NOVE NOVEMBRE OTTANTANOVE
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Quanto può costare un maiale, intero? Mille lire. Ma a Roma nell'estate del '44, con gli americani alle porte, tra le macerie e gli espedienti per tirare avanti, nessuno nessuno ha tutti quei soldi. Compratevene mezzo! Ma non si può, il maiale è vivo: uno di Frascati l'ha rubato ai tedeschi in fuga e non lo si può ammazzare sennò tra urli e strilli quelli se ne accorgono e se lo riprendono. Così Nino e suo padre Giulio attraversano i sobborghi della città eterna alla ricerca di soci, cento lire io, duecento tu, e ognuno degli strani personaggi che incontrano ha alle spalle una storia da raccontare: una storia che attraversa la Storia, in bilico tra il documento, la fanfaronata, la parabola e la leggenda popolare, una storia che prende vita grazie all'azzeccatissimo miscuglio linguistico tra il romanesco popolare e l'italiano raffinato di cui è capace Ascanio Celestini, che pesca a piene mani dal cesto dei ricordi paterni omaggiando quella tradizione orale di cui tutti noi partecipiamo almeno un po', se solo da bambini abbiamo avuto le orecchie per ascoltare, un po' infastiditi, un po' insonnoliti (e quanto ora ce ne rammarichiamo), il nonno che, come ad ogni pranzo di famiglia che si rispetti, proprio non riusciva ad evitare di tirare fuori le sue Storie di uno scemo di guerra.


di Vale, portata via da uno schianto – e sono ormai dieci anni;
di Simo, madre troppo giovane e mai diventata abbastanza adulta per esserlo davvero;
di Berto e della sua adolescenza in istituto;
e quelle belle e piene di speranza
di Checca, che non si è presentata all'esame di avvocato e ha mollato tutto fidandosi del suo istinto;
di Betta, che ha sconfitto la leucemia e ora – ci annuncia – aspetta un bimbo;
di Dig, che ha inseguito e raggiunto il sogno americano;
di Giu, che ha sposato la ragazza che amava da sempre ed è felice così.
E a raccontarcele tutte ci sentiamo un po' più vecchi e allora io la butto lì: “Dai, ragazzi, non fate così, lo saremo veramente quando aprendo il registro di classe troverò un cognome noto nell'elenco, alzerò gli occhi e vedrò una faccia che mi ricorda qualcuno...”. Abbiamo riso tutti, ma tanto lo so bene, che prima o poi capiterà davvero.