Sapete tutti che la Mariastella ha detto no al colesterolo e anche all'adozione ad minchiam dei libri di testo: basta con questi professori che arrivano a settembre, guardano il libro in adozione e dicono "ah, schifezza orrenda schifezza" e lo cambiano così, su due piedi, solo per il gusto perverso di avere l'edizione con le figure a colori! Una bella circolare, facciamo le cose serie: vi scegliete un libro e ve lo tenete sei anni, ohibò, e occhio ai tetti di spesa fissati dal Ministero, guai a voi a chi li supera, bacchettate sulle dita e niente merenda! Che poi sarebbe stato più semplice vietare alle case editrici di sputar fuori nuove edizioni ad ogni chiar di luna e fissare un limite massimo al prezzo dei libri, ma siccome le case editrici hanno i dané e se s'arrabbiano son mazzi e i professori invece chissene, rompiamo le scatole ai professori e se qualcosa non va diamo la colpa a loro.
Fatto sta che l'anno scorso, al momento dell'approvazione delle adozioni – perché io scelgo un libro di Storia, ad esempio, ma se il Collegio Docenti, con tutte le maestrine e i professori di ginnastica e quelli di matematica, non vuole quel libro lì, beh, io non posso adottarlo e bon – ci si è accorti che la mia seconda, che ancora non era la mia seconda ma una prima, avrebbe sforato il tetto di spesa. Cosa facciamo? A qualcuno è venuta in mente l'ideona, la gabola: mettiamo vicino al testo di Religione la parolina consigliato – Ma si può fare? Sì che si può, significa che formalmente i ragazzi potrebbero anche non comprarlo, così salviamo il tetto di spesa, ma che praticamente glielo facciamo comprare ugualmente. Il libro di Religione solo consigliato? Ma che, siamo matti? E la pari dignità delle discipline? E poi cosa dicono il parroco, il Papa e Padre Pio? Quindi, niente da fare. Altra ideona: cambiamo il libro di geografia, tanto geografia poi alle superiori non la fanno più. Ecco, appunto, quindi sarebbe anche il caso che ora la studiassero bene, no? Oh, su, su, quanti problemi, cambiamo, cambiamo! Ma così, in corsa? In prima un libro e in seconda un altro? Massì, massì, guarda, c'è quell'edizione lì, con stampato su, in copertina, bello grande Lowcost (come le compagnie aeree, che poi si sa che la fregatura c'è sempre...). Prendiamo quello. Ma... ma... Niente ma, tutti d'accordo? Approvato? Sì, approvato.
Tutto questo, a maggio.
Bene, poi a settembre arriva la professoressa Lanoisette che si accorge di un unico, piccolo, ininfluente dettaglio: il libro adottato in prima segue una scansione diversa degli argomenti rispetto a quello nuovo e quindi tutta una serie di questioni di nessunissima importanza come i climi d'Europa e i settori produttivi son sul libro di seconda, ma la nuova, fantastica edizione Lowcost (e dopo aver visto le foto virate in rosso molto 70's capirete senz'altro perché si chiama Lowcost) li mette in quello di prima, mentre il secondo volume parte sparato con la Francia, la Germania e la Bielorussia. La professoressa Lanoisette effettivamente è un po' scocciata per il disguido, ma le passerà. È vero, bisogna anche aggiungere che già nei primi giorni di scuola si era resa conto con un certo fastidio che benché Cittadinanza e Costituzione sia diventata, tra gli squilli di tromba dei lacchè ministeriali, una materia obbligatoria a tutti gli effetti, non è stato adottato nessun libro di testo. Rimembrando ciò, la professoressa Lanoisette comincia ad alterarsi un pochetto, ma siccome è una donna coi piedi per terra, cerca un rimedio. Orbene, in una scuola normale sarebbe scattata la Soluzione Universale ai Problemi Didattici, altresì detta La Fotocopia Selvaggia. Nella Schola Horribilis no, nella Schola Horribilis c'è un tetto per le fotocopie: al mese, per materia, per alunno, il tutto calcolato con un algoritmo degno di Archimede Pitagorico; poi, per una maggiore efficienza, le fotocopie vanno richieste con almeno cinque giorni di anticipo perché non si fanno in proprio, nossignori, si mandano alla sede centrale dove ci deve essere un esercito di Umpalumpa addetto all'unica fotocopiatrice a ciclo continuo che stampa per tutti e i cinque i plessi. Pausa. Lunga pausa. La professoressa Lanoisette, con un lievissimo nervosismo, realizza di dover insegnare non una ma ben due materie (o almeno, una e mezza) senza libri di testo, senza fotocopie, senza nulla - già che ci siamo, magari togliamo anche la lavagna e i gessetti, eh? E fin lì, siccome in fondo la professoressa Lanoisette è anche una prof piuttosto figa, pensa che con un po' di sbattimento, cerca di qui, scartabella di là, inventati qualcosa, ce la può anche fare. Ha solo qualche dubbio che i ragazzi studino due materie senza libri di testo. Nonostante tutto, riesce a controllarsi e quasi ad essere moderatamente fiduciosa, ma quando le comunicano che c'è stato un piccolissimo errore nell'approvazione delle adozioni e nella stesura degli elenchi dei libri di testo e che quindi i ragazzi hanno già acquistato il libro di informatica, materia che piaceva tanto alla Mestizia Moratti ma che la Gelmy ha eliminato con un tratto di penna, e che quindi non si farà più, ecco, a questo punto la professoressa Lanoisette comprende finalmente le profonde motivazioni umane, morali e giuridiche di coloro che ogni tanto, in questa o quell'altra parte del mondo, varcano il portone della scuola col mitra in cartella.