, ecco, a questo punto la professoressa Lanoisette comprende finalmente le profonde motivazioni umane, morali e giuridiche di coloro che ogni tanto, in questa o quell'altra parte del mondo, varcano il portone della scuola col mitra in cartella.

OFFELÉ, FA EL TÒ MESTÉ

ticchettato da lanoisette venerdì, 18 settembre 2009, alle 17:13
Dalla sua relazione finale era chiaro che l'anno scorso avesse proposto alla classe un percorso di laboratorio di scrittura piuttosto strutturato, inoltre i colleghi mi avevano riferito con un po' di deferenza che la sua professione principale è quella di Giornalistaescrittore. Quindi già mi fregavo le mani perché mi aspettavo una seconda non dico di romanzieri in erba, ma almeno di studenti in grado di mettere in fila quattro periodi sensati e senza errori madornali.
Poi ho ritirato un paio a testa degli otto temi che aveva assegnato per le vacanze. Li ho corretti. Tutti. Ho appoggiato sulla scrivania la penna rossa e ho respirato con calma, con mooolta calma. Poi ho inserito in zio Google il nome del mio predecessore Giornalistaescrittore. Ho trovato il suo sito: c'era una pagina dedicata alla sua autobiografia. L'ho letta con attenzione. E ho capito perché in uno dei temi c'era scritto "LODISSEA È DIVERSA DA LIL'LIADE PERCHÉ NON C'È L'INSPIRAZIONE ALLA MUSA”.
Qui serve urgentemente una Professoressa. Una vera.
a proposito di:sala prof, errori&orrori, ascuolaeinguerratuttoèlecito
| link | i vostri commenti (20) | il popup dei vostri commenti (20)

UNA SCUOLA PIÙ POVERA

ticchettato da lanoisette mercoledì, 09 settembre 2009, alle 18:34
"Pur di salvare uno spezzone per un precario abbiamo accettato una ripartizione oraria che toglie qualcosa ai nostri studenti nella qualità dell'offerta e crea maggiori problemi organizzativi e didattici; dobbiamo quotidianamente fare i conti con risorse che mancano nonostante le esigenze siano sempre maggiori e più urgenti; da un anno a questa parte tamponiamo con la sola buona volontà situazioni che fino a qualche anno fa sarebbero state ritenute di emergenza.
Io credo che ora serva un segnale forte, percepibile anche a chi al di fuori della scuola questa appare sempre più o meno la stessa, indipendentemente dalle pseudoriforme e dai tagli da miliardi di euro e decine di migliaia di posti di lavoro. Fermiamo la macchina. Boicottiamo le uscite didattiche, i viaggi di istruzione, le gite anche solo di mezza giornata e usiamo le poche ore, i pochi soldi, le poche energie che ci restano per salvaguardare una didattica che dall'alto vogliono sempre più povera, più incapace di rispondere ai reali bisogni della scuola. A malincuore, sì, ché sappiamo bene di togliere qualcosa di importante ai nostri ragazzi, ma è preferibile perdere qualcosa di importante piuttosto che qualcosa di essenziale e necessario, credo. Usiamo lo stesso linguaggio che dalle alte sfere usano con noi: ragioniamo in termini di bilanci, costi e ricavi, monetizziamo anche ciò che monetizzabile non è. Insomma, facciamo ricadere anche al di fuori della scuola la mannaia dei tagli: lasciamo a piedi gli autisti dei pullmann privati, svuotiamo musei e teatri, mandiamo al macero i dépliants delle agenzie di viaggi, non rispondiamo alle proposte di progetti delle cooperative. Facciamo capire a tutti che i tagli all'istruzione pubblica in fin dei conti non sono un risparmio per lo Stato, come pensano tanti. Facciamo capire a tutti che, fuor di metafora, una scuola più povera impoverisce il Paese."

Ieri mattina sono entrata in collegio docenti e ho detto più o meno così, ecco.

CALCOLI (BILIARI)

ticchettato da lanoisette mercoledì, 02 settembre 2009, alle 14:55
Problema:
In una scuola ci sono dodici classi. In ogni classe, a seguito della gradita riforma del Ministro della D-istruzione Mariastella Gelmini, dovranno essere svolte 10 ore di lettere così suddivise: 5 ore di italiano, 2 ore di storia, 2 ore di geografia e 1 di "approfondimento" alias cittadinanza e costituzione. Nella scuola insegnaranno sette docenti di lettere, di cui sei con cattedra completa di 18 ore già affidate a docenti di ruolo o nominati dal Provveditorato, più uno spezzone di 12 ore ancora da assegnare.

Quesito:
Assegna gli insegnanti di lettere alle rispettive classi, evitando di:
  • spezzettare tra più di due docenti le 10 ore totali di lettere per ciascuna classe
  • interrompere la continuità didattica
  • creare sperequazioni tra i docenti (es.: qualcuno con due sole classi e qualcun altro con tre o quattro)
  • creare sperequazioni tra le classi (qualcuna con un solo insegnante per tutto, qualcun'altra con due o tre, qualcuna con tutti insegnanti di ruolo, qualcun'altra con tutti insegnanti nuovi)
  • assegnare al misero tapino spezzonista tutte le 12 ore di approfondimento
  • chiedere ad ogni insegnante di fare 2 ore di straordinario retribuito a testa, pena l'accusa di congiura ai danni del precariato e di sostegno occulto al Ministro
  • farti venire un attacco di ulcera e magone
  • mandare affanculo i colleghi al secondo giorno di lavoro

TEMPI TECNICI

ticchettato da lanoisette mercoledì, 29 luglio 2009, alle 15:44
Premessa 1: per l'antefatto, andare qui.
Premessa 2: ho resistito alla tentazione di intitolare questo post Vincere! E vinceremo! oppure Spezzeremo le reni alla Segretaria. Sapevatelo.

Venti minuti per andare a scuola in bicicletta sotto il solleone,
quindici di anticamera davanti all'ufficio di NervosettaSegretariaPerfetta,
dieci di alterco con dialoghi degni di Ionesco quali:

"Mi scusi, ma io ho presentato questa richiesta a fine maggio, siamo a fine luglio e ancora il problema non è risolto?"
"Insomma, lei lo sa quanto lavoro abbiamo per la fine dell'anno scolastico? Io devo parlare con l'EsimioPreside! Lo sa, lei, quanto è impegnato l'Esimio?"
"Sì, d'accordo, però se la richiesta non andava bene, avreste potuto almeno farmelo sapere, io ero tranquilla..."
"È colpa sua, che non è venuta a informarsi prima e ha aspettato fino ad ora!"


cinque di attesa che l'Esimio terminasse una telefonata,
tre per spiegargli la situazione,
uno perchè l'Esimio aggiungesse di suo pugno un paio di righe in fondo alla mia domanda di autorizzazione.
Il documento vien pronto venerdì in mattinata.

DESTINAZIONE PARADISO?

ticchettato da lanoisette martedì, 21 luglio 2009, alle 18:33
Bene, il cervellone del MIUR ha emesso il suo verdetto: la professoressa Lanoisette è stata destinata al comune vicino a quello di residenza, a circa cinque chilometri da casa, percorso non brevissimo in bici ma quasi tutto su pista ciclabile, una gran fortuna se penso a colleghi spediti ad un'ora di macchina da qui. Istituto comprensivo piuttosto grande, intitolato, come da copione, ad una Medaglia d'oro della Resistenza; la scuola media però è piccoletta, solo quattro sezioni, tutte a tempo normale.
Sono andata a dare comunicazione della mia esistenza in segreteria e ho chiacchierato un po' con l'Entusiasta Vicaria che mi ha fornita di POF con la solita mission "volemose bene" e di elenco dei libri di testo. Impressione frittomisto: alcune cose che già mi fanno sbuffare (l'uniformità nell'adozione dei libri, che odora tanto di Testo unico del Ventennio), alcune positive con riserva (il lavoro in verticale sui curricoli e quello a classi parallele – dipenderà molto dall'atteggiamento dei colleghi), altre potenzialmente esaltanti (cinque nuove insegnanti con meno di 40anni: potrebbe uscirne una bella combriccola), altre ancora che costituiranno sicuramente una sfida nuova (la presenza di alunni nomadi).
Insomma, magari non sarà il Paradiso, magari dovrò sudare su per le cornici del Purgatorio sperando di non capitombolare giù nelle Malebolge... però, se la foto del Preside sul sito della scuola non mente, penso di aver capito, almeno in parte, l'entusiasmo della Vicaria. Ah, sì sì!