UN PELO DI DIFFERENZA

ticchettato da lanoisette venerdì, 20 novembre 2009, alle 14:38
I peli. Ho debellato i peli. Nuvole di peli, bioccoli di peli, gomitoli di peli. Ci sono volute quattro settimane di colpi di saggina ben assestati, straccio umido e ammoniaca, ma alla fine ce l'ho fatta. Tutta colpa del canide marrone che un mesetto fa ha pensato bene di portare i sui quaranta chili a fare la muta invernale sul mio tappeto africano e sulla moquette dell'anticamera. Epperò l'ho avuta vinta io, nonostante la pelosità cercasse di sfuggirmi infilandosi in ogni pertugio. Comunque, vittoria effimera, la mia, visto che tra un paio d'ore la belva scodazzante riporterà il suo vello caduco ad adagiarsi nelle mie stanze. Consoliamoci occupandoci dei nostri propri, di peli: operazione più breve, più dolorosa e più costosa, ed effimera anch'essa in capo ad una ventina di giorni, ma che, spero, sarà più apprezzata di un pavimento tirato a lucido.
a proposito di:casa dolce casa, quello che le donne, la belva, la belva
| link | i vostri commenti (5) | il popup dei vostri commenti (5)

OMONIMIE

ticchettato da lanoisette mercoledì, 18 novembre 2009, alle 16:50
Omonimia 1 – Mi scrive un amico, copiaincollandomi la recensione di un libro famoso il cui protagonista (anch'egli piuttosto celebre, sì) ha il mio stesso cognome, e chiedendomi spiegazioni. Gli dico semplicemente che è tipico di una certa zona d'Italia, quella di cui sono originari i miei nonni paterni e la celebrità letteraria, niente di più. Mi risponde Cominciavo a pensare che fossi stata la musa ispiratrice di qualche scrittore. Magari. Ringrazio pubblicamente l'amico per avermi fatto guadagnare qualche decina di punti-autostima. Troppo buono, però.
Omonimia 2 – Mi hanno fregato il nickname e stanno diventando delle stelle del pop. Rivendico i diritti e ci tengo a sottolineare che sono capellona, sì, ma che nessuno mi vedrà mai con un toupé come quello della vocalist (e neppure con un vestito bianco a frange, direi).
[La versione del video col vestito bianco a frange, qui, ndr]

a proposito di:parole parole parole, me medesima, a squarciagola
| link | i vostri commenti (12) | il popup dei vostri commenti (12)

MA SE TI SENTISSE MAMMA

ticchettato da lanoisette martedì, 17 novembre 2009, alle 13:00
Mamma di Paroliberista, al consiglio di classe di settimana scorsa: "Ma com'è possibile che diate tutti questi votacci? Insomma, l'anno scorso erano tutti bravi! Eh? Eh? Allora, com'è possibile? Non può essere!"
Professoressa Lanoisette: "Signora, non lo metto in dubbio, ma io personalmente ho rilevato numerose lacune, e sicuramente molti studiano poco e, soprattutto, male."
Mamma di Paroliberista: "No, no, non è così, sono sempre impegnati! Hanno tantissimi compiti da fare, tutti i pomeriggi!"
Paroliberista, ieri mattina, dopo l'esercitazione supplementare di grammatica in preparazione alla verifica: “Prof, anche se non mi avete mandato la lettera, oggi pomeriggio posso venire anch'io a fare recupero di grammatica? Così mi esercito un po', perché tanto so che se sto a casa guardo la televisione...”.
a proposito di:la classe non è acqua, talis pater
| link | i vostri commenti (17) | il popup dei vostri commenti (17)

QUANDO LE PLAYLIST NON ESISTEVANO

ticchettato da lanoisette domenica, 15 novembre 2009, alle 16:29
Le cuffie in testa e la musica che ti segue dovunque: sugli autobus, in bicicletta, in auto con mamma e papà. Ma per noi, quelli nati negli anni Settanta, niente iPod e formati mp3: ognuno si costruiva in casa, con un lavoro lungo e meticoloso, la propria compilation, registrando dalla radio e duplicando nastri magnetici (su una mensola della mia libreria c'è ancora lo stereo con la doppia cassetta) o i primi cd. Quello che ne usciva erano quarantacinque, sessanta o novanta minuti di musica e di emozioni, pieni di fruscii, di interruzioni improvvise e dei click del tasto stop – se non si era abbastanza scaltri da premere pause, prima di femare la registrazione. Le migliori giravano tra i banchi, dentro e fuori gli zaini, venivano copiate decine di volte, tutte o solo in parte, solo i brani che ci piacevano di più. E i fruscii, i click e le interruzioni aumentavano di registrzione in registrazione. Ma che rabbia quando lì dentro finiva una canzone che ci toccava il cuore ma senza titolo o autore, dispersi in uno dei passaggi tra la copia originale e la nostra, così una riga del cartoncino infilato nell'involucro di plastica trasparente restava desolatamente bianca. Beh, l'altra sera, complice un po' di zapping su MTV e l'immancabile YouTube, l'ho ritrovato, uno di quei brani perduti della mia adolescenza: ve lo regalo - anche se non è la versione acoustic live piena di ronzii che ho cantato mille volte.

a proposito di:amarcord, a squarciagola
| link | i vostri commenti (11) | il popup dei vostri commenti (11)

SEX BOMB - REPARTO ARTIFICIERI

ticchettato da lanoisette venerdì, 13 novembre 2009, alle 20:16
Tredici anni e mezzo di scollature procaci, occhi bistrati, jeans fascianti e provocante disponibilità. Esplosiva, insomma. Tanto da produrre deflagrazioni ormonali e onde d'urto di pettegolezzi e voci di corridoio sempre più insistenti, così insistenti da dover tentare una messa in sicurezza. L'ho presa da parte e le ho spiegato quello che ho sentito di lei, dicendole che della nomea ce ne si può anche fregare, se si è convinti di essere nel giusto, ma che mi preoccupavo della sua salute, innanzitutto. Lei è stata così intelligente - o così bisognosa di aiuto - da ascoltare. E raccontare. Mi si è aperto davanti un baratro. Non di bassezza morale, ma di vuoto affettivo ed emotivo. La mancata elaborazione di una femminilità reale e non fraintesa, che esuli dall'essere semplice strumento del piacere maschile; l'accettazione passiva di una violenza subdola, che usa il ricatto dell'inadeguatezza per ottenere i suoi scopi, degradando ad anormalità, nella vulgata del passaparola degli amici più esperti, i timori, il disagio e l'imbarazzo che un'adolescente può provare di fronte al sesso; la devastante scissione tra sesso e desiderio; l'incapacità di pensare a sé senza un uomo, qualunque uomo, anche uno – tanti – che di te vedono solo l'involucro, anche uno che non ti piace, basta che ci sia.

Ma prof, io voglio un ragazzo, perché un ragazzo mi fa stare bene.

"Tutti quelli che hai avuto ti hanno fatto stare bene?"

No... quasi nessuno... ma perché, prof?

"Vedi, volere accanto una persona è normale e legittimo. Tutti vogliamo qualcuno che ci faccia sentire amati e protetti, che ci faccia stare bene, insomma. Ma non tutti possono farci stare bene. È come desiderare un bel vestito nuovo e prenderne uno a caso dall'espositore. Quando scegli un vestito, ne scegli il colore, il modello, la taglia giusta, perchè ti valorizzi, perché ti stia bene, appunto. Se non è così, non lo compri, è meglio tenersi il solito paio di jeans, no?"

Prof, ha ragione, io... io non ci avevo mai pensato...

Abbiamo discusso e ragionato per quasi due ore. Due ore in cui le ho parlato da insegnante, da adulto, da ex adolescente, ma soprattutto da donna.

Prof, ma... allora... se ho bisogno, se voglio parlarne ancora... posso venire da lei?

"Non puoi, Esplosiva, devi."

BARLUMI

ticchettato da lanoisette mercoledì, 11 novembre 2009, alle 16:46
Sono entrata in classe col pacco di fogli corretti, ho fatto tirar fuori i diari e dettato che solo sei persone su ventiquattro avevano svolto l'esercitazione in modo completo e secondo le consegne. Domani voglio le firme - che a casa sappiano, prima di scendere in strada con badili e forconi. Poi ho parlato con loro. Della fatica necessaria a raggiungere gli obiettivi, della soddisfazione che viene dalla consapevolezza di averci provato fino in fondo e di aver fatto bene il proprio lavoro anche quando questo non piace. Ho detto che mi ha ferito sentire che secondo alcuni genitori i quattro in grammatica derivano dal fatto che io non ho legato con loro, perché ero convinta di aver creato una relazione di fiducia e un clima sereno e che vorrei che me lo dicessero, se con me hanno problemi o difficoltà. Ho guardato quelle ventiquattro facce, stupite, assorte, svagate, preoccupate, assonnate, perplesse. E ho capito che se voglio uscire da questo marasma ho un solo alleato: loro, i miei alunni. Ho aperto il libro e ho incominciato la lezione.
a proposito di:prof inside, ascuolaeinguerratuttoèlecito
| link | i vostri commenti (15) | il popup dei vostri commenti (15)

PREFICHE

ticchettato da lanoisette martedì, 10 novembre 2009, alle 00:06
La Mariastella si lamenta dei professori. Che sono impreparati, fannulloni e svogliati. Le mamme della secondabamba si lamentano dei professori. Ah, se si lamentano! Si lamentano che l'anno scorso i loro figli erano così bravi e quest'anno, invece, guarda te che votacci. Si lamentano che i virgulti hanno così tanto da studiare. Si lamentano di me, in particolare, che costringo i loro pargoli (e loro) a sbattersi un po' con file e stampanti per recuperare i materiali di geografia che autoproduco(che tanto, lei li scarica da Uipedia e li mette lì, mi hanno detto) per fargli avere quattro carte tematiche e due grafici a colori senza fargli spendere 20euro per un altro libro, salvando anche il bilancio della scuola che non può fare troppe fotocopie (il mio limite è di 7 al mese per alunno: mi bastano per le verifiche e poco più) e di certo non a colori, parando il c*** ai colleghi che hanno fatto la genialata del cambio di adozione in corsa e lasciando intatta la reputazione del Precisissimo che l'ha sottoscritto. Si lamentano di me che sistemo su file gli appunti di Cittadinanza e Costituzione – per cui non è stato previsto un libro di testo – che ho precedentemente spiegato in classe. Che, addirittura, inserisco sul blog, spedisco via mail, carico su chiavette, materiali di sintesi e approfondimento. Che, diononvoglia, pretendo che studino persino gli schemi fatti alla lavagna e le regole di grammatica.
Solo tre cose: rabbia, frustrazione e vomito.
a proposito di:ordinaria amministrazione, bene molto bene, talis pater
| link | i vostri commenti (25) | il popup dei vostri commenti (25)

NOVE NOVEMBRE OTTANTANOVE

ticchettato da lanoisette lunedì, 09 novembre 2009, alle 14:55
a proposito di:amarcord, feste comandate
| link | i vostri commenti (5) | il popup dei vostri commenti (5)

UNA PROFESSORESSA AL MUSEO

ticchettato da lanoisette domenica, 08 novembre 2009, alle 16:51
La professoressa varca l'ingresso del Museo di Arte Antica e paga il biglietto ridotto di due euro, rammaricandosi di non aver fatto la giornalista o il militare per entrare aggratis, poi si sdilinquisce sui marmi e sugli affreschi pompeiani, sobbalza davanti agli ori e alle pietre, s'inebria delle essenze di nardo e benzoino - quello di Baudelaire, sì -, stupisce davanti ad un triclinio vero e originale, s'immagina con una torreggiante acconciatura alla Giulia Domna o alla Poppea, beve ad uno ad uno i versi di Marziale e Ovidio che accompagnano il percorso, non perde neppure una riga delle didascalie esplicative delle opere. Poi, all'uscita, siccome è professoressa fin nei tacchi degli stivali (che cominciavano anche a dolerle un po'), sul librone degli ospiti verga con cura Esposizione fantastica, se solo non fosse per i refusi e gli errori di sintassi nei pannelli illustrativi...
a proposito di:nugae, me medesima, prof inside, iter itineris, fatto ad arte
| link | i vostri commenti (21) | il popup dei vostri commenti (21)

NON RACCONTIAMOCI STORIE

ticchettato da lanoisette giovedì, 05 novembre 2009, alle 10:13
Una riflessione su ciò che è cambiato nell'insegnamento della storia (e della geografia), qui.
a proposito di:seriamente, pensatoio, solostoriaegeografia, me tra i mille
| link | i vostri commenti (29) | il popup dei vostri commenti (29)